L’ansia da prestazione: come affrontare un problema che colpisce sia uomini che donne

L’ansia, in quanto meccanismo fisiologico, può essere di per sé positiva, ma se la gestisci nella maniera sbagliata, può attivare un meccanismo di auto sabotaggio che non permette di affrontare in modo adeguato i compiti assegnati o di raggiungere gli standard prefissati. Un esempio è l’ansia da prestazione, ovvero nel timore che si manifesti una difficoltà nei più svariati ambiti da parte di un individuo che ritiene assolutamente indispensabile il successo o il raggiungimento di un obiettivo in tali situazioni.
Dott.ssa Samanta Travini Dottoressa in Psicologia Clinica
8 novembre 2019 * ultima modifica il 08/11/2019

L’ansia, in quanto meccanismo fisiologico, è di per sé positiva perché ti permette di rendere al meglio in tutte quelle situazioni che richiedono concentrazione e impegno. È utile, infatti, al raggiungimento di un obiettivo, ma se la gestisci nella maniera sbagliata, può attivare un meccanismo di auto sabotaggio che non permette di affrontare in modo adeguato i compiti assegnati o di raggiungere gli standard prefissati. Un esempio può essere fornito dall'ansia da prestazione.

Cos'è l'ansia da prestazione

Quando si parla di ansia da prestazione la prima cosa che può venirti in mente è quel tipo di ansia legata alla performance sessuale; in realtà può riferirsi ad ogni tipo di performance in cui è presente il timore di fallire in un determinato compito e di non raggiungere l’obiettivo che ci si prefigge.

L'ansia da prestazione, infatti, consiste nel timore che si manifesti una difficoltà nei più svariati ambiti (lavorativo, scolastico, relazionale, sessuale e sportivo), da parte di un individuo che ritiene assolutamente indispensabile il successo o il raggiungimento di un obiettivo in tali situazioni.

Ciò che differenzia in generale l’ansia da prestazione da altre forme di ansia è l’importanza che viene attribuita da chi ne soffre al contesto ambientale e, ancor di più, al concetto di prestazione. Il risultato di una prova è percepito in relazione al giudizio dell’altro, che deve essere necessariamente positivo, tanto che un minimo allontanamento da questo ideale di perfezione viene percepito in modo eccessivamente negativo.

L'ansia da prestazione può dipendere da molti fattori personali: dall'effettivo o presunto grado di preparazione, dalla consapevolezza delle risorse che si possiedono nei confronti di quella prestazione, fino agli eventi legati ad esperienze simili vissute nel passato (non si fa riferimento solo agli insuccessi ma anche ai successi).

Quando si manifesta

Le situazioni sociali in cui compare l'ansia da prestazione sono molteplici e possono racchiudere diversi ambiti della nostra vita: relazionale, scolastico, sportivo, lavorativo e sessuale.

L’ansia da prestazione relazionale è caratterizzata dalla continua ricerca di stima da parte degli altri e nasconde la paura di non essere all’altezza di un compito. Solo attraverso l’accettazione sociale chi prova questo tipo di ansia ha la sensazione di accrescere la propria autostima. In caso di giudizi negativi la considerazione di sé viene completamente demolita. Se non trattata adeguatamente, l’ansia da prestazione relazionale può evolvere in sintomatologie di maggiore gravità quali attacchi di panico e fobia sociale che nel tempo costringono chi ne è affetto a evitare ogni contatto con le persone.

L’ansia da prestazione scolastica, così come quella lavorativa e sportiva, si traduce nella paura di non essere all’altezza dei compiti assegnati o dei risultati da raggiungere, siano essi esami da superare, partite da vincere o colloqui di lavoro.

L'ansia da prestazione sessuale

L’ansia da prestazione in ambito sessuale colpisce sia uomini che donne, che attribuiscono alla prestazione una forte valenza, il desiderio di essere sempre all’altezza e la paura di deludere l’altro. Questi atteggiamenti impediscono di vivere con serenità l’esperienza sessuale, portando come possibile conseguenza un calo del desiderio o una difficoltà nell’ottenere o mantenere l’erezione (nell’uomo) e nel raggiungere l’orgasmo (nella donna).

I soggetti colpiti da uno stato d’ansia da prestazione cominciano a vivere la sessualità con crescente timore, senza naturalezza, tanto che a lungo andare questo stato di tensione può compromettere non solo il rapporto di coppia, ma anche il modo in cui ognuno percepisce l’altro sesso.

Infatti, se l’ansia da prestazione sessuale entra in ballo, ecco che le fantasie e i desideri subiscono un forte e prepotente stop. Tutto ciò, ovviamente, ha ripercussioni ai fini dell’eccitazione che, in modo inevitabile, viene smorzata sul nascere e diventa impossibile mettere in moto tutto quel complesso meccanismo psico-fisiologico che porterà, infine, all’afflusso di sangue nei corpi cavernosi del pene che determinerà l’erezione.

Il problema dell'erezione, quando è presente l’ansia da prestazione, permane anche facendo uso delle notissime pillole farmacologiche per la disfunzione erettile! Infatti, se non c’è un impulso eccitatorio iniziale, diventa impossibile poter ottenere una soddisfacente erezione anche tramite l’assunzione di questi farmaci. Inoltre, quest’ultimi non possono sconfiggere quella che è la vera causa del problema: l’ansia da prestazione.

Quando a soffrirne è la donna

Meno noto, ma piuttosto frequente, è il problema dell'ansia da prestazione sessuale nelle donne. A soffrirne è un'italiana su cinque. In questo caso il meccanismo di blocco è molto più psicologico e introspettivo che fisico, e non corrisponde necessariamente a un'incapacità di portare a termine il rapporto quanto, piuttosto, all'instaurarsi di un senso di disagio.

La paura di una possibile gravidanza nel momento in cui non si desiderano bambini e delle malattie sessualmente trasmissibili frena, spesso, il desiderio. Anche la routine, uno stile di vita troppo stressante e il timore di deludere il partner possono portare a mancanza di concentrazione e vaginismo e impedire il raggiungimento dell'orgasmo.

Secondo gli esperti anche uno stile di vita sempre più simile a quello dell'uomo, con l'abitudine al fumo e al consumo di alcolici, nonché una dedizione eccessiva al lavoro, contribuiscono al diffondersi di questa problematica anche nell'universo femminile.

I sintomi

sintomi dell’ansia da prestazione sono principalmente stress, irritabilità e insonnia che aumentano d’intensità all’avvicinarsi della “prova” da affrontare. Il protrarsi di questa condizione può esitare anche nella comparsa di attacchi di panico. È evidente quindi come le conseguenze dell’ansia da prestazione possano ripercuotersi sul normale svolgimento della vita della persona, andando a incidere direttamente sul modo stesso in cui questa si relaziona e arrivando anche a coinvolgere ogni area della vita.

Manifestazioni fisiche di un disagio mentale o problema medico?

Sia le disfunzioni erettili, sia l'eiaculazione precoce sono disturbi che possono dipendere esclusivamente dall'ansia, ma possono esserci anche vere e proprie problematiche fisiologiche. Può accadere che i fattori psicologici si sovrappongano a problemi organici, amplificandoli.

Individuare la vera causa del problema è fondamentale per risolverlo e affrontarlo nel modo più opportuno.

Come affrontare l’ansia da prestazione

Tutte queste difficoltà possono essere trattate con successo rivolgendosi a specialisti che, affrontando le difficoltà che stanno alla base dell’ansia, possono aiutarti a ridimensionare le paure e ad accogliere la possibilità di essere accettati socialmente anche se non “perfetti”.

Oltre che dai supporti medici e psicologici, un grande aiuto può derivare da uno stile di vita sano, sia dal punto di vista della dieta, sia per quanto riguarda il sonno, il relax e la pratica dell'attività fisica.

Un consiglio: un rimedio efficace per combattere l'ansia da prestazione consiste nel non pensare continuamente a dove vuoi arrivare, ma concentrarti sul processo per raggiungerlo. Inoltre devi mettere l’accento su quello che dipende da te, quelle cose su cui puoi incidere direttamente e che gestisci tu. Puoi aiutarti scrivendo tutte le cose che dovresti fare per raggiungere il tuo obiettivo e che dipendono da te.

Rimedi per l'ansia da prestazione sessuale

Disfunzione erettile, difficoltà nell’eccitamento, eiaculazione precoce. Sono solo alcuni dei principali problemi legati all’ansia da prestazione sessuale, senza dimenticare alcune gravi conseguenze dell’ansia da prestazione come l’indebolirsi dell’autostima, il drastico calo della libido fino ad arrivare ad evitare i rapporti sessuali.

Si tratta di problematiche che possono essere affrontate – con esiti positivi – rivolgendoti a specialisti, come psicoterapisti e sessuologi, anche se ciascun caso va valutato singolarmente.

Per prima cosa devi prendere consapevolezza che il sesso non è una gara

Devi prendere consapevolezza che il sesso non è una gara, ma un “gioco” da vivere in modo spontaneo, gioioso e spensierato, senza avere la pretesa di voler sfoderare chissà quali incredibili performance. Tutto questo, alla fin fine, non potrà che portare benefici anche alla tua autostima e alla qualità della vita in generale.

Un consiglio: per un paio di settimane tu e il tuo partner dovrete seguire il divieto di penetrazione. Potrete baciarvi, accarezzarvi, provocarvi e stuzzicarvi l’un l’altra, ma niente penetrazione.

Abbandona l’idea della performance da dover compiere ad ogni costo ha il potere di alleggerirti e di farti entrare in contatto con le tue emozioni, senza restare intrappolato nelle nostre nefaste aspettative.

Inoltre, in questo modo, il rapporto sessuale, proprio perché negato dalla prescrizione paradossale, da “problema” diventa qualcosa di “desiderabile“, esattamente come tutti i frutti proibiti.

Laureata in psicologia clinica dello sviluppo e neuropsicologia, ha lavorato in contesti educativi, sociali e nei servizi psicologici di base, maturando altro…