Attacco di panico: cosa comporta e come riuscire a gestire questa forte paura

Nel mondo il 3% della popolazione ha sofferto di un disturbo di panico nella propria vita. Non è un disturbo mentale ma è comunque indispensabile chiedere aiuto al medico il più presto possibile per recuperare appieno il benessere fisico e psicologico, per prevenire l’isolamento sociale e gli altri disturbi d’ansia o depressivi, di abuso di sostanze e, purtroppo, i tentativi di suicidio.
Dott.ssa Roberta Kayed Medico chirurgo
17 settembre 2019 * ultima modifica il 17/09/2019

Tutti noi abbiamo sperimentato nel corso della nostra vita l’ansia, quella sensazione di apprensione e paura in risposta a situazioni di stress che preparano il nostro corpo a una reazione. È del tutto normale e fisiologico che sia così. Quando invece l’ansia si presenta in maniera improvvisa, molto intensa, senza ragione e ci paralizza dalla paura, parliamo di attacco di panico.

Cos’è l’attacco di panico

L’attacco di panico è la comparsa improvvisa e inaspettata di un terrore molto intenso, che insorge di colpo, senza un’apparente causa scatenante, raggiunge il picco in pochi minuti e ha una durata di circa 5’-20’ (anche se alcuni possono durare fino a 1 ora). Durante l’attacco di panico si sperimentano spiacevolissimi sintomi fisici e chi ne soffre spesso racconta di aver paura di impazzire, di perdere il controllo, di avere un attacco cardiaco o di morire. Non è quindi un "semplice" attacco d'ansia.

Un tipo di attacco di panico inaspettato è l’attacco di panico notturno in cui ci si sveglia dal sonno in stato di completo panico. Gli attacchi di panico insorgono generalmente negli adolescenti e nei giovani potendone influenzare il loro sviluppo psicologico futuro.

La presenza di attacchi di panico ricorrenti nel tempo configura quello che si chiama disturbo di panico in cui il numero di attacchi è variabile e dipende dalla gravità del quadro (ad esempio 1 a settimana per diversi mesi, oppure quasi quotidianamente con intervalli liberi di settimane, oppure 1 ogni due mesi per anni).

Non è difficile intuire come chi ne soffra (soprattutto se in maniera frequente) sviluppi nel tempo ansia e paura costanti di avere attacchi futuri e di non riuscire a gestirli, soprattutto se in luoghi pubblici con tutte le conseguenze per quanto riguarda la vergogna e lo stigma sociale che purtroppo circonda ancora l’argomento.

Cause scatenanti dell’attacco di panico

Purtroppo, per l’attacco di panico non esistono delle evidenti cause scatenanti e questo toglie il controllo della persona sul disturbo, perché lo rende inatteso e chi ne è colpito può essere investito dai sintomi da un momento all’altro. Nonostante ciò esistono dei fattori che potrebbero contribuire al disturbo:

  • Traumi. Violenze sessuali o lutti possono scatenare i sintomi subito dopo l’evento o anche in futuro.
  • Familiarità. La presenza di un parente di primo grado che soffre di attacchi di panico conferisce una familiarità positiva e un aumento del rischio di presentare il disturbo.
  • Squilibri biochimici. Le anomalie dei neurostrasmettitori (molecole prodotte nel cervello) potrebbero spiegare perché alcuni sviluppano gli attacchi rispetto agli altri.
  • Sensibilità alla CO2. Respirare aria con elevati livelli di CO2 può scatenare un attacco.
  • Tendenze pessimistiche. La tendenza a soffermarsi su sintomi fisici anche lievi mette in allerta il sistema nervoso che può provocare l’attacco.

Sintomi e diagnosi dell'attacco di panico

I sintomi dell’attacco di panico sono molto intensi, spaventosi e angoscianti, esplodono improvvisamente e senza causa apparente. Sono prevalentemente fisici ma anche psicologici. I sintomi fisici sono quelli tipici della risposta “attacco e fuga” che la preda ha di fronte a un ghepardo pronto ad azzannarla, né più né meno. Se non fosse per il fatto che di fronte a noi non c’è nessun ghepardo, o qualsiasi altro predatore della Savana.

Il cervello, il coordinatore di tutto il nostro corpo, crede di trovarsi di fronte a una minaccia imminente per la vita. A causa di ciò mette in allerta tutto il suo esecutivo (cuore, polmoni, intestino, muscoli e così via) che si coordinerà per consentirci o di attaccare il nemico o di scappare il più velocemente possibile.

L’attacco di panico è completo quando sono presenti 4 o più dei seguenti sintomi:

  1. Palpitazioni
  2. Tremori fino a grandi scosse
  3. Sensazione di torpore o formicolio
  4. Vertigini, sensazione di instabilità, “testa vuota” o svenimento
  5. Sudorazione, brividi o vampate di calore
  6. Nausea o disturbi addominali
  7. Sensazione di mancanza d’aria o soffocamento
  8. Dolore o fastidio al petto

I sintomi fisici sono accompagnati anche da sintomi cognitivi, sensazioni drammatiche che rendono l’esperienza ancora più disorientante:

  1. Paura di perdere il controllo e di impazzire
  2. Paura di morire
  3. Percezione del mondo esterno o di se stessi in maniera distorta, sensazione di irrealtà, di essere distaccati da se stessi, di guardarsi dal di fuori, o di essere spettatori

Nei periodi fra un attacco di panico e l’altro, soprattutto se frequenti, si può vivere in uno stato di perenne tensione e ansia, si teme che i sintomi fisici si ripresentino e che siano la spia di una malattia non diagnosticata pericolosa per la vita come infartoepilessia o un tumore cerebrale nascosto.

In un’epoca in cui ancora tutto ciò che ruota intorno alla salute mentale è visto con sospetto, la paura di chi soffre del disturbo non riguarda solo i sintomi fisici ma in egual misura la discriminazione sociale e la perdita il controllo davanti agli altri. Pur di evitare il ripresentarsi dell’attacco di panico, chi ne è affetto limiterà le proprie attività per la preoccupazione pervasiva di non riuscire più ad affrontare le situazioni quotidiane, fino ad arrivare anche al progressivo isolamento sociale.

Vivere con gli attacchi di panico

Parla col tuo medico curante dei tuoi sintomi. Anche se può essere difficile aprirsi con qualcun altro riguardo alle proprie emozioni, è bene capire che non c’è nulla di cui vergognarsi. È importante cercare aiuto e trattare precocemente il disturbo. Sebbene l’attacco di panico sia molto spaventoso, è importante ricordare che non è pericoloso (e fa anche rima). Anche se può essere così intenso da farti credere di avere un infarto e di stare per morire, è fondamentale ripetersi che nonostante le palpitazioni e la mancanza di respiro, non è un infarto, non succederà nulla, starai bene e non avrai nessun danno fisico.

Tra un attacco e l’altro si può vivere in costante tensione; è perciò utile inserire nella propria quotidianità delle attività che aumentino la capacità di rilassamento e consapevolezza come la meditazione, lo yoga, l’attività fisica aerobica (contribuiscono a ridurre lo stress e stimolano il cervello a rilasciare la serotonina, l’ormone della felicità).

Ricordiamo che dei livelli troppo alti o troppo bassi di zucchero contribuiscono ai sintomi per questo una dieta sana ed equilibrata, evitando cibi processati e zuccherati, caffè, alcol e fumo è necessaria per prevenire gli attacchi.

Cosa fare durante un attacco di panico

Durante un attacco è difficile mantenere la lucidità ma col tempo potrai riconoscere queste sensazioni spiacevoli e diventerai più consapevole su come gestirle.

Quello che puoi fare durante un attacco di panico è:

  1. Se ti è possibile, rimani nel posto in cui ti trovi. Se sei in macchina accosta o trova un parcheggio e rimani lì. L’attacco potrebbe durare diversi minuti.
  2. Respira e fallo lentamente e profondamente. Ti parrà una sciocchezza perché in quel momento ti sembrerà di impazzire o peggio di morire, ma se cerchi di fare dei bei respiri profondi con il diaframma gonfiando la pancia, questi ti aiuteranno a rallentare i battiti e diminuiranno l’ansia durante l’attacco. Panico e ansia peggiorano se si respira troppo velocemente. Conta fino a tre in ogni inspirazione e cerca di svuotare i polmoni più che puoi.
  3. Ricorda a te stesso che la tua paura non è realistica, i pensieri e le sensazioni terrificanti alla fine passeranno, e starai bene.
  4. Non cercare di controllare l’attacco perché potrebbe peggiorare la frustrazione della perdita di controllo. Aspetta che passi e ripetiti che starai bene.
  5. Non concentrarti sulla catastrofe imminente. Pensa a un luogo o una situazione che ti fa stare tranquillo e concentrati su di essa, pensa ai dettagli, i colori e le sensazioni. Se non ci riesci, puoi concentrati su qualcosa di concreto, chiaramente visibile e non minaccioso (ad esempio l’orologio al polso o un albero davanti a te).

Rimedi per gli attacchi di panico

La terapia dell’attacco di panico è di tipo psicologico e con i farmaci. Ricordati bene che, se s’interviene precocemente, l’attacco di panico e il disturbo di panico possono essere trattati e si può recuperare il proprio stato di benessere fisico e psicologico.  Chi chiede aiuto non è un debole o tutto ciò che comporta lo stigma purtroppo ancora presente circa la salute mentale.

L’essere consapevole di avere bisogno di un aiuto psicologico o psichiatrico significa riconoscere di volere e potere stare bene poiché è nostro diritto come lo è quello di chiedere aiuto e trattare un infarto o un tumore. Ricordiamo che l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) definisce la salute come “uno stato di totale benessere fisico, mentale e sociale” e non semplicemente “assenza di malattie o infermità.” Rivolgiti al tuo medico e affidati alle cure.

Fonti| DSM V – Manuale Diagnostico Statistico dei Disturbi mentali – Quinta edizione; Istituto Superiore di Sanità (ISS)Ministero della Salute

Medico-Chirurgo, specializzanda in Psicoterapia, lavora da diversi anni negli ambulatori di Medicina Generale. Insieme alla pratica clinica quotidiana e alla specializzazione, altro…
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