L’inarrestabile Carlotta Ferlito, una vita da ginnasta (ma anche scrittrice e ambasciatrice AIRC)

È stata la prima ginnasta italiana ad eseguire al corpo libero il “Mustafina”, un triplo giro in impugnata particolarmente complesso. Ha partecipato alle Olimpiadi di Londra 2012 e di Rio 2016, ma nella sua carriera da atleta trova spazio per dedicarsi a moltissime altre attività, tra cui anche quella di testimonial per la Fondazione AIRC.
Gaia Cortese 8 dicembre 2019

Una vita scandita da lunghi e faticosi allenamenti, gare e selezioni internazionali, stesure di libri, qualche programma televisivo, rapporti di amicizia e impegni scolastici. Eppure Carlotta Ferlito, atleta della Nazionale italiana di ginnastica artistica, ha solo 24 anni. Ambiziosa, positiva e determinata, questa ragazza è una figura di riferimento per le sue coetanee, e non solo.

Quando è nata la tua passione per la ginnastica artistica?

È nata quando avevo sei anni e per la prima volta entrai in una palestra. Ai tempi praticavo anche nuoto due volte alla settimana, ma quando a ginnastica mi chiesero di aumentare i giorni di allenamento settimanale e di rinunciare alle lezioni di nuoto non ebbi alcun dubbio e decisi per la ginnastica!

Quante ore ti alleni ogni giorno?

Dipende dai periodi. Fino ai 17 anni, nei mesi precedenti l’Olimpiade, facevo circa 6 ore al giorno. Dai 18 anni in avanti il mio allenamento era programmato su circa 4 ore, adesso invece concentro il programma di lavoro in 2/3 ore belle intense e poi mi dedico allo studio e al recupero muscolare.

Segui qualche buona pratica per stare bene?

Cerco di mangiare bene almeno per l’80 per cento dei pasti, di dormire 7/8 ore al giorno, non bevo alcolici se non in rare occasioni e non ho mai fumato. Insomma l’essere sportiva ti allena anche a seguire abitudini salutari.

Hai l’abitudine di meditare?

No, in realtà non ho mai provato, ma mi piacerebbe sperimentare anche la meditazione.

Quali sono le tue scelte alimentari per mantenerti in forma?

Uso la regola dell’80-20 cioè 80 per cento cibo salutare e coerente con la dieta mediterranea e al 20 per cento mi concedo qualche schifezza. Per me è fondamentale avere momenti in cui posso “sgarrare”, mi fa sentire una normalissima ventenne!

A soli 24 anni hai già all’attivo tre libri di cui sei autrice. Qual è il tuo rapporto con la scrittura?

Sto studiando comunicazione proprio perché mi ha sempre affascinato il saper trasmettere qualcosa, riuscire a comunicare con gli altri. Spero di continuare anche con i libri visto che mi hanno regalato grandi soddisfazioni.

Cosa ti ha spinto a partecipare ai format televisivi "Ginnaste – Vite parallele" e "Dance Dance Dance"?

Per "Ginnaste" sono stata “obbligata”, ma non prendermi alla lettera ti prego, perché la casa di produzione chiese alla Federazione di poter girare il reality nella palestra federale, quella dove mi allenavo io, quindi è stata una cosa naturale essere coinvolta nel progetto. "Dance Dance Dance" è stata un’esperienza diversa rispetto al mondo a cui ero abituata, diciamo che mi piace esplorare e confrontarmi con ambiti nuovi e sempre diversi.

Da diversi anni sei anche sostenitrice di Fondazione AIRC. Cosa ti ha spinto a impegnarti a favore della ricerca contro il cancro?

Sono ambasciatrice di Fondazione AIRC da tanti anni e credo fortemente nel fatto che noi sportivi possiamo essere degli esempi positivi per raggiungere tante persone che ci seguono sui media e sul web. La possibilità di sfruttare le nostra notorietà per qualcosa di bello e costruttivo è fondamentale, così quando AIRC mi chiese di prendere parte ai loro progetti, come Le Arance della Salute che tornano sabato 25 gennaio 2020 o L’Azalea della Ricerca, non esitai neanche un secondo a scendere in campo al fianco dei ricercatori per sensibilizzare le tante persone che mi seguono sull’importanza di sostenere la ricerca oncologica.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Stare bene, allenarmi, continuare a studiare, fare nuove esperienze visto che sono una ragazza molto ambiziosa!