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26 Settembre 2019
14:30

L’onda verde non si ferma: così i Fridays for Future si stanno facendo sentire

La settimana per il clima è iniziata alla grande. Ovunque i Fridays for Future si stanno facendo sentire di giorno in giorno, organizzando eventi e manifestazioni in vista dello sciopero globale previsto domani 27 settembre. E in alcuni casi, alzano la voce.

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L’onda verde non si ferma: così i Fridays for Future si stanno facendo sentire
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Come sappiamo, il 20 settembre 2019 ha avuto ufficialmente inizio la Climate Week, una settimana interamente dedicata alle lotte ambientali e alla salvaguardia del Pianeta durante la quale i gruppi locali dei Fridays for Future, supportati anche da altre organizzazioni, indipendenti e non, a favore del clima, hanno organizzato eventi di vario genere in vista del terzo Global Climate Strike di domani venerdì 27 settembre, per cui è attesa una grande partecipazione.

In tutta Italia, così come in diverse altre zone del mondo, in questi giorni si stanno alternando workshop, assemblee, proiezioni, conferenze, incontri con esperti, critical mass e azioni eclatanti e disturbanti, finalizzate a mantenere alta l’attenzione sul tema cavalcando lo tsunami scatenato da Greta Thunberg durante il suo intenso discorso al Summit Onu.

A Torino, ad esempio, un gruppo di circa cinquanta attivisti ha organizzato un die-in (la versione estrema del sit-in in cui ci si sdraia a terra fingendosi morti) all’interno del negozio di H&M di via Roma, in centro. I ragazzi si sono buttati a terra fingendosi morti tra gli abiti appesi nel negozio, mentre tre ragazze stavano in vetrina con le mani sporche di sangue e altri attivisti attaccavano ai vestiti etichette che dichiaravano il reale prezzo del fast fashion. A conclusione dell’azione, hanno ripulito i vetri e consegnato ai dipendenti una lettera di scuse per il disagio causato.

A Bari, invece, gli attivisti si sono trovati costretti ad alzare la voce. Dopo essere stati invitati a partecipare alla Fiera del Levante e aver riscontrato che gli elementi di sostenibilità dell’evento (raccolta differenziata, uso di energia pulita, riduzione della plastica monouso) erano quasi inesistenti, i ragazzi hanno inviato una lettera al presidente della Fiera per comunicargli la loro delusione per essere stati utilizzati “solo per fare bella figura, come elemento di folklore”.

Sono nata e cresciuta a Trento, a due passi dalle montagne. Tra mille altre cose, ho fatto lunghe passeggiate nel bosco e imparato a riconoscere alcune piante velenose. Ho imparato la musica perché fa bene all’anima. Ho vissuto in due grandi città a cui mi sono abituata a volte più in fretta, altre volte meno, ma dove i miei posti preferiti erano sempre i parchi. Ho studiato giornalismo perché volevo che aiutare le persone a capire alcuni aspetti del mondo diventasse la mia professione. Credo che il rispetto della natura, dell’ambiente in cui ci muoviamo ogni giorno e delle persone che con noi lo abitano sia fondamentale per vivere bene, per noi stessi e per gli altri.