L’ultrarunner Ivana Di Martino: “Le mie gambe, la mia forza, per trasmettere un messaggio”

Ogni difficoltà incontrata sul suo percorso di vita si è trasformata in un’opportunità. Ed è successo perché Ivana Di Martino, ultrarunner e mamma di tre figli, ha sempre trovato la forza di reagire ad ogni avversità: due interventi al cuore e un’aggressione subita durante un allenamento sul Naviglio, non le hanno impedito di correre per portare nel mondo messaggi di speranza.
Gaia Cortese 13 ottobre 2020

La sveglia puntata alle 4:30 di mattina. Ivana Di Martino, mamma e ultra runner, inizia così la sua giornata, per poi rientrare a casa e svestire i panni dell’atleta e occuparsi dei suoi tre figli: Caterina, Filippo e Cecilia.

"Tante volte quando sveglio i miei figli, non si rendono neppure conto che ho già corso e ho già fatto qualcosa in casa".

Ivana corre da quando aveva 11 anni, ispirata dal fratello maggiore, il suo idolo da bambina. Un primo giro nel parco di Monza di 6 km e da subito capisce subito che la corsa sarebbe stato il suo sport. Oggi, infatti, non potrebbe farne più a meno. Ivana corre perché la fa stare bene, perché ama stare a contatto con la natura, perché è un modo come un altro per dedicare un momento unico a se stessa: ma corre anche per portare dei messaggi, e lo fa compiendo imprese che hanno dell'incredibile.

Le imprese

Il 2013 è l'anno in cui Ivana Di Martino sceglie di correre la 21 volte donnaventuno mezze maratone in giro per l’Italia per sostenere Doppia Difesa, associazione contro la violenza sulle donne. L'anno successivo corre la Running for Kids per il progetto Faro di Terre des Hommes: Ivana corre per altri ventuno giorni, iniziando con i tradizionali 42 km di una maratona e scendendo ogni tappa di 2 km, raccontando simbolicamente il calvario dei bambini in fuga per raggiungere l’Europa.

Nel 2015 Ivana corre la Rexist Run, 700 km in otto giorni che la portano da Ventimiglia a Muggia, un'impresa "per resistere all'esistenza". Un'impresa che nasce per i bambini con gravi patologie di Dynamo Camp, ma che arriva anche dopo l'aggressione subita sul Naviglio, e che per Ivana è anche un percorso per ritrovare un po' di luce.

"Ogni impresa mi ha portato a una crescita personale. Rexist Run è stata l’impresa più difficile perché organizzata dopo l’aggressione e dopo la scomparsa di mia madre".

L'anno successivo, un altro progetto per i bambini: Ivana corre la Run4kids: 909 km in 12 giorni da Milano a Bruxelles, per portare un messaggio speciale in Commissione Europea per Banco Alimentare. Nel 2017, Ivana Di Martino sfida i dislivelli del Monte Bianco correndo con la WhiteUltraRun: una corsa no stop al limite della fatica e della sopportazione per dire a se stessa e a tutte le donne, che anche un'impresa che apparentemente sembra impossibile, se c'è la volontà di portarla a termine, è possibile.

L'ultimo record

L'ultima impresa ha visto Ivana battere addirittura un record. Lo scorso 17 settembre, con il tempo di 2h 11′ 16" la ultrarunner ha battuto il precedente record (di Paola Zaghi) nella categoria SF50 nella scalata dello Stelvio.

“Ho toccato veramente il cielo con un dito, è stata dura ma ho gestito bene la fatica. Gli ultimi chilometri sono stati i più difficili, anche perché mi si sono fermate un po’ le gambe, ma ero pronta e ho affrontato la situazione molto bene – ha dichiarato Ivana Di Martino al termine dell’impresa -. Sono davvero molto contenta e soddisfatta, ci tenevo moltissimo a questa corsa”.

"Utilizzo le mie gambe, la mia forza per trasmettere un messaggio, un messaggio che riguarda spesso i bambini o le donne".

Un'altitudine che Ivana in parte già conosceva, avendo già portato a termine un anno prima la Run Everesting per la Fondazione Veronesi, una corsa in solitaria da Cortina al Passo dello Stelvio che l'ha messa di fronte a un dislivello pari a 8.848 metri, vale a dire l’altezza del Monte Everest.

Correre è la risposta

Una storia incredibile, quella di Ivana Di Martino, raccontata anche nel suo libro “Correre è la risposta” (Sperling & Kupfer Editore). Due interventi al cuore, un'aggressione, la scomparsa della madre. Ivana risponde alle difficoltà incontrate sul suo percorso di vita con la corsa, come spiega lei stessa parlando della Rexist Run: "La ricordo anche come un superamento di un certo tipo di percorso che mi ha portato anche al perdono verso queste persone che mi hanno comunque portato a una ferita enorme che ovviamente non si rimarginerà mai completamente. Solo attraverso il perdono puoi superare la rabbia. Solo quello".

“Ogni difficoltà, ogni ostacolo, all’inizio ti sembra devastante, ti fa stare molto male, ma tutti gli ostacoli che mi sono capitati si sono poi trasformati in un’opportunità”

Forse anche merito di quella mamma eccezionale che deve aver avuto Ivana. Quella mamma che ogni giorno le ricordava che quello che avrebbe portato a termine nella vita, dipendeva esclusivamente dalla sua volontà: "Tu sei una creatura meravigliosa – le diceva sempre sua madre -. Puoi fare tutto quello che vuoi nella vita”. E Ivana glielo ha dimostrato.