Marco Casula, l’unico ricercatore italiano bloccato in Artico dove studia l’ambiente e i cambiamenti climatici

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Da gennaio si trova nelle isole Svalbard ed è al momento l’unico italiano. Giovane ricercatore originario di Mestre, Marco Casula contribuisce allo studio dei cambiamenti climatici studiandone gli effetti sul campo. Ecco cosa ci ha raccontato.

La mattina si sveglia alle sette, va sul campo a effettuare campionamenti, dopo pranzo si dedica alle attività in laboratorio e infine si occupa di inserire i dati al computer lavorando a oltranza. Lo fa ogni giorno perché, come dice lui, la ricerca non conosce ferie, né vacanze. Originario di Mestre, in Veneto, Marco Casula è un tecnico del Cnr, lavora per l’istituto di Scienze polari e attualmente ricopre il ruolo di acting station leader della base artica Dirigibile Italia del Cnr.

Da gennaio quindi si trova a nord delle isole Svalbard, nell’Artico, per studiare l’andamento dei processi ambientali e dei cambiamenti climatici in corso. In pratica, per capire cosa è stato e cosa sarà in futuro. Sarebbe dovuto tornare a marzo ma, date le circostanze, al momento si trova bloccato. Anche se, afferma, alla fine la sua vita non è cambiata granché. Una delle ragioni è che si trova in uno degli ormai rarissimi posti in cui il Covid-19 non è arrivato e non arriverà.

Sono nata e cresciuta a Trento, a due passi dalle montagne. Tra mille altre cose, ho fatto lunghe passeggiate nel bosco e imparato a riconoscere alcune piante velenose. Ho imparato la musica perché fa bene all’anima. Ho vissuto in due grandi città a cui mi sono abituata a volte più in fretta, altre volte meno, ma dove i miei posti preferiti erano sempre i parchi. Ho studiato giornalismo perché volevo che aiutare le persone a capire alcuni aspetti del mondo diventasse la mia professione. Credo che il rispetto della natura, dell’ambiente in cui ci muoviamo ogni giorno e delle persone che con noi lo abitano sia fondamentale per vivere bene, per noi stessi e per gli altri.