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3 Febbraio 2019
9:30

Nada Yoga: lo yoga del suono per conoscere meglio te stesso

Non serve essere un musicista, né tantomeno essere un assiduo praticante di yoga. Se vuoi approfondire la conoscenza di te stesso, comprendere quali sono le tue potenzialità o le tue debolezze, il Nada Yoga è una pratica orientale in grado di riportarti in equilibrio e di trasmetterti un profondo stato di benessere.

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Nada Yoga: lo yoga del suono per conoscere meglio te stesso
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Se fino ad oggi hai pensato di poter ascoltare la musica, o più precisamente il suono, solo con le tue orecchie, non devi aver mai sentito parlare dello Nada Yoga, o yoga del suono, che al contrario, per farlo, utilizza il corpo. Ma procediamo a piccoli passi, perché approfondendo questa antica tecnica indiana di musicoterapia, arrivata dall’Oriente intorno agli anni Settanta, avremo a che fare con parole e concetti per lo più ancora poco conosciuti. Se ne parlerà anche al Festival dell'Oriente organizzato in questi giorni a Milano. La pratica del Nada Yoga sarà infatti approfondita in occasione del seminario “Il respiro, la vibrazione, il suono dello Yoga" domenica 3 febbraio alle ore 12.

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La tonica

Nāda è una parola in sanscrito che viene tradotta con il termine “suono”. Il principio base dello Nada yoga è che ogni elemento vitale (uomo, animale o vegetale) ha una propria vibrazione naturale detta “tonica”, le cui caratteristiche come la vibrazione o il timbro, possono variare a seconda dello stato emotivo o del benessere interiore dell'elemento stesso. Considerando una persona fisica, se questa persona è in sintonia con questa frequenza, il suo corpo e la sua mente sono rilassati e le sue risorse interiori (anche quelle fisiche) sono disponibili al 100 per cento. Al contrario, in presenza di un’emozione o uno stato d'animo che disturba questo benessere diffuso, la frequenza vibratoria cambia e alterandosi, condiziona l’equilibrio energetico e di conseguenza anche la salute.

La tonica vibra all'altezza dell'ombelico. E da questo punto del corpo che il mantra OM recitato da chi pratica yoga, aiuta a indirizzare l’energia in un particolare punto del corpo. L’uso dei mantra ha un importante aspetto terapeutico, proprio perché l'energia vibratoria sprigionata viene indirizzata dove viene maggiormente richiesta. Non è un mistero, infatti, che il Nada Yoga usi la voce e i suoni come strumento di guarigione, perché la sua pratica costante aiuta a rilassarsi, a eliminare lo stress e gli stati di ansia e a favorire la pace e la forza interiore.

Le toniche non sono infinite: ne sono stati individuati 12 tipi, e potrebbero essere paragonate a delle note musicali. Ma anche a una sorta di segno zodiacale, perché conoscere la propria tonica permette a ciascuno individuo di conoscere in modo più approfondito le proprie debolezze e le proprie potenzialità. Secondo Vemu Mukunda. musicista e studioso indiano a cui si deve la riscoperta del principio della tonica individuale, nei primi mesi di vita la tonica del bambino è uguale a quella materna; nel tempo, si modifica in virtù delle influenze esterne, fino ad assestarsi in età matura. In assenza di forti traumi, la tonica si mantiene stabile fino alla menopausa o all'andropausa quando la frequenza si alza e la voce diventa più acuta.

Imparare il Nada yoga

Al contrario di quello che si potrebbe immaginare, il Nada Yoga non prevede l'assunzione delle tradizionali posizioni dello yoga (asana). Un corso di Nada Yoga ha lo scopo di insegnare alcune tecniche per migliorare il proprio equilibrio psico-fisico, il proprio benessere. Come? attraverso il suono. O meglio, attraverso l'ascolto del suono interiore, di quella vibrazione che si può attivare attraverso alcune vocalizzazioni, il canto delle scale musicali terapeutiche e l’intonazione del mantra OM. La finalità è quella di raggiungere una nuova consapevolezza, a livello fisico, psichico ed emotivo, conoscendosi sotto un altro punto di vista.

Con il segno zodiacale dei Gemelli, non potevo avere come unica passione quella della scrittura. Al piacere di spingere freneticamente tasti sul computer ho così aggiunto nel tempo l'interesse per il rispetto dell'ambiente e la salvaguardia degli animali, la passione per l'eco-design e tutto ciò che è bioarchitettura. Lo slancio di stupore che provo ogni volta che un progetto di verde urbano rende più bella la mia città, mi spinge a coltivare ancora più piante e fiori sul terrazzo di casa (ma mi definisco ancora un pollice verde in erba). Giornalista e mamma di due adorabili pesti, quando non lavoro o quando il piccolo di casa fa il suo sonnellino pomeridiano, cerco di ritagliarmi del tempo libero scegliendo tra le seguenti opzioni: un'ora sul campo da tennis, una camminata nel verde, venti minuti di Reiki o una pila di riviste di arredamento da sfogliare in solitudine.