Cos’è l’overload mentale e perché sono le donne a soffrirne sempre di più

Dare voce alla propria stanchezza, concedersi la possibilità di darsi un limite e ritrovare un ritmo più sostenibile tra le numerose incombenze della vita quotidiana. Sono i primi passi da compiere per uscire da una condizione di overload mentale. Ne parliamo oggi, nella Giornata internazionale della donna, con la Dott.ssa Valeria Fiorenza Perris, Psicoterapeuta.
Gaia Cortese 8 Marzo 2023
Intervista a Dott.ssa Valeria Fiorenza Perris Psicoterapeuta

La gestione del lavoro, della famiglia, della coppia e della casa. Troppo spesso tutto sulle spalle della donna, soprattutto l'aspetto organizzativo. Sul piano psicologico gli effetti di questo sovraccarico mentale non solo assolutamente irrilevanti, anzi. Quando non si riesce a stare al passo, aumentano ansia e preoccupazione, nel peggiore dei casi, compaiono veri e propri attacchi di panico che possono portare a uno stato di depressione.

Ne abbiamo parlato con la Dottoressa Valeria Fiorenza Perris, psicoterapeuta, perché oggi, nella Giornata Internazionale della donna, un'attenzione particolare va data proprio alla figura femminile che nella società è quella più colpita dal cosiddetto "overload mentale".

Cosa si intende con il termine “carico mentale”?

Nel 1984 la sociologa Monique Haicault ha definito il carico mentale come il peso derivante dalla necessità di destreggiarsi tra la vita, il lavoro, le responsabilità familiari e quelle relative alla gestione della casa. In sostanza possiamo considerarlo come quel sovraccarico psicologico derivante dalla complessità di gestire tutti gli impegni quotidiani. Ciò che pesa di più, oltre al fattivo svolgimento delle attività quotidiane, è la loro pianificazione che implica la necessità di tenere insieme tutti i pezzi, di avere la consapevolezza di quello che va fatto, di come va fatto e predisporre tutto in quella direzione.

Come mai sembra che ultimamente ne siano più colpite le donne?

Nonostante le cose stiano iniziando a cambiare, è innegabile che ancora troppo spesso la gestione della vita familiare sia a carico delle donne. Anche quando, nella pratica, i compiti sono divisi con il partner, l’aspetto organizzativo è affidato perlopiù alle donne. Sebbene sempre più di frequente vi sia una suddivisione equa delle attività, spesso alla regia c'è ancora la donna che si fa carico dell’organizzazione delle faccende domestiche, gestione dei figli, dei genitori anziani, delle scadenze amministrative, fino ad arrivare cura delle relazioni amicali e familiari.

Quali sono le conseguenze di un carico mentale sulla psiche? E sulla salute fisica?

Questo sovraccarico può implicare conseguenze importanti sul piano psicologico: sentire che le cose ci sfuggono di mano, che non riusciamo ad essere al passo con tutto ciò che ci eravamo prefissi di fare, che non tutto rispecchia l’ideale di perfezione che ci eravamo imposti, può generare un senso di forte ansia, di angoscia. Ci sentiamo inermi, impotenti e perfino delusi da noi stessi. Un carico mentale eccessivo può avere serie ripercussioni sulla salute e condurre a stati acuti di ansia, fino ad arrivare alla manifestazione di attacchi di panico, burnout o depressione vera e propria. Possono manifestarsi anche sintomi quali insonnia, stanchezza cronica, calo della libido e difficoltà relazionali.

Come si può uscire da questa condizione dannosa per il proprio benessere?

Non dovremmo mai avere timore di riconoscere e dare voce alla nostra stanchezza, alla nostra frustrazione o alla paura di non farcela. È essenziale, in questo senso, prendersi uno spazio per riflettere su quanto ci aspettiamo da noi stessi, su qual è la percezione che abbiamo di noi quando, per un motivo o per l’altro, non riusciamo a raggiungere gli obiettivi che ci eravamo prefissati. Questo lavoro di ridimensionamento delle aspettative spesso non è semplice e necessita di un percorso che ci renda consapevoli di ciò che proviamo e ci metta in condizione di prenderci cura della nostra emotività. Può essere d'aiuto prendersi uno spazio per sé e chiedere, qualora ne avvertissimo la necessità, il supporto di un esperto.

Non è che forse l’idea che essere multitasking (e di regola la donna lo è) non è poi così "buona"?

Spesso, quando si cerca di fare tante cose in contemporanea, di avere sempre tutto sotto controllo e di stare dietro a ogni incombenza, si finisce col trascurare sé stessi e la propria realizzazione. Sono molte le persone che, sovraccaricate dagli impegni quotidiani, mettono da parte la carriera o rinunciano a interessi, passioni e aspirazioni personali. La conseguenza è una progressiva perdita di motivazione e voglia di fare, che apre la strada all’insoddisfazione e ad un abbassamento del tono dell’umore.

Spesso sembra che la soluzione si possa trovare nel delegare certi compiti, per esempio in famiglia, al marito…

Se sentiamo di trovarci in una situazione di sovraccarico psicologico, non dobbiamo esitare a chiedere aiuto alle persone che tengono a noi, sia a livello pratico, lasciando, ad esempio, ad altri l’organizzazione e lo svolgimento di compiti che sentiamo essere troppo onerosi per noi in quel preciso momento, ma anche e soprattutto a livello emotivo, condividendo pensieri e preoccupazioni con il partner o qualcuno di cui ci fidiamo, capace di accogliere i nostri stati d’animo e che sappiamo ci mostrerà comprensione ed empatia.

Una donna sola, magari separata con figli, è probabilmente più esposta a un sovraccarico mentale? E come può difendersi?

La solitudine non è di certo un fattore protettivo. È essenziale circondarsi di persone supportive, che non devono essere necessariamente familiari. In seconda istanza, è importante concedersi la possibilità di darsi un limite. Non è sempre facile fare tutto, lasciare andare può essere un modo per dare voce alla nostra stanchezza e apre la strada alla ripianificazione delle attività con un ritmo più sostenibile.

Ritrovare uno spazio per sé, può aiutare a stare meglio?

Assolutamente. Ritagliarsi uno spazio per se stesse è sempre una buona idea. In ogni attività che svolgiamo possiamo e dobbiamo trovare degli aspetti che ci gratificano e che ci appassionano. In ogni caso, non dimentichiamo che il supporto di chi ci sta vicino può concretizzarsi anche nel regalarci degli spazi per noi.

Quali regole dovremmo darci noi donne per non cadere nella condizione di overload mentale?

Non credo esistano regole valide per tutti. Ogni persona ha il proprio “punto di rottura” la propria realtà con cui fare i conti. Non possiamo affrontare il sovraccarico imponendoci altre regole a cui sottostare. L’unico modo è ascoltarci, non ignorare i nostri bisogni e trovare il sostegno di cui abbiamo necessità.