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7 Giugno 2021
15:00

Per l’Italia è arrivato il Giudizio Universale: è la prima causa legale ambientale contro il Governo

Lo Stato italiano deve assumersi le proprie responsabilità in merito alla crisi climatica e alle azioni insufficienti messe in campo per arginarla. Per questo la Campagna Giudizio Universale ha fatto un passo in più, facendo causa al Governo al Tribunale civile di Roma.

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Per l’Italia è arrivato il Giudizio Universale: è la prima causa legale ambientale contro il Governo
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L’Italia deve assumersi le proprie responsabilità in merito all’inadempienza dimostrata nella lotta contro i cambiamenti climatici. Perché un futuro sano, armonico e in salute è soprattutto un diritto, non una gentile concessione. E come diritto deve essere trattato. Al momento, purtroppo, si tratta di un diritto negato.

Per questa ragione i cittadini italiani hanno deciso di fare causa allo Stato, rappresentato dalla presidenza del Consiglio dei ministri, portandolo a rispondere dell’insufficienza delle proprie azioni davanti al Tribunale civile di Roma.

La causa, che rientra nella campagna Giudizio Universale di cui avevamo già parlato, è stata depositata a nome di 203 soggetti tra cui 17 minori, 24 associazioni tra cui Fridays for Future e la Società meteorologica italiana guidata da Luca Mercalli e 162 adulti che hanno chiesto allo Stato di agire immediatamente triplicando gli sforzi per rispondere all’emergenza climatica. Alla guida della campagna, l’associazione A Sud Onlus, promotrice dell’iniziativa e della convinzione che lo Stato non stia facendo abbastanza, privando i cittadini della giustizia che meritano e di un loro diritto sacrosanto: quello di preservare l’ambiente in cui vivono.

Sebbene si tratti di una causa, l’obiettivo non è ottenere un risarcimento, ma fare in modo che lo Stato italiano venga ufficialmente dichiarato inadempiente e che venga imposto alle istituzioni di aumentare, anzi triplicare gli sforzi per diminuire le emissioni applicando i risultati agli obiettivi imposti dall’Accordo di Parigi.

Ciò che queste persone stanno facendo non è altro che reclamare ciò che non si può più rimandare, chiedendo di cambiare la realtà che la politica da troppo tempo impone anche e soprattutto alle generazioni future.

La prima udienza è fissata per il 4 novembre.

Sono nata e cresciuta a Trento, a due passi dalle montagne. Tra mille altre cose, ho fatto lunghe passeggiate nel bosco e imparato a riconoscere alcune piante velenose. Ho imparato la musica perché fa bene all’anima. Ho vissuto in due grandi città a cui mi sono abituata a volte più in fretta, altre volte meno, ma dove i miei posti preferiti erano sempre i parchi. Ho studiato giornalismo perché volevo che aiutare le persone a capire alcuni aspetti del mondo diventasse la mia professione. Credo che il rispetto della natura, dell’ambiente in cui ci muoviamo ogni giorno e delle persone che con noi lo abitano sia fondamentale per vivere bene, per noi stessi e per gli altri.