Piscine e palestre nuovamente in crisi? Il Caro energia mette in ginocchio lo sport

Dopo due anni chi chiusure e riaperture a singhiozzo, le palestre e le piscine nuovamente in difficoltà a causa del Caro energia. Intervista a Giacomo Ruozzi, socio del centro sportivo polifunzionale Sport Indoor di Mozzo, in provincia di Bergamo.
Gaia Cortese 11 Ottobre 2022

Prima la pandemia, poi il caro energia. Sembra che per piscine, palestre e centri sportivi la strada sia ancora una volta tutta in salita, proprio adesso che c'era qualche segnale di ripresa e che la voglia di tornare a praticare sport c'era tutta.

Nonostante i due anni di pandemia che per lo sport sono stati mesi di chiusure, e riaperture a singhiozzo con mille restrizioni, iil settore si stava riprendendo, proprio come ha spiegato Giampaolo Duregon, presidente di Anif Eurowellness su Gazzetta.it, “i centri sportivi polivalenti, quelli che hanno al loro interno, oltre a piscina, palestra, sale fitness, campi da tennis o padel,  hanno ripreso i numeri del 2019, anzi anche sopra sia da un punto di vista della frequenza, sia finanziario. Diversamente le palestre singole, i soli centri fitness, sono leggermente al di sotto del 2019 di un 10-15%. Un buon risultato se si considera che per tutto il 2021 i numeri sono stati inferiori del 30-40%”. 

A preoccupare adesso è il Caro energia che potrebbe mettere di nuovo in ginocchio il settore dello sport. A rischio chiusura non ci sono solo palazzetti del ghiaccio e piscine, ma anche molte palestre e centri sportivi che, a causa dell’aumento dei costi dell’energia, potrebbero chiudere l’attività già a partire da questo inverno.

Il governo sembra aver fatto un passo con un emendamento al decreto Aiuti bis che mette a disposizione 50 milioni di contributi a fondo perduto: il 50 per cento per le piscine e l’altra metà per il resto delle attività sportive. Tuttavia, si tratta di una cifra davvero irrisoria se si considera che frutterà a ogni struttura non più di 2 mila euro, insufficienti anche solo per un mese di gestione.

“Sono numerose le società del nostro settore che hanno fatto presente quanto il caro energia sia un problema – spiega Giacomo Ruozzi, socio del centro sportivo polifunzionale Sport Indoor di Mozzo (Bg) -. Il problema è oggettivamente grave perché non sappiamo cosa faremo nel medio lungo periodo e la paura è che non si riesca a superare neppure l’inverno”.

“Nell’ultima bolletta del gas riferita al mese di agosto con l’aumento delle spese l'importo dovuto era pari a 6mila euro. Il mese successivo  con lo stesso consumo siamo arrivati a 14mila euro – continua Ruozzi -. All’interno del centro sportivo abbiamo due vasche: l’acqua della vasca più piccola è mantenuta a una temperatura di 31,5 °C per fare i corsi di nuoto ai bambini e le sedute di fisioterapia. Le pompe delle piscine devono quindi funzionare sempre, anche in agosto in cui non si doveva riscaldare troppo, ma lo si deve comunque fare".

"Per mandare avanti l'attività, abbiamo dei progetti sulle rinnovabili, ma si tratta di investimenti impegnativi e sul lungo periodo, forse adottabili solo nel prossimo futuro. E a questo riguardo non mancano le perplessità: quanto potranno davvero risolvere il problema delle caldaie nuove? Al momento stiamo cercando di risparmiare sulle luci ed evitiamo sprechi di ogni natura usando per esempio dei teli termici per coprire le vasche, oppure diminuendo un poco l’acqua nella vasca grande. Purtroppo non credo possano essere espedienti che mi porteranno un grande risparmio energetico".

“La questione energetica è in mano ai Governi – conclude Giacomo Ruozzi -. Noi siamo una società privata e, con le nostre uniche forze, non so quanto andremo avanti perché i costi fissi sono insostenibili e avrebbe poco senso continuare così. L’80 per cento delle piscine sul territorio sono comunali, se qualcosa non funziona si chiude la gestione e si restituiscono le chiavi al Comune. Nel nostro caso, ci troveremo probabilmente davanti a un bivio, se non verrà fatto qualcosa".