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10 Dicembre 2020
12:30

Ripartiamo dagli alberi: la proposta di Coldiretti per salvaguardare il territorio italiano

L'obiettivo del progetto “Bosco vivo e foreste urbane” è davvero ambizioso: piantare in Italia 50 milioni di alberi nell’arco dei prossimi cinque anni, utilizzando le risorse del fondo per la ripresa Next Generation EU. Si punta da un lato a creare oasi mangia smog nelle città, dall'altro a favorire una gestione più sostenibile del patrimonio forestale.

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Ripartiamo dagli alberi: la proposta di Coldiretti per salvaguardare il territorio italiano
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Quante volte abbiamo detto che le foreste sono i nostri alleati più preziosi nella lotta contro i cambiamenti climatici per la loro attività di cattura e stoccaggio del carbonio atmosferico? Quante volte abbiamo detto che gli alberi aiutano a purificare l'aria e combattere lo smog, rendendo le città più vivibili? Insomma, ormai dovrebbe essere chiaro che il tema della forestazione, urbana e non, è più che mai attuale e su Ohga ti abbiamo già parlato di diverse iniziative: da Forestami a Milano al Progetto Ossigeno nella regione Lazio, tanto per citare un paio di esempi.

Sempre dall'esigenza di andare incontro agli obiettivi di sostenibilità ambientale nasce un progetto come "Bosco vivo e foreste urbane", presentato da Coldiretti e Federforeste, con cui si propone di piantare sul territorio nazionale 50 milioni di nuovi alberi nei prossimi cinque anni. Come? Usando (anche) le risorse messe a disposizione con il pacchetto Next Generation EU, quello che più comunemente viene definito Recovery Fund. Come si sa, all'Italia dovrebbero arrivare 209 miliardi di euro e un'ampia parte di questi dovrebbe essere destinata alla transizione ecologica (la bozza del Recovery Plan è ancora in fase di discussione).

"Con il nostro progetto vogliamo sostenere non solo lo sviluppo del verde urbano, ma anche la riforestazione nelle aree colpite da catastrofi naturali, come la tempesta Vaia nell'autunno 2018, e non solo", spiega Riccardo Fargione, dell'Area Economica di Coldiretti. "Le linee di attività sono molteplici e coinvolgono principalmente il settore forestale e quello florovivaistico. Quest'ultimo, in particolare, è stato duramente colpito dalla crisi pandemica, e conta circa 27 mila aziende e 200 mila occupati in Italia".

Non a caso, "Bosco vivo e foreste urbane" rientra tra quelli che Coldiretti ha chiamato progetti per il Sistema Paese. "Progetti che portiamo avanti per contrastare le criticità che sono emerse soprattutto in seguito all'emergenza sanitaria", prosegue Fargione. "Un pilastro del progetto è basato sulla valorizzazione del ruolo delle aziende agricole, che hanno un ruolo fondamentale di presidio attivo del territorio. In questo senso sono legate anche alla gestione del patrimonio forestale: possono dare un contributo non trascurabile nel prevenire il fenomeno dell'abbandono delle aree marginali e nel contenere i rischi connessi al dissesto idrogeologico, agli incendi e alle altre forme di impoverimento dei territori. Ciò che mi sento di evidenziare è tutto l'impatto in termini di sostenibilità che il progetto vuole generare. Una sostenibilità a 360 gradi: ambientale, economica e sociale".

Non è finita qui. Tra gli scopi dell'iniziativa c'è anche quello di favorire una filiera 100% Made in Italy per il legno. Il tema della tracciabilità infatti è importante non solo per quanto riguarda i prodotti alimentari, su cui Coldiretti è attiva ormai da tempo; ma anche per contrastare il commercio illegale di legname e di prodotti derivati provenienti dall'estero, che costituisce un problema che ci riguarda molto da vicino.

Laureato in lettere e giornalista professionista, sono nato e cresciuto a Milano. Fin da bambino ad accompagnarmi c’è (quasi) sempre stato un pianoforte. E da musicista la parola d’ordine non può che essere una: armonia. Con se stessi, con gli altri, con la natura. Sarà la giovane età, sarà che sono nato in una delle città più inquinate d’Italia, il rispetto per l’ambiente che ci circonda è diventata la stella polare che orienta le mie scelte, dalla spesa che privilegia il più possibile prodotti a filiera corta all’attenzione maniacale quando si fa la raccolta differenziata. Considero un’autentica vocazione poter condividere e trasmettere una filosofia di vita che abbia al centro la sostenibilità e la ricerca del benessere. Nel giornalismo ho trovato il mezzo ideale.