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21 Luglio 2020
16:30

Se non fermiamo il cambiamento climatico gli orsi polari potrebbero scomparire entro il 2100

È il drammatico scenario descritto da un nuovo studio pubblicato sulla rivista Nature Climate Change. Combinando analisi sui fabbisogni energetici degli orsi polari con le proiezioni climatiche, praticamente tutti gli oltre 25mila esemplari non avrebbero più i propri ghiacci marini per vivere e cacciare: le alte temperature li costringerebbero così ad spostarsi sulla terra ferma allontanandosi così dal proprio habitat e dalle scorte di cibo rischiando seriamente di morire di fame.

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Se non fermiamo il cambiamento climatico gli orsi polari potrebbero scomparire entro il 2100
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Anche se sembra lontano, il 2100 non è mai stato così vicino. Perché è la data entro cui praticamente tutti gli orsi polari del Pianeta potrebbero essersi estinti se non fermiamo il cambiamento climatico e il conseguente e inesorabile aumento delle temperature. Drammatico e preoccupante, è lo scenario dipinto da uno studio pubblicato su Nature Climate Change. Gli orsi polari hanno bisogno del ghiaccio marino per vivere e nutrirsi catturando foche ma entro la fine del secolo, scrivono i ricercatori dell'Università di Toronto Scarborough, ma mano che il riscaldamento globale aumenterà, i ghiacci diminuiranno e gli orsi saranno costretti a spostarsi a terra, lontani dalle loro scorte di cibo e in un habitat non congeniale. Ergo, andranno verso l’estinzione.

Niente più ghiaccio

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Dando uno sguardo alle stime che riguardano l’Artico, sembra che ad oggi ci siano all’incirca 25mila orsi polari rimasti. La loro quotidianità è fatta soprattutto di caccia alle foche, che avviene sui grandi lastroni di ghiaccio marino che costituisce il loro habitat principale. Devi sapere che in alcune zone gli orsi polari restano sul ghiaccio tutto l’anno spostandosi a terra durante i periodi primaverili ed estivi quando il ghiaccio si scioglie. Tuttavia, a causa dell’inesorabile aumento delle temperature, l’intera regione si è riscaldata così rapidamente che l'estensione del ghiaccio, in estate, si è ridotta fino al punto che in alcune zone il non ce n'è proprio più. E la caccia alle foche, così, diventa ancora più difficile.

Digiuno insostenibile

E gli orsi polari? I ricercatori canadesi hanno esaminato più o meno l'80% della popolazione totale e hanno calcolato i fabbisogni energetici di un singolo orso per provare ad avere una stima della sopravvivenza durante il digiuno forzato. E anche se durante questa fase gli orsi si muovessero meno per cercare di conservare energia, i risultati non sarebbero confortanti. Secondo lo studio, i dati combinati con le proiezioni climatiche fino alla fine del secolo avrebbero dimostrato che se la situazione dovesse rimanere immutata, il tempo in cui gli animali sarebbero costretti a digiunare diventerebbe maggiore di quello che potrebbero sopportare.

Il ghiaccio, in estate, si è ridotto fino al punto che in alcune zone non ce n'è proprio più

Per trovare una piccola speranza, hanno provato ad utilizzare anche proiezioni climatiche meno disastrose, come una diminuzione delle emissioni di gas serra a partire dal 2040. Anche in questo caso, però, molte specie di orsi polari non riuscirebbero comunque ad adattarsi ai cambiamenti. La perdita di ghiaccio marino li costringerebbe a terra, lontani dalle scorte di cibo per periodi insostenibili: il digiuno e l'allattamento ridotto dei cuccioli da parte delle madri porterebbero all’estinzione. Il tempo, dunque, è sempre meno.

Giornalista fin dalla prima volta che ho dovuto rispondere alla domanda “Cosa vuoi fare da grande”. Sulla carta, sono pubblicista dal 2014, prima ho studiato Lettere a Milano e Comunicazione della Scienza alla Sissa di Trieste, in mezzo ho imparato a correre maratone.  Ho una sola regola, credere nel rispetto di me stesso, degli altri e dell'ambiente in cui ci ritroviamo. E cerco di farlo con il sorriso, sempre. Durante le mie giornate cerco di star dietro alla curiosità galoppante che mi porta a spulciare tra le pagine di scienza e a curiosare tra le novità al cinema, a scartabellare dati e a leggere pigne di libri. È un lavoro difficile ma divertente e soprattutto lungo. Perché si sa, in ognuno di noi c’è sempre una nuova frontiera da scoprire.