Siamo in piena emergenza climatica, ma per il governo italiano i decreti attuativi possono ancora aspettare

Come si può parlare di emergenza climatica se i decreti attuativi per rendere operative alcune leggi (che ci servono a contrastare gli effetti del riscaldamento globale) non sono ancora pronti? Sono atti chiesti a gran voce sia dalla Rete della Comunità Energetiche Rinnovabili e Solidali che dalle associazioni ambientaliste. Se siamo in una situazione d’emergenza allora dobbiamo comportarci di conseguenza. Vediamo cosa succede.
Francesco Castagna 27 Settembre 2022

Partiamo da un assunto: negli ultimi giorni il maltempo ha provocato numerosi disagi nel Centro-Sud Italia, regioni come le Marche, l'Umbria e la Campania sono state colpite da violente bombe d'acqua che hanno distrutto case, strade, infrastrutture, provocato decine di morti e feriti e messo a serio rischio lo svolgimento delle elezioni politiche del 25 settembre. A causa del maltempo, il Governo ha dichiarato lo stato di allerta e attivato la Protezione Civile nelle zone interessate.

Sebbene l'Italia abbia votato per la formazione di un nuovo Parlamento, che dovrà poi dare la fiducia a un nuovo Presidente del Consiglio, il governo dimissionario resta attualmente in carica per il disbrigo degli affari correnti. Ciò vuol dire che il governo si autolimita per non fare nuove nomine e non approvare decreti che non siano stati già discussi e votati in Parlamento.

L'esecutivo quindi dovrà garantire la continuità nell’azione amministrativa. In una campagna elettorale dove l'ambiente ha fatto giustamente da padrone nel dibattito elettorale e dove la transizione energetica ed ecologica è stata la variante delle posizioni politiche dei partiti, mancano a oggi i decreti attuativi di alcune norme che servono per garantire un processo di tutela dell'ambiente, nel pieno rispetto dell'economia circolare e della salvaguardia degli habitat terrestri e marittimi. 

Bene che i partiti riconoscano l'ambiente come una priorità, ma questo significa agire ora, non fra due mesi

Le forze politiche si sono concentrate tutte sul fornire soluzioni per trovare alternative al gas russo, con l'intento di continuare a garantire la produttività del Paese, ma è qui che esce alla luce un primo errore: non esiste transizione energetica senza rispetto dell'ambiente, e parlare di transizione energetica non vuol dire includere la transizione ecologica. Sono due cose che devono andare di pari passo, ma che non possono essere uguali.

L'emergenza climatica

In realtà il nostro Paese è in emergenza climatica da diversi anni, gli effetti dei cambiamenti climatici stanno colpendo l'Italia non solo con il maltempo, ma anche con la siccità che in quest'anno ha messo in ginocchio il settore agricolo. Per essere precisi, la situazione ha un respiro ben più ampio a livello europeo.

A dirlo non siamo noi, ma Pascal Canfin (RE, FR), Presidente della commissione parlamentare per l’ambiente, la salute pubblica e la sicurezza alimentare, che già tre anni fa aveva dichiarato: “Il Parlamento europeo ha appena adottato una posizione ambiziosa in vista della prossima COP25 di Madrid. Data l'emergenza climatica e ambientale, è essenziale ridurre le nostre emissioni di gas a effetto serra del 55% entro il 2030. Si tratta inoltre di un messaggio chiaro e tempestivo alla Commissione, alcune settimane prima della pubblicazione della comunicazione sul Green Deal”.

Nel mondo circa 2.273 giurisdizioni in 39 Paesi hanno dichiarato un'emergenza climatica, 1 miliardo di persone in questi Paesi è interessato e colpito dagli effetti dei cambiamenti climatici.

In Europa sono 18 i governi nazionali (più il Parlamento UE) che hanno dichiarato lo stato di emergenza climatica e hanno approvato delle mozioni per creare piani d'azione da riferire al consiglio europeo entro tre o sei mesi. Tra questi, anche l'Italia rientra nell'elenco dei Paesi interessati dalla crisi, con 113 amministrazioni che segnalano dal 2019 forti disagi sui territori.

Tornando al nostro Paese, l'Italia ha una serie di leggi che le associazioni ambientaliste aspettano da tempo, che non sono entrate ancora in vigore perché mancano tali decreti attuativi.

Le norme ambientali

Tra queste, la legge Salvamare, presentata nel 2018 (e approvata solo l’11 maggio scorso) dall'ex ministro dell'ambiente Sergio Costa e che, secondo Marevivo Onlus, sarebbe una norma fondamentale per il recupero dei rifiuti in mare e nelle acque interne e per la promozione dell’economia circolare. Il rischio è che, tra una finanziaria da approvare e la costituzione di un nuovo governo, leggi del genere potrebbero ritardare ulteriormente.

Sul PNRR, per esempio, la fondazione indipendente Openpolis mostra come sullo sblocco delle rinnovabili ci sia ancora parecchio da fare. Mancano i decreti attuativi e ulteriori norme da realizzare, per implementare il processo della transizione energetica. Sono nove mesi poi che è entrata in vigore la direttiva "Red II", volta a introdurre le comunità energetiche rinnovabili in Italia.

Anche qui, mancano ancora i decreti attuativi dell’ARERA (Autorità di regolazione per energia reti e ambiente), per decidere quali siano le condizioni migliori di interconnessione delle Cer nella rete elettrica e il decreto del MiTe che stabilisce la tipologia e le modalità per poter accedere agli incentivi.

Questi affari sono strettamente collegati all'attuazione del PNRR, che ha tempi e costi precisi.

In ballo ci sono 2,2 miliardi di euro previsti per il finanziamento delle Cer nei piccoli comuni, tramite forme di credito agevolato
 Un grave ritardo inaccettabile che di fatto blocca lo sviluppo di questi nuovi sistemi energetici e tutti i vantaggi ad essi connessi, a partire dalla possibilità di ridurre i costi in bolletta per amministrazioni, cittadini e imprese" — questo il commento dei 49 aderenti della Rete della Comunità Energetiche Rinnovabili e Solidali.

I decreti attuativi mancanti

Al momento sono 54 i decreti attuativi mancanti per una vera attuazione del PNRR, di questi 7 riguardano il Ministero della Transizione Ecologica. Ma quali sono quelli che riguardano l'ambiente, appunto?

Dl semplificazioni e governance Pnrr:

Individuazione dei valori di intervento sito-specifici delle matrici ambientali in aree marine, che costituiscono i livelli di contaminazione al di sopra dei quali devono essere previste misure di intervento funzionali all'uso legittimo delle aree e proporzionali all'entità della contaminazione

Dl semplificazioni e governance Pnrr:

Approvazione e attuazione del piano nazionale dei dragaggi sostenibili  (termine di scadenza il 29.09)

Dl semplificazioni e governance Pnrr:

Aggiornamento delle modalità attuative e degli strumenti operativi per la trasformazione digitale della rete stradale nazionale (Smart Road). Nonché adeguamento della disciplina delle sperimentazioni su strada pubblica di sistemi di guida automatica e connessa e della disciplina delle sperimentazioni di mezzi innovativi di trasporto su strada pubblica a guida autonoma e connessa, non omologati o non omologabili secondo l’attuale normativa di settore

Dl semplificazioni e governance Pnrr:

Definizione della composizione e della disciplina di funzionamento dell’Osservatorio tecnico di supporto per le Smart Road per la partecipazione alle attività

Dl infrastrutture e mobilità sostenibili -infrastrutture idriche- (che ha come termine di scadenza il 29.09):

Termini e modalità per la redazione e l'aggiornamento del Piano nazionale di interventi infrastrutturali e per la sicurezza nel settore idrico, nonché modalità di attuazione dei successivi stralci

Dl infrastrutture e mobilità sostenibili -Pianificazione strategica portuale- (scaduto il 08.02):

Adozione delle norme tecniche per la disciplina delle opzioni di riutilizzo dei sedimenti di dragaggio e di ogni loro singola frazione granulometrica secondo le migliori tecnologie disponibili

Dl infrastrutture e mobilità sostenibili -Pianificazione strategica portuale-  (scaduto il 09/01):

Modalità di esercizio delle funzioni di coordinamento spettanti all'Autorità nazionale per l'interfaccia unica marittima europea, per l'applicazione del regolamento (UE) 2019/1239 da parte delle autorità interne competenti e le forme della loro cooperazione per assicurare la distribuzione dei dati e la connessione con i pertinenti sistemi delle altre autorità competenti a livello nazionale e dell'Unione europea

Dl attuazione Pnrr:

Definizione della tariffa relativa ai servizi idrici per i vari settori di impiego dell'acqua, nonché definizione dei criteri per incentivare l'uso sostenibile dell'acqua in agricoltura, e per sostenere l'uso del sistema comune di gestione delle risorse idriche (SIGRIAN)

Dl attuazione Pnrr:

Individuazione degli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico nelle regioni del centro-nord

Dl attuazione Pnrr -bonifica siti orfani- (con scadenza il 31.12):

Ricognizione e disposizione per la riperimetrazione dei siti contaminati di interesse nazionale

D. Lgs. promozione energia da fonti rinnovabili -sviluppo biometano-  (scaduto il 13.06):

Modalità di incentivazione tariffaria per il biometano prodotto ovvero immesso nella rete del gas naturale

Bilancio 2022 -crediti d'imposta per transizione 4.0- (scaduto il 31.01):

Termini e modalità per la concessione di agevolazioni di cui al fondo per il sostegno alla transizione industriale in favore delle imprese l'erogazione, alle imprese, in particolare a quelle operanti nei settori ad alta intensità energetica

Decreto Pnrr bis (scaduto il 30.06):

Individuazione delle condizioni tecniche di dettaglio per le quali viene esonerato il pagamento degli oneri generali del sistema elettrico il consumo di energia elettrica da fonti rinnovabili in impianti di elettrolisi per la produzione di idrogeno verde

Decreto Pnrr bis (con scadenza il 28.10):

Adozione di linee guida per redigere un piano di gestione delle macerie e dei materiali derivanti dal crollo e dalla demolizione di edifici ed infrastrutture a seguito di un evento sismico che costituisce parte integrante del piano di gestione dei rifiuti

Decreto Pnrr bis:

Definizione delle modalità di interazione tra SNPS e SNPA (Sistema nazionale a rete per la protezione ambientale) ed istituzione di una Cabina di regia presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri

Decreto Pnrr bis:

Istituzione del Nucleo di valutazione dell'impatto della regolamentazione (nuvir)

Decreto Pnrr bis (con scadenza il 27.10):

Individuazione dei casi e delle condizioni tecniche per l'uso di energia sostenibile e delle tecniche di agricoltura di precisione intelligenti, volte alla riduzione delle emissioni di gas serra e alla decarbonizzazione

Decreto Pnrr bis (con scadenza il 30.09):

Determinazione dell'entità del finanziamento in favore degli interventi valutati ammissibili presentati dalle provincie autonome di Trento e Bolzano, per lo sviluppo dei sistemi di trasporto pubblico locale

FONTE: elaborazione openpolis su dati camera e ufficio per il programma di governo
(ultimo aggiornamento: venerdì 26 Agosto 2022)

La domanda quindi sorge spontanea: come si può parlare di emergenza climatica se non si percepisce l'urgenza di realizzare i decreti attuativi?