Specie aliene: cosa sono e perché è importante conoscerle

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Ti sei mai chiesto se il luogo dove vivono alcuni animali sia lo stesso da cui hanno origine? Tra le tante classificazioni, le specie si dividono in autoctone e alloctone, queste ultime conosciute anche come specie aliene: vediamo che cosa significa e perché a volte la loro presenza può provocare dei danni agli ecosistemi.

Il nome potrebbe incutere un po' di timore, ma in realtà le specie aliene sono il frutto di azioni umane, che compiamo consapevolmente e non. Ma cosa sono esattamente? Extraterrestri? Ovviamente no: si tratta di semplici animali ed organismi vegetali che però, lontano dai propri luoghi di origine, rischiano di diventare invasivi e avere effetti dannosi sugli ecosistemi che li ospitano. Di seguito ti spiegherò il significato di questa espressione, provando a farti anche alcuni esempi concreti.

Cosa sono

Quando si parla di specie aliene ci si riferisce ad animali o vegetali che, attraverso l'uomo, vengono trasportate in habitat non originari e che vanno a mutare l'ecosistema in cui si trovano. L'esempio più comune è quello della zanzara tigre, comparsa in Italia per la prima volta nel 1990, e precisamente a Genova, all'interno di un carico di copertoni.

Questa specie nel giro di due decenni si è diffusa in tutto il Paese. Più recente è invece la zanzara coreana, abituata a temperature più fredde di quelle della zanzara tigre e che quindi è in grado di resistere anche dopo l'estate. Questa zanzara è stata trovata nel Nord Italia dai ricercatori dell’Università degli Studi di Milano, con una maggiore diffusione tra le province di Bergamo e Brescia.

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Niente panico, devi sapere che quando parliamo di specie aliene si intendono quelle alloctone/esotiche, cioè quelle che provengono da altri Paesi. Quella dell'importazione delle specie non è una novità, basti pensare agli antichi romani, che hanno portato in Europa animali come il fagiano. Ma come ti ho detto, esistono anche specie aliene vegetali: è il caso delle alghe tossiche, le Ostreopsis, trasportate dalle grandi navi che attraversano gli oceani e che si diffondono a discapito di altre specie autoctone.

Nel 2018, in Italia, è entrato in vigore il Decreto Legislativo n. 230 del 2017, che prevede l'adeguamento della normativa nazionale al Regolamento europeo n. 1143/2014. Con questa normativa l'Italia e l'Europa hanno stabilito in che modo gestire e prevenire l'introduzione e la diffusione delle specie aliene. Il nostro Paese ha creato anche un sito di monitoraggio delle specie, e di denuncia per chi ne è in possesso illegalmente. Il portale è frutto di una collaborazione tra ISPRA e il Ministero della Transizione Ecologica, lo scorso 16 marzo 2022, poi, è stato emanato il decreto direttoriale del Ministero della Transizione Ecologica per il monitoraggio regionale.

Conseguenze

Non sempre le specie alloctone hanno portato a effetti negativi sulla nostra società, dato che molto spesso ci hanno permesso di conoscere nuovi organismi animali o vegetali e di studiare il loro comportamento.

Tuttavia, i potenziali danni restano però maggiori degli aspetti positivi. Infatti, la presenza e la proliferazione delle specie alloctone comporta uno sconvolgimento dell'habitat, della fauna e della flora autoctone. In più, in alcuni casi, devi sapere che la proliferazione delle specie aliene potrebbe introdurre nuovi virus o batteri, dannosi per la salute e l'economia dell'uomo.

Quali sono

Un esempio di specie alloctona che è arrivata in Europa è la cimice asiatica, che ha provocato danni alla nostra economia per milioni di euro. Nel mar Mediterraneo sono state avvistate anche specie marine non originarie, è il caso del mezzobecco, che è stato avvistato nuovamente nei nostri mari dopo 8 anni dalla prima comparsa nel Mediterraneo, e potrebbe essere un danno per la biodiversità marittima. Il portale ISPRA segnala inoltre la presenza di animali come le nutrie, ormai molto diffuse, dello scoiattolo grigio, e del millefoglio d'acqua brasiliano.