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7 Agosto 2020
18:00

Sul Monte Bianco 500mila metri cubi di ghiaccio si stanno muovendo: è di nuovo allarme per il Plampicieux

Ancora una volta il ghiacciaio Plampicieux sul Monte Bianco spaventa gli abitanti della val Ferret. 500mila metri cubi di ghiaccio si stanno muovendo, rischiando di crollare, a causa degli sbalzi di temperatura. Per proteggere gli abitanti della zona, è stata istituita una zona rossa e decine di case sono state evacuate.

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Sul Monte Bianco 500mila metri cubi di ghiaccio si stanno muovendo: è di nuovo allarme per il Plampicieux
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Come il Duomo di Milano, anzi, un po’ di più. Sono queste le dimensioni del blocco di ghiaccio del Plampincieux, sul Monte Bianco, che potrebbe staccarsi e crollare da un momento all’altro. 500mila metri cubi di ghiaccio e rocce che negli ultimi giorni hanno mostrato un’eccessiva sensibilità ai cambiamenti di temperatura, accusando le ondate di calore.

Era dallo scorso autunno, quando era scattato il primo allarme, che non ne sentivamo parlare, ma oggi il pericolo sembra più reale che mai. Complici gli sbalzi termici che rendono lo strato ghiacciato più fragile e l’acqua che potrebbe fungere da scivolo verso una caduta, da mercoledì sera, quando è stato percepito un movimento di circa 80 cm al giorno, le autorità hanno iniziato a disporre le procedure per mettere in sicurezza gli abitanti della val Ferret, poco distante da Courmayeur. Così, decine di case sono state evacuate ed è stata disposta una zona “rossa” fino a nuova disposizione, che ha chiuso la valle sia a residenti che turisti, a causa del rischio che è stato definito dagli esperti “istantaneo”.

In questo momento la situazione è costantemente monitorata, e la preoccupazione è indirizzata più sulla costante alternanza tra caldo e freddo che sulla velocità di movimento del ghiacciaio. Secondo gli esperti, però entro pochi giorni si dovrebbe riuscire a capire come si svilupperà la situazione anche per uscire dallo stato di emergenza.

Sono nata e cresciuta a Trento, a due passi dalle montagne. Tra mille altre cose, ho fatto lunghe passeggiate nel bosco e imparato a riconoscere alcune piante velenose. Ho imparato la musica perché fa bene all’anima. Ho vissuto in due grandi città a cui mi sono abituata a volte più in fretta, altre volte meno, ma dove i miei posti preferiti erano sempre i parchi. Ho studiato giornalismo perché volevo che aiutare le persone a capire alcuni aspetti del mondo diventasse la mia professione. Credo che il rispetto della natura, dell’ambiente in cui ci muoviamo ogni giorno e delle persone che con noi lo abitano sia fondamentale per vivere bene, per noi stessi e per gli altri.