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17 Aprile 2020
9:00

Troppi guanti monouso e mascherine abbandonati per terra: l’associazione Plastic Free lancia l’allarme

L'emergenza coronavirus rischia di aggravare il problema dell'inquinamento da plastica, come testimoniano le numerose immagini postate sui social di guanti monouso abbandonati per strada. Il punto è che questi oggetti possono impiegare decenni per biodegradarsi, e non si tratta solo di una questione di inciviltà.

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Troppi guanti monouso e mascherine abbandonati per terra: l’associazione Plastic Free lancia l’allarme
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Come puoi capire, per motivi sanitari in questo periodo guanti monouso e mascherine sono indispensabili. Sono accomunati da una caratteristica: sono realizzati con materiali plastici e, nella quasi totalità dei casi, vanno gettate dopo un solo utilizzo. Ti abbiamo già parlato del loro possibile impatto ambientale se non vengono smaltiti in maniera corretta. Ma stiamo davvero adottando comportamenti virtuosi per scongiurare il rischio di ritrovarci poi le spiagge piene di guanti e mascherine?

Le immagini pubblicate sui social network dall'associazione Plastic Free Odv Onlus, nata nel luglio 2019 e attiva nella sensibilizzazione dell'opinione pubblica sulla lotta contro l'inquinamento da plastica, sono preoccupanti: buste, guanti monouso sparsi per terra, soprattutto nelle aree vicine ai supermercati, e anche qualche mascherina.

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"Riceviamo tantissime segnalazioni da tutta Italia, dalla Sicilia al Piemonte. Ricordiamoci che si tratta di oggetti piuttosto leggeri; non ci vuole molto che vengano trasportati dal vento e finiscano nei fiumi e in mare", sottolinea Luca De Gaetano, presidente di Plastic Free. "Oltre all'inciviltà di alcune persone, che magari preferiscono buttarli a terra invece di percorrere qualche metro in più per raggiungere un bidone della spazzatura, spesso c'è una inadeguata messa in sicurezza dei bidoni stessi. Basta che il sacchetto sia un poco aperto e il danno è fatto, soprattutto con i guanti monouso. La nostra denuncia si è trasformata così anche in una richiesta specifica ai Comuni, ai gestori dei punti vendita di controllare la tenuta dei contenitori per i rifiuti".

La domanda a questo punto è: che cosa può fare il singolo cittadino per evitare tutto ciò? Stilare un decalogo è difficile. Innanzitutto, bisogna prestare maggiore attenzione quando si buttano questi prodotti e assicurarsi che il sacchetto per l'immondizia sia sicuro e non sia strapieno.

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"È sconsigliato portarsi i rifiuti a casa, per ovvi motivi di igiene", prosegue De Gaetano. "Per le mascherine invece, si può cercare di procurarsi quelle riutilizzabili più volte o lavabili, anche di tessuto. Infine, una raccomandazione: anche se dovessi vedere guanti o mascherine per terra, non metterti a raccoglierli. Senza le adeguate protezioni, si potrebbe contrarre il virus. Lasciamo dunque compiere questa operazione agli operatori ecologici". Giustissimo indignarsi, ma attenzione a non farsi prendere dall'impeto di ripulire.

Credit photo | Plastic Free Odv Onlus

Laureato in lettere e giornalista professionista, sono nato e cresciuto a Milano. Fin da bambino ad accompagnarmi c’è (quasi) sempre stato un pianoforte. E da musicista la parola d’ordine non può che essere una: armonia. Con se stessi, con gli altri, con la natura. Sarà la giovane età, sarà che sono nato in una delle città più inquinate d’Italia, il rispetto per l’ambiente che ci circonda è diventata la stella polare che orienta le mie scelte, dalla spesa che privilegia il più possibile prodotti a filiera corta all’attenzione maniacale quando si fa la raccolta differenziata. Considero un’autentica vocazione poter condividere e trasmettere una filosofia di vita che abbia al centro la sostenibilità e la ricerca del benessere. Nel giornalismo ho trovato il mezzo ideale.