Un milione di yen a figlio per lasciare la città di Tokyo: il piano del governo per ripopolare le aree rurali

Popolazione sempre più anziana e calo delle nascite, ma anche una capitale troppo popolata. Così, il Governo giapponese cerca di tamponare la situazione incentivando le famiglie a trasferirsi fuori città.
Gaia Cortese 4 Gennaio 2023

Un milione di yen per trasferirsi dalla città in campagna. Succede in Giappone dove il Governo ha da poco disposto un incentivo economico per le famiglie che a partire da aprile 2023 abbandoneranno la capitale per andare a vivere in un’area più periferica.

L’obiettivo che a cui punta il Governo giapponese è ripopolare le aree non urbane, particolarmente in sofferenza a causa dell'attuale calo demografico e dell'aumento delle aspettative di vita che porta ad una popolazione sempre più anziana.

Sembra infatti che il Giappone sia uno dei Paesi al mondo con la popolazione più longeva e uno dei tassi di natalità più bassi (solo 1,3 bambini in media per famiglia). Secondo quanto riferito dall’Ansa le nascite in Giappone hanno evidenziato una fase discendente a partire dal 1973, l'anno in cui si verificò il secondo baby boom con 2,09 milioni di nuovi nati. Oltre a un tasso di fertilità delle donne giapponesi inferiore alla soglia minima di 2,07 figli, considerata necessaria per garantire il ricambio generazionale, nel Paese del Sol Levante c'è la più alta aspettativa di vita al mondo: circa il 28 per cento della popolazione di 126 milioni di abitanti ha infatti più di 65 anni di età.

Dal momento che oggi Tokyo è una delle città più popolate al mondo, con oltre 37 milioni di abitanti, il Governo ha deciso di incentivare il trasferimento delle famiglie dalla città alla periferia mettendo a disposizione un milione di yen (7.250 euro circa) per ogni figlio al di sotto dei 18 anni appartenente al nucleo familiare.

Per ricevere tale somma, la famiglia richiedente deve provenire da uno dei ventitré quartieri che costituiscono il centro di Tokyo, o dalla cintura periferica che comprende i centri di Saitama, Chiba e Kanagawa. Non solo. È anche necessario che la famiglia viva nella nuova dimora per i cinque anni consecutivi e che un suo membro lavori nel nuovo paese di residenza, o che qui decida di avviare un’attività commerciale. Nel caso la famiglia decida di trasferirsi altrove prima della scadenza del periodo di cinque anni, l’incentivo ricevuto dovrà essere restituito.