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12 Marzo 2020
14:00

Una casa di riposo ha ricevuto dei tablet per permettere agli anziani di videochiamare i loro cari

Tablet a disposizione degli ospiti per poter vedere e parlare con i propri cari e servizio di parrucchiera offerto da un’operatrice sanitaria. Così una casa di riposo di Mori sta permettendo ai suoi ospiti di condurre una vita il più normale possibile anche in tempo di Coronavirus.

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Una casa di riposo ha ricevuto dei tablet per permettere agli anziani di videochiamare i loro cari
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Come sai, la diffusione del Coronavirus mette in pericolo soprattutto le fasce di popolazione più fragili. Gli anziani in particolare sono la categoria maggiormente esposta ed è fondamentale tutelare la loro salute evitando contatti rischiosi, soprattutto all’interno delle case di risposo in cui un contagio potrebbe mettere in pericolo tutti i pazienti.

Tuttavia l’idea di non poter vedere o parlare con i propri cari, anche se per motivi di sicurezza, è difficile da accettare. Per questo, in una struttura di Mori, un paese in provincia di Trento, si è deciso di trovare un modo per combattere l’isolamento dalla propria famiglia ma al tempo stesso tutelare la salute degli anziani.

Accade nella residenza Apsp Benedetti, a cui alcune associazioni hanno donato dei tablet per permettere agli ospiti, naturalmente con l’aiuto degli operatori che lavorano nella struttura, di videochiamare i propri cari tramite Skype e Whatsapp. Così, almeno una volta al giorno e in determinate fasce orarie, gli ospiti possono vedere e parlare con i propri figli e nipoti, tenendosi compagnia e affrontando insieme questo momento difficile.

Sempre nella stessa struttura, poi, essendo stato chiuso il servizio di parrucchiera solitamente attivo, un’operatrice sanitaria ha deciso di mettere a disposizione le sue competenze “tricologiche” offrendosi di tagliare i capelli agli ospiti che lo desiderino, per contribuire al mantenimento di una vita quanto più simile possibile alla quotidianità a cui le persone sono abituate.

Sono nata e cresciuta a Trento, a due passi dalle montagne. Tra mille altre cose, ho fatto lunghe passeggiate nel bosco e imparato a riconoscere alcune piante velenose. Ho imparato la musica perché fa bene all’anima. Ho vissuto in due grandi città a cui mi sono abituata a volte più in fretta, altre volte meno, ma dove i miei posti preferiti erano sempre i parchi. Ho studiato giornalismo perché volevo che aiutare le persone a capire alcuni aspetti del mondo diventasse la mia professione. Credo che il rispetto della natura, dell’ambiente in cui ci muoviamo ogni giorno e delle persone che con noi lo abitano sia fondamentale per vivere bene, per noi stessi e per gli altri.