Una multinazionale indiana ha deciso di concedere alle donne il congedo mestruale: e l’Italia?

Un’azienda di food, il cui 35% dei lavoratori sono donne, ha scelto di concedere alle proprie dipendenti 10 giorni all’anno in cui è possibile chiedere il congedo mestruale, rimanendo a casa dal lavoro per riposarsi. In Italia, la legge sul congedo mestruale è ferma dal 2016.
Sara Del Dot 14 agosto 2020

Hai presente quando sei nel pieno del tuo ciclo mestruale e nonostante crampi e dolori lancinanti sei costretta ad alzarti dal letto e andare al lavoro perché questo genere di disagio non è ancora percepito come effettivamente debilitante? Per le donne i giorni delle mestruazioni, in particolare i primi, sono i peggiori del mese. Dolori, pessime sensazioni, senso di debolezza e chi più ne ha più ne metta, una condizione spiacevole in cui tuttavia è obbligatorio essere al 100% delle energie proprio come tutti gli altri giorni. Una condizione, chiamata dismenorrea, che coinvolge la maggior parte delle donne del mondo e dal 60 al 90% delle donne in Italia.

Da alcuni giorni, però, le dipendenti di Zomato, una grande multinazionale indiana che si occupa di food, sono un po’ più comprese e hanno visto i propri diritti di donne essere tutelati. Infatti, l’azienda ha annunciato la propria decisione di concedere il congedo mestruale alle sue dipendenti donne e transgender, offrendo 10 giorni all’anno, circa uno al mese, nel caso in cui soffrano di dismenorrea e sentano la necessità di stare a casa. Una cifra calcolata sul numero medio dei cicli mestruali di una donna ogni anno e sulla possibilità che possano verificarsi anche durante il weekend. L’azienda ha inoltre offerto la possibilità alle donne di segnalare la necessità di usufruire del servizio e ha ammonito i dipendenti uomini dal discriminare le colleghe per questa ragione, sottolineando come le mestruazioni facciano parte della vita e quindi non siano qualcosa da nascondere o di cui vergognarsi.

Quella della decisione di Zomato è stata una notizia che ha suscitato scalpore, non soltanto perché nessun paese europeo al momento ha una legge che prevede il congedo mestruale, ma anche dal momento che l’India rappresenta uno dei paesi in cui il tabù delle mestruazioni è molto presente (e i diritti delle donne non sono proprio al primo posto nell’agenda politica).

E in Italia come siamo messi? Nel nostro Paese, purtroppo, la comprensione e accettazione di un fenomeno di questo tipo è ancora molto lontana, con una proposta di legge a firma dei deputati Mura, Sbrollini, Iacono e Rubinato ferma alla Camera dall’aprile del 2016. Una situazione analoga a quella della detassazione di tamponi e assorbenti, che invece in altri paesi sta pian piano avvenendo. Perché purtroppo c’è ancora tanto, tanto lavoro da fare.

Fonte | Zomato