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22 Gennaio 2019
18:00

Ad Asti multe fino a 500 euro per chi non pulisce la pipì del suo cane con l’acqua

Non solo paletta e sacchetto. D’ora in poi, ad Asti i proprietari di cani saranno obbligati a portare con sé anche una bottiglietta d’acqua per lavare via dalla strada la pipì del loro cane. Pena una multa che può arrivare fino a 500 euro.

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Ad Asti multe fino a 500 euro per chi non pulisce la pipì del suo cane con l’acqua
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Al contrario di ciò che molti proprietari di animali domestici pensano, per possedere un cane non è sufficiente l’amore per gli animali o la voglia di occuparsene, ma è necessaria anche una buona dose di responsabilità civile. Non a caso, capita spesso di assistere a litigi e diatribe tra vicini di casa a causa dell’inciviltà di chi non ha voglia di pulire dove il proprio cane sporca. E purtroppo non sempre è possibile intervenire tempestivamente per sanzionare il cattivo vicino.

Dopo cartelli, piccole vendette e segnalazioni a cui tutti noi abbiamo assistito almeno una volta, ad Asti hanno deciso di fare un passo in più. A seguito di numerose lamentele, infatti, il sindaco Maurizio Rasero ha firmato il 16 gennaio un’ordinanza in cui impone ai proprietari di cani di dotarsi di sacchetto e paletta per la raccolta delle deiezioni da esibire in caso di controlli da parte della polizia municipale, ma non solo. Le persone che escono per le consuete passeggiate, dovranno portare con sé anche una bottiglietta d’acqua per pulire il suolo pubblico dalla pipì del proprio cane. L’assenza di questa “strumentazione igienica”, potrebbe comportare una multa da 250 a 500 euro. Inoltre, su tutto il suolo comunale sono stati posizionati appositi cestini per aiutare i proprietari di cani.

In questo modo, l’amministrazione locale vuole incentivare il totale rispetto e la salubrità dei luoghi in cui tutti i cittadini vivono la propria quotidianità, senza per forza incappare in disagi dovuti alla poca considerazione degli abitanti più maleducati. Perché il rispetto reciproco, inizia dai piccoli gesti. E scegliere di avere un animale di cui prendersi cura significa anche occuparsi degli eventuali fastidi che può provocare agli altri residenti della zona.

Questa decisione, che da molti potrebbe essere considerata eccessiva, è stata frutto di una situazione divenuta ormai insopportabile vissuta dagli abitanti della città che non erano più in grado di camminare serenamente su strade e marciapiedi. Di conseguenza, la pubblica amministrazione ha deciso di adottare la formula “a mali estremi, estremi rimedi”.

Sono nata e cresciuta a Trento, a due passi dalle montagne. Tra mille altre cose, ho fatto lunghe passeggiate nel bosco e imparato a riconoscere alcune piante velenose. Ho imparato la musica perché fa bene all’anima. Ho vissuto in due grandi città a cui mi sono abituata a volte più in fretta, altre volte meno, ma dove i miei posti preferiti erano sempre i parchi. Ho studiato giornalismo perché volevo che aiutare le persone a capire alcuni aspetti del mondo diventasse la mia professione. Credo che il rispetto della natura, dell’ambiente in cui ci muoviamo ogni giorno e delle persone che con noi lo abitano sia fondamentale per vivere bene, per noi stessi e per gli altri.