Amna Al Haddad, l’atleta-giornalista diventata un’icona per tutte le ragazze musulmane

È la prima sollevatrice di pesi professionista a indossare il velo, un’icona le per ragazze musulmane, generalmente poco incoraggiate a fare sport. Amna inizia camminando, poi correndo e poi entrando in una palestra dove si innamora del sollevamento pesi. Fino a diventare una vera campionessa.
Rubrica a cura di Gaia Cortese
18 settembre 2019

La sua storia non poteva non comparire nel primo volume di “Storie della buonanotte per bambine ribelli”. Perché Amna Al Haddad è un’altra donna straordinaria, che in poco tempo è diventata inconsapevolmente un’icona per le giovani donne musulmane, e non musulmane.

Amna ha 19 anni ed è una giovane giornalista per la testata The National negli Emirati Arabi. Non fa attività sportiva, è in sovrappeso e la sua sedentarietà la sta portando lentamente alla depressione. Fino a quando un giorno non decide che non può più continuare a vivere in quel modo, ma deve fare qualcosa per la sua salute. Inizia così a camminare. E poi a correre. Da lì il passo per allenarsi in palestra è breve e Amna scopre quasi per caso il CrossFit e, come è ovvio, il sollevamento pesi.

Anche di fronte alle più grandi sfide non abbandonare mai I tuoi sogni.

Amna Al Haddad

La passione verso questo sport la porta a partecipare alla sua prima gara nella città di Columbus, in Ohio. Qui conosce quello che sarà il suo futuro allenatore, che la convince a trasferirsi da Dubai ad Akron, nell’Ohio, dove ci sono infrastrutture migliori per potersi allenare con macchine e pesi.

Inizia così a partecipare a numerose gare e competizioni in giro per l’Europa e per gli Stati Uniti, diventando una vera icona per le giovani musulmane. Nel frattempo, la decisione della Federazione Internazionale del sollevamento pesi di permettere alle donne di partecipare alle competizioni con una tuta coprente rappresenta un passo avanti per l’emancipazione di tutte le donne appassionate di questo sport.

Nel 2012 diventa la prima donna araba a competere ai Reebok Crossfit Asia Regionals di Seoul, in Corea del Sud. L’anno dopo è la prima sollevatrice di pesi professionista a indossare il velo, l’hijab. Nel 2017 collabora con Nike per creare la nuova linea Nike Pro Hijab. Indossare l'hijab in gara può davvero fare la differenza, e vedere che un brand internazionale studia questo capo per andare incontro alle esigenze delle donne sportive musulmane è un enorme passo avanti in termini di riconoscimento di tutti gli sforzi fatti dalle donne per dimostrare quanto valgono.

Nonostante Arma non sia riuscita a partecipare alle Olimpiadi di Rio 2016 in rappresentanza del proprio Paese, Amna Al Haddad continua ad allenarsi duramente e a sperare che tutti i suoi sforzi possano essere fonte di ispirazione per le donne sportive degli Emirati Arabi.

Amna sta scrivendo un libro per raccontare tutta la sua storia e i sacrifici fatti per diventare un’atleta professionista; si allena quotidianamente e continua a lavorare come giornalista per la carta stampata.

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