Andre Agassi, arabe fenice che odiava lo sport che ha incoronato campione

Non solo un grande giocatore di tennis, ma soprattutto un campione nella vita che, di fronte a conflitti e avversità, non ha smesso di credere in quello che faceva. Andre Agassi ha la capacità di stupirti sempre, e questa volta non è per il suo abbigliamento sportivo.
Rubrica a cura di Gaia Cortese
6 novembre 2019

Oggi ha fatto pace con il tennis, ma Andre Agassi non ha mai nascosto di aver odiato questo sport, soprattutto durante la pubertà, quando la pressione del padre allenatore si è fatta più sentire, perché il suo unico scopo era far diventare il figlio un giocatore professionista. Così già all'età di 2 anni, Andre ha in mano una racchetta. Il suo unico nemico è il “drago”, ossia la macchina lancia palline creata da suo padre. Quando il suo allenatore della Nick Bollettieri Academy gli chiede cosa vuole fare nella sua vita, Agassi, appena quindicenne gli risponde, senza esitazione: "Diventare un professionista. Andandomene da qui".

Gli elementi basilari del tennis sono quelli dell’esistenza quotidiana, perché ogni match è una vita in miniatura.

Andre Agassi

Un anno dopo Andre Agassi fa già parte della top 100 della classifica mondiale, e nel 1987 arriva la prima vittoria in un torneo: l'anno si conclude con la venticinquesima posizione nel ranking ATP. Al di fuori dei campi di terra rossa, Agassi indossa scarpe da ginnastica e jeans strappati e si mette volutamente lo smalto sulle unghie solo per far arrabbiare il padre omofobo. Ciononostante, il suo talento di giocatore di tennis continua a farsi notare. L’anno del successo è il 1995: Agassi conquista ben 7 titoli, si presenta agli Australian Open con la testa rasata (più tardi confesserà che la folta capigliatura a criniera che l'aveva reso celebre in realtà era un parrucchino) e batte in finale l'eterno rivale Pete Sampras. Merito anche del suo colpo vincente, la risposta di anticipo, per cui colpisce la palla quando è in fase ascendente, impiegando così meno tempo nel ribattere la palla.

Di lui ha detto Rino Tommasi: "Se l'immagine di Agassi si è trasformata negli anni – spariti i capelli, più castigati gli abiti – sono rimaste identiche le sue caratteristiche di giocatore, che ha inventato un nuovo stile di gioco. Una volta gli attaccanti andavano a rete, i regolaristi stavano in fondo, Agassi è stato un attaccante da fondo, un tipo di gioco reso possibile dalla sua qualità primaria, uno straordinario, inimitabile senso dell'anticipo sostenuto da una eccezionale coordinazione. Arrivando prima sulla palla riusciva a trovare angoli e traiettorie che gli consentivano di dominare il gioco e dettare i tempi".

Il tennis è uno sport solitario. Non c’è un posto dove nascondersi quando le cose vanno male. Ci sei solo tu, nudo.

Andre Agassi

Nel 2006 Andre Agassi si ritira, ma poco tempo dopo provoca non poche voci e commenti sgradevoli sulla sua persona, in seguito alla pubblicazione nel 2010 della sua autobiografia Open. Qui confessa infatti di aver consumato metanfetamine e di aver evitato con l'inganno una squalifica dell'Atp dopo essere stato scoperto positivo a un controllo antidoping nel 1997: in quell'occasione, aveva affermato di aver bevuto un cocktail in cui tale sostanza era contenuta a sua insaputa. Il mondo del tennis disapprova il suo comportamento: Federer confessa di essere rimasto deluso da lui, mentre condanne successive arrivano da Rafael Nadal, Martina Navratilova e Boris Becker.

Andre Agassi ha detenuto il primato di più vecchio numero uno al mondo fino al 2018, quando è stato scavalcato da Roger Federer.

Di Andre Agassi ti sorprenderà la resilienza di fronte agli avvenimenti della vita. Nonostante odiasse il tennis, è diventato un giocatore professionista, piazzandosi al primo posto della classifica ATP per ben 101 settimane.  Nel 1997 ha sposato la modella e attrice Brooke Shields, matrimonio che ha segnato l'inizio della crisi nella sua carriera da giocatore; l'anno successivo la coppia si è lasciata e Agassi si è concentrato esclusivamente sul tennis ripartendo da zero: in meno di una stagione è risalito dalla 122esima posizione della classifica alla sesta. Si è poi sposato nel 2001 con l'ex giocatrice di tennis Steffi Graf, la coppia oggi ha due figli.

E infine, il Kid di Las Vegas di una volta, che amava tanto rompere regole e stereotipi, oggi ha fondato l'Agassi Foundation for Education, la fondazione scolastica che permette a oltre un migliaio di ragazzi americani di studiare nella struttura fondata nella capitale del Nevada e nei tanti istituti costruiti in seguito.

"È grazie a questa missione che sono risorto dopo che ero sprofondato al numero 141 del mondo nel 1997 – ha dichiarato in un'intervista Andre Agassi -. Perché ho iniziato a giocare a tennis non solo per me stesso, ma per qualcun altro. La mia famiglia e la fondazione".

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Con il segno zodiacale dei Gemelli, non potevo avere come unica passione quella della scrittura. Al piacere di spingere freneticamente tasti altro…