Giusy Versace, dall’incidente alla pista di atletica

Quando tutto sembrava definito e avviato nella sua vita, un incidente cambia le sorti del suo destino. In verità solo apparentemente, perché Giusy Versace, oggi campionessa paralimpica, non si è mai arresa per aver perso entrambe le gambe. Così, ha iniziato a correre.
Rubrica a cura di Gaia Cortese
27 novembre 2019

Giusy Versace oggi ha 42 anni. È la figlia di Alfredo Versace, cugino dei più conosciuti Donatella e Gianni Versace. Fin da giovane segue la sua passione ed entra a lavorare nel mondo della moda, ma seguendo i consigli del nonno, non lavora per l'azienda di famiglia, bensì per un brand concorrente. Giusy è una retail supervisor, viaggia parecchio, ha un ottimo lavoro e le si prospetta davanti una carriera piena di soddisfazioni.

L'incidente nel 2005

Tutto però cambia il 22 agosto 2005. All’età di 28 anni, Giusy rimane vittima di un incidente che le cambia la vita. Il tempo è inclemente, c'è un violento temporale, l'automobile di Giusy ha un fortissimo impatto contro un guard-rail dell’autostrada Salerno-Reggio Calabria e le causa la perdita di entrambe le gambe.

Colpita nella sua femminilità e costretta a dover riconoscere e accettare l'improvvisa disabilità, Giusy non si lascia andare e inizia a pensare che correre possa farle bene. Così, a cinque anni dall’incidente, nel 2010 Giusy inizia ad allenarsi in pista con un paio di protesi in fibra di carbonio, diventando la prima atleta donna in Italia a correre con amputazione bilaterale agli arti inferiori.

Le Paralimpiadi

Nel 2011 in Spagna, a Valencia, Giusy centra il tempo minimo richiesto sui 100 metri per poter gareggiare alle Paralimpiadi di Londra 2012. Il 12 maggio 2012 ai Campionati Italiani di Torino, corre i 100 metri in 15″50, un tempo che diventa record europeo, ma che a sorpresa non le vale la convocazione per le Paralimpiadi di Londra.

In sette anni di attività agonistica Giusy colleziona ben 11 titoli italiani e diversi record nazionali sui 60, 100, 200 e 400 metri. Nel 2016 entra a far parte del Gruppo Sportivo Fiamme Azzurre e lo stesso anno ai Campionati Europei Paralimpici di Grosseto ottiene l'argento nei 200 metri e il bronzo nei 400 metri. È grazie a questi risultati che Giusy viene convocata per competere ai Giochi Paralimpici di Rio de Janeiro, dove riesce ad accedere alla finale dei 200 metri, conclusa all'ottavo posto con un tempo di 28″90.

Il messaggio positivo di Giusy

Credits photo: F.Venturelli

Giusy però non si limita a vincere. Il suo scopo è quello di lanciare un messaggio positivo a chi vive come lei una condizione di disabilità. L'invito è quello di non vergognarsi della propria condizione, di non nascondersi rinunciando a vivere pienamente la propria vita e, perché no, di avvicinarsi allo sport. Proprio lo sport, in cui tanti uomini e donne, lo abbiamo visto più volte in questa rubrica, hanno trovato una forma di riscatto, uno stimolo per non lasciarsi andare, ma al contrario per avere nuovi obiettivi e sogni.

Nel 2011 Giusy Versace fonda la Onlus Disabili No Limits . Scopo dell'associazione è quello di garantire l'autonomia a tutte le persone con disabilità donando ausili come protesi in fibra di carbonio e sedie a ruote ultraleggere, che ancora oggi non sono previsti dal Sistema Sanitario Nazionale.

Nel 2013 Giusy scrive anche la sua prima autobiografia "Con la testa e con il cuore si va ovunque" nella speranza che possa essere un ulteriore stimolo per chi vive ancora la disabilità non senza sofferenza. Nel 2014 il sorriso di questa donna così coraggiosa e da sempre solare arriva a Doha, nel Qatar: qui Giusy Versace viene invitata come ambasciatrice della Campagna internazionale di promozione dell'integrità sportiva tra i giovani "Save the Dream" in compagnia di altri sportivi di fama internazionale.

Nel settembre del 2018 è uscito il nuovo libro illustrato per ragazzi “WonderGiusy”, la supereroina dotata del potere del sorriso e di un paio di gambe alate, sempre pronta ad aiutare il prossimo e a salvare chi si trova in difficoltà. Come era stato per il suo primo libro, anche in questo caso il messaggio è forte e chiaro: mai scoraggiarsi di fronte alle avversità della vita e cercare sempre nuove risorse per trasformare il dolore e la rabbia in speranza e voglia di vivere. E questa volta il pubblico a cui si rivolge Giusy è quello dei giovani.

Credits foto in copertina: Lorenzini

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