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3 Settembre 2019
12:00

Catania, scoperto un canile lager: animali legati alla catena, senza cibo e acqua

Nel quartiere di Librino, a Catania, la Polizia ha scoperto un canile lager che ospitava una cinquantina di cani, oltre a diversi altri animali costretti a vivere in mezzo alla sporcizia e agli escrementi, senza cibo e acqua. I gestori della struttura hanno ammesso la propria responsabilità.

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Catania, scoperto un canile lager: animali legati alla catena, senza cibo e acqua
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Ammassati in gabbie e spazi recintati, legati alla catena e costretti a vivere tra sporcizia ed escrementi. Hanno trovati così i cani detenuti in un canile rifugio, se così si può chiamarlo, nel quartiere di Librino, a Catania.

Un controllo della Polizia ha identificato un canile lager che, al momento del controllo, ospitava 55 cani e altri animali come cavalli, pecore, oche, capre, maiali e addirittura un bue, tutti tenuti in condizioni incompatibili con la loro natura.

I due gestori del canile avrebbero tenuto la struttura in totale trascuratezza. Ospitavano animali affidatigli da enti comunali e provenienti da situazioni di maltrattamento, e per farlo, ricevevano anche delle donazioni economiche, che oltretutto non appaiono in alcun registro.

Al momento i gestori sono indagati in stato di libertà ai sensi dell’articolo 727 del codice penale per detenzione degli animali in condizioni incompatibili con la natura; hanno ammesso la propria responsabilità e, dietro diffida da parte delle autorità, dovranno impegnarsi a ripristinare le condizioni di benessere per gli animali.

I canili lager

La piaga dei canili lager purtroppo attraversa tutto il Paese, ma nel Sud la situazione è più grave rispetto ad altre regioni. Il problema nasce dal fenomeno del randagismo e dalle misure inefficaci adottate per risolvere il problema. Invece di creare dei canili municipali, infatti, le amministrazioni comunali stipulano delle convenzioni con delle società private e, fatto l’accordo, nessuno più controlla.

Dov’è l’affare? I responsabili di questi canili rifugio privati possono contare su un contributo che andrebbe dai 2 ai 7 euro al giorno per ogni cane; sembra poco ma il totale può raggiungere cifre molto elevate. Gli animali devono quindi fare solo numero e sopravvivere il più a lungo possibile, senza che a loro vengano garantite le cure necessarie, men che meno cibo e acqua a sufficienza.

Negli ultimi anni diverse strutture fatiscenti sono state denunciate e dal 2010 il Ministero della Salute ha attivato una task force per effettuare più controlli sul territorio.

Fonti | LAV, Lega del Cane

Con il segno zodiacale dei Gemelli, non potevo avere come unica passione quella della scrittura. Al piacere di spingere freneticamente tasti sul computer ho così aggiunto nel tempo l'interesse per il rispetto dell'ambiente e la salvaguardia degli animali, la passione per l'eco-design e tutto ciò che è bioarchitettura. Lo slancio di stupore che provo ogni volta che un progetto di verde urbano rende più bella la mia città, mi spinge a coltivare ancora più piante e fiori sul terrazzo di casa (ma mi definisco ancora un pollice verde in erba). Giornalista e mamma di due adorabili pesti, quando non lavoro o quando il piccolo di casa fa il suo sonnellino pomeridiano, cerco di ritagliarmi del tempo libero scegliendo tra le seguenti opzioni: un'ora sul campo da tennis, una camminata nel verde, venti minuti di Reiki o una pila di riviste di arredamento da sfogliare in solitudine.