Cos’è la fluorosi: sintomi, cause e rimedi

Uno dei motivi che induce più spesso a sedersi sulla poltrona del dentista è senz’altro la presenza di macchie sui denti. In genere un’igiene accurata o uno sbiancamento sono efficaci, tuttavia in alcuni casi questi trattamenti superficiali non sono sufficienti: è il caso delle macchie da fluorosi.
Dott.ssa Simona De Stefano Perfezionata in Endodonzia e Odontoiatria Restaurativa
6 Agosto 2020 * ultima modifica il 06/08/2020

Per quanto abbia tutta l’aria di essere una patologia, in realtà la fluorosi è semplicemente un’alterazione nella struttura del dente, legata all’assunzione eccessiva di fluoro.

Cos’è la fluorosi, definizione

Cominciamo col dire che il fluoro è un elemento fondamentale per il nostro organismo, in particolare per la struttura di ossa e denti, ai quali conferisce resistenza e durezza. L’apporto quotidiano consigliato va dai 1,5 ai 4 mg al giorno e non bisognerebbe scendere mai sotto gli 0.7mg/die.

Dato il suo fabbisogno limitato, è molto facile che si superi il dosaggio oltre il quale, se protratto nel tempo, il fluoro inizia a risultare tossico.

Un accumulo eccessivo di fluoro nei denti determina la formazione di fluorapatite, che si manifesta con delle tipiche macchie bianche e marroni, che oltre a risultare antiestetiche, rappresentano un’alterazione nella struttura del dente.

C’è da dire che entro un certo limite, l’assunzione di fluoro protegge dalla carie, tant’è che le popolazioni che vivono in zone la cui acqua potabile è ricca in fluoro, tendono ad essere meno soggette alla patologia cariosa, pena qualche macchia sui denti.

Come riconoscere le macchie causate della fluorosi?

Le macchie della fluorosi si riconoscono perché compaiono sullo smalto in modo irregolare e con un tono cromatico biancastro, dall’aspetto gessoso e molto più intenso rispetto al colore naturale dei denti. Ma c’è un’evoluzione della condizione: le macchie possono evolvere verso tonalità gialle e marroni.

PerchĂŠ appaiono queste macchie

Il fluoro è un oligoelemento presente nel pesce, in alcune verdure e nelle patate, ma la principale fonte d’assunzione è l’acqua, in cui la sua concentrazione è molto variabile.

In passato le acque venivano fluorate, allo scopo di integrare il fluoro nella dita della popolazione, successivamente si è abbandonata questa prassi, proprio per la comparsa di fluorosi, dovuta ad una variabilità importante nelle abitudini alimentari.

Effetti e danni dell’eccesso di fluoro

L’eccesso di fluoro non è solo dannoso per i denti, una sua assunzione massiva e prolungata risulta tossica, con effetti nocivi che si ripercuotono anche sullo scheletro, sul sistema nervoso e immunitario, sulla crescita, e su organi come reni, fegato e cuore.

Fluorosi e bambini, cosa sapere

Dato che il fluoro è fondamentale per lo sviluppo dei denti e delle ossa, lo stesso Ministero della Salute consiglia la somministrazione di questo elemento, in percentuali variabili in base all’età,  nelle zone in cui l’acqua non possiede requisiti adeguati o non c’è una dieta in grado di garantire il giusto apporto. L’OMS inoltre raccomanda acque con una percentuale di fluoro compresa tra gli 0.5 mg/l e 1mg/l

Come risolvere e curare la fluorosi

Il modo migliore per combattere questo problema, ovviamente dopo aver consultato dentista e medico di fiducia, è la rimozione delle fonti eccessive di fluoro. In primo luogo evitando fonti di acqua potabile che potrebbe avere un eccesso di questo elemento ed integratori, o comunque verificandone la percentuale, e soprattutto bisogna fare attenzione che i bambini non ingeriscano il dentifricio, se in questo è presente del fluoro.

Se prevenire la fluorosi è relativamente facile, il discorso cambia se si parla di terapia. Esistono infatti diverse forme di fluorosi che può essere piÚ o meno severa. Casi di fluorosi lieve possono essere trattati con lo sbiancamento o con delle infiltrazioni, mentre in casi piÚ può essere necessario intervenire protesicamente, con delle corone o delle faccette.

Infine occorre tenere ben in mente che in media stat virtus, e che quindi se è vero che un eccesso di fluoro risulta nocivo, è vero anche che la sua carenza è altrettanto pericolosa.

Odontoiatra laureata col massimo dei voti alla facoltà di Odontoiatria dell’Università Federico II di Napoli con una tesi sperimentale in patologia altro…
Le informazioni fornite su www.ohga.it sono progettate per integrare, non sostituire, la relazione tra un paziente e il proprio medico.