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10 Giugno 2022
10:00

“Il corpo umano è come una casa. Il katonah yoga ci insegna ad abitarla”. Intervista a Marco Migliavacca

Allo Yamm Festival di Milano Marittima, l'opportunità di conoscere il Katonah yoga, pratica che mescola l'hatha yoga con i principi del taoismo e l'uso di simboli e che mette al centro di tutto le funzioni del corpo, una sorta di casa che dobbiamo imparare ad "abitare". Per saperne qualcosa in più abbiamo intervistato l'insegnante Marco Migliavacca.

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“Il corpo umano è come una casa. Il katonah yoga ci insegna ad abitarla”. Intervista a Marco Migliavacca
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Nato oltre quarant'anni fa, il katonah yoga è una pratica di yoga molto particolare, uno hatha yoga "contaminato" dai principi del taoismo e l'uso di simboli.

Una pratica adatta a tutti, senza controindicazioni, e che vede il corpo una casa da abitare. In questo senso, il katonah yoga fornisce le conoscenze e gli strumenti per imparare ad abitare questa "casa", per trovare un equilibrio e quindi raggiungere uno stato di benessere psicofisico.

A portare il katonah yoga allo Yamm Festival di Milano Marittima, dal 10 al 12 giugno, sarà Marco Migliavacca, insegnante di questa pratica e fondatore di [hohm] street yoga.

Cos’è il katonah yoga?

Katonah è un luogo, un piccolo paese che si trova a un’ora e mezza da New York City. Il Katonah yoga, che prende il nome da questo luogo, nasce oltre quarant’anni fa dall'intuizione di Nevine Michaan e mescola hatha yoga, principi del taoismo e l'uso di simboli. Si tratta quindi di una pratica hatha yoga organizzata intorno a tre principi fondamentali: tutte le polarità possono essere mediate da te, che ti trovi esattamente tra lo yin e lo yang della filosofia cinese, quindi tra caldo e freddo, luce e oscurità, passato e futuro; l'universo è sviluppato in base a schemi, modelli, cicli, e gli schemi implicano un'intelligenza; gli schemi, i modelli e i cicli mostrano un ordine e una relazione di armonia tra le parti che costituiscono l'universo e di conseguenza il nostro corpo.

Infine, il katonah yoga evidenzia come attraverso la ripetizione ci sia del potenziale per una rivelazione. È, infatti. attraverso la ripetizione che impariamo a scrivere, a suonare uno strumento o ad andare in bicicletta. Nella ripetizione consolidiamo un'abitudine o a guardare una seconda volta e scoprire qualcosa che non sapevamo.

Il katonah yoga si esprime attraverso metafore che sono un linguaggio universale e si affida ai numeri e ai simboli, oltre che alle visualizzazioni grafiche. In questo ambito, arriva a vedere il corpo umano come una casa, la personale dimora costituita da tre piani, nove stanze e dieci accessi (i numeri tornano sempre), per cui lo yoga fornisce le tecniche non solo per abitarla, ma anche per funzionare al meglio.

È adatto a tutti il katonah yoga?

Il katonah yoga è adatto a tutti, non ha limiti. Al contrario, la pratica costante di questo tipo di yoga aiuta a ritrovare il proprio centro, anche perché si prefigge di trovare una mediazione tra diverse polarità del corpo umano.

Lo scopo è quindi quello di trovare il centro di ogni parte del corpo e di conseguenza mediare per mantenere il corpo in salute. Tutto ciò avviene praticando, ma soprattutto comprendendo che nello yoga tutte le posture sono sostenute dagli organi, e che fondamentalmente è il respiro che sostiene la struttura del corpo.

Quali sono i benefici?

Il senso di benessere è immediato perché lo scopo del katonah yoga è quello di far funzionare al meglio lo strumento che abbiamo, il corpo, e mantenere longeve le nostre articolazioni. Nel praticare, attraverso la sudorazione, il respiro e la ripetizione c’è un lavoro di pulizia, di depurazione e, al termine della sessione, ci si sente completamente al centro di se stessi.

Un aspetto interessante del katonah yoga è che, lavorando sull’idea della proporzione di sé, non esiste un’immagine dell’asana perfetta, ma unicamente di ciò che è funzionale per se stessi.

Con il segno zodiacale dei Gemelli, non potevo avere come unica passione quella della scrittura. Al piacere di spingere freneticamente tasti sul computer ho così aggiunto nel tempo l'interesse per il rispetto dell'ambiente e la salvaguardia degli animali, la passione per l'eco-design e tutto ciò che è bioarchitettura. Lo slancio di stupore che provo ogni volta che un progetto di verde urbano rende più bella la mia città, mi spinge a coltivare ancora più piante e fiori sul terrazzo di casa (ma mi definisco ancora un pollice verde in erba). Giornalista e mamma di due adorabili pesti, quando non lavoro o quando il piccolo di casa fa il suo sonnellino pomeridiano, cerco di ritagliarmi del tempo libero scegliendo tra le seguenti opzioni: un'ora sul campo da tennis, una camminata nel verde, venti minuti di Reiki o una pila di riviste di arredamento da sfogliare in solitudine.