Il distrubo schizoafettivo: come si può affrontare questo disturbo psicotico

Il distrubo schizoaffettivo fa parte dei disturbi psicotici ed è simile alla schizofrenia, ma si può aggiungere anche un disturbo dell’umore. È importante diagnosticarlo subito e inziare con il percorso di trattamento.
Dott.ssa Samanta Travini Psicologa Psicoterapeuta
5 Agosto 2022 * ultima modifica il 05/08/2022

La schizofrenia è un disturbo facente parte dei disturbi psicotici. All’interno di questa categoria riportata dal DSM 5, troviamo i seguenti disturbi: disturbo delirante, disturbo psicotico breve, disturbo schizofreniforme, disturbo schizoaffettivo e, appunto, schizofrenia (DSM 5, 2014).

Cos'è

Il disturbo schizoaffettivo è una malattia psichiatrica nella quale una persona, che già presenta alcuni sintomi della schizofrenia, comincia a manifestare anche un disturbo dell'umore (depressione o disturbo bipolare). Questo quadro clinico, per essere definito dal punto di vista diagnostico, si deve presentare in maniera continuativa, per almeno un mese. Una volta trascorso questo periodo, la persona affetta da disturbo schizoaffettivo continua ad avere i sintomi della componente schizofrenica.

Le cause

Le cause del disturbo schizoaffettivo non sono ancora note. Tuttavia, è probabile che questa condizione dipenda dalla combinazione di più fattori. Quest'ultimi pare che agiscano in modo significativo su una base biologica ed una componente genetica, che rendono il soggetto predisposto allo sviluppo della malattia.

Per quanto riguarda l'epidemiologia, non si hanno dati precisi sulla percentuale della patologia psichiatrica, ma si sa che il disturbo schizoaffettivo è più raro della schizofrenia, con maggior rischio per le donne.

In genere, il disturbo schizoaffettivo si manifesta in età adulta, ma può comparire anche durante l'adolescenza.

La familiarità per la schizofrenia e/o un disturbo dell'umore è considerata un fattore di rischio importante, nel senso che una persona con parenti di primo grado affetti da queste condizioni ha più probabilità di sviluppare il disturbo schizoaffettivo.

I sintomi

I sintomi, come abbiamo accennato precedentemente, riguardano le sintomatiche della schizofrenia combinati con quelli della depressione o del disturbo maniacale o bipolare.

I sintomi possono essere presenti per un periodo in maniera così forte da compromettere la sfera sociale, lavorativa o scolastica, affettiva del soggetto. Ma poi potrebbero anche andare in remissione per poi presentarsi in seguito.

Per poter parlare di disturbo schizoaffettivo, i sintomi devono essere presenti per un mese e seguiti da due settimane di soli sintomi schizofrenici.

Le possibili complicazioni

Nel tempo, il disturbo schizoaffettivo può determinare una perdita del contatto con la realtà (psicosi) e l'elaborazione di pensieri insoliti, che possono portare il soggetto all'isolamento o all'asocialità (mancanza di interesse nelle relazioni umane). Una diagnosi tardiva della patologia potrebbe portare a conseguenze negative.

Le persone infatti che soffrono di tale disturbo sono predisposti a incorrere in comportamenti negativi come l’abuso di sostanze, conflitti familiari, lasciarsi andare fino a perdere tutto e diventare senza tetto, fino ad arrivare al tentativo di suicidio.

È importante pertanto realizzare una diagnosi corretta, anche se all’inizio può essere difficile dal momento che i sintomi sono condivisi con altre malattie, e deve essere possibile poterli individuare tutti.

Per fare ciò la diagnosi si basa su esami fisici per escludere sintomi legati ad altre patologie mediche o legate all’abuso di sostanze, e su una valutazione psichiatrica, che si baserà sul comportamento del paziente e sulle informazioni da lui fornite.

Il trattamento

Una volta confermata la diagnosi di disturbo schizoaffettivo, è possibile stabilire un intervento terapeutico di supporto. In questo percorso si tende, generalmente, a coinvolgere i familiari, in quanto il paziente potrebbe non riconoscere il proprio stato in piena autonomia e potrebbe non essere obiettivo nel riconoscere i fattori responsabili dello sviluppo e del mantenimento del disturbo.

Il trattamento del disturbo schizoaffettivo rende spesso necessaria la combinazione di due principali strategie:

  • Psicoterapia: consiste nel fornire al paziente informazioni chiare e specifiche sul suo disturbo (es. sintomi, decorso ecc.), per aiutarlo a gestire la sintomatologia e diminuire la disfunzione sociale che comporta;
  • Terapia farmacologica: prescritta allo scopo di alleviare i sintomi psicotici, stabilizzare l'umore, curare la depressione e prevenire le ricadute della patologia.

Ovviamente, il trattamento varia a seconda del tipo e della gravità dei sintomi.

Laureata in psicologia clinica dello sviluppo e neuropsicologia, si occupa di sostegno psicologico per individui, coppie e famiglie con particolare attenzione altro…