Inizia oggi il Climate Social Camp a Torino: cinque giorni per portare la crisi climatica al centro del dibattito

A partire da oggi, il capoluogo piemontese ospiterà due importanti eventi per l’ambiente: l’assemblea europea dei Fridays for Future e il Climate Social Camp, che unisce diverse realtà ambientaliste come Greenpeace ed Extinction Rebellion. Si concluderà venerdì 29 luglio con il tradizionale sciopero per il clima. Nel mezzo tanti dibattiti, workshop e conferenze per discutere di tutti i problemi legati alla crisi climatica.
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Giulia Dallagiovanna 25 Luglio 2022

Un campeggio nel centro della città per ricordare a tutti quale sia la vera priorità da affrontare: la crisi climatica. Iniza oggi il Climate Social Camp, organizzato a Torino dai Fridays for Future assieme a tante altre realtà ambientaliste come Extinction Rebellion e Greenpeace. Proseguirà fino a venerdì 29 luglio, quando si terrà l'ormai tradizionale sciopero per il clima. Contemporaneamente, il capoluogo piemontese accoglierà anche il meeting europeo dei Fridays, necessario momento di incontro tra i gruppi dei diversi Paesi, che non sarà però aperto al pubblico. All'evento nel Parco "Pietro Colletta" sono invece attesi migliaia di ragazzi, ospiti e artisti. Potrebbero arrivare anche Vanessa Nakate e Greta Thumberg, quest'ultima però ha già comunicato che non intende fare nessun intervento.

Il primo incontro è previsto per questa sera alle 18:00, con l'assemblea plenaria che darà inizio all'evento. Nei giorni successivi si terranno workshop, conferenze e dibattiti su temi legati al cambiamento climatico e alle sue conseguenze. I punti cardine della discussione saranno soprattutto due: la giustizia climatica, più volte invocata dagli attivisti, e lo stop ai combustibili fossili, la principale fonte di emissione di gas serra.

Questi due temi saranno declinati nei loro vari aspetti: la costruzione dell'oleodotto Eacop in Africa, la difesa delle comunità indigene che subiscono in modo diretto le conseguenze della deforestazione, le migrazioni climatiche. Ma anche l'eco-ansia che sempre più interessa le nuove generazioni, la questione femminista legata al cambiamento climatico grazie alla partecipazione di Non una di meno, e le ripercussioni sui diritti dei lavori attraverso il contributo dei sindacati.

La sera spazio invece a momenti più di intrattenimento con la proiezione di documentari e film a tema, oppure con talk musicali assieme agli Eugenio in via di Gioia e a La Rappresentante di Lista.

Lo scopo è quello di sensibilizzare la cittadinanza, che già si sta accorgendo di come i parchi all'interno delle città siano secchi, di come il Po abbia raggiunto livelli straordinariamente bassi, di come manchi l'acqua per annaffiare i giardini. Ma è anche quello di fare pressione sulla classe politica, che ora si prepara a una nuova campagna elettorale, dove difficilmente l'ambiente sarà tra i primi punti del programma. Eppure il cambiamento climatico non è uno dei tanti problemi che dobbiamo affrontare: è il più importante.