Isolamento termico, perché è così importante per la tua casa?

Puoi decidere di sostituire gli infissi oppure di installare dei pannelli isolanti esterni alla parete (il cosiddetto isolamento a cappotto): si tratta in ogni caso di operazioni che dovresti prendere in considerazione per evitare la dispersione del calore e lo spreco di energia. Richiedono tempo e denaro, ma i benefici in termini di riduzione dell’impatto ambientale e di miglioramento della qualità della vita sono notevoli.

La stagione fredda è ormai alle porte. In inverno, come sa bene soprattutto chi abita nella pianura padana, si ripresenta puntuale la questione dei livelli elevati di smog. Ora, la maggior parte delle polveri sottili presenti nell'aria non derivano solo dal traffico stradale, ma anche dagli impianti per il riscaldamento. Per quanto riguarda il PM10, il riscaldamento – rileva l'Ispra, l'l'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale – è stata la principale fonte di emissione nel 2018, contribuendo per il 54% del totale. Per questo le associazioni ambientaliste continuano a invocare un piano strutturale di riqualificazione del patrimonio edilizio per abbassare i consumi energetici e dunque le emissioni di inquinanti.

Per capire di che cosa stiamo parlando devi scolpirti queste due parole in testa: isolamento termico. Potresti avere sentito parlare anche di coibentazione termica. L'obiettivo, in sostanza, è quello di contenere il più possibile la dispersione di calore e allo stesso tempo di utilizzare meno energia per raggiungere la temperatura desiderata nell'ambiente domestico. Certo, per farlo occorre eseguire interventi che possono essere anche molto costosi  – e anche seguire semplici accorgimenti, come per esempio evitare di alzare la temperatura del termometro stando in casa con una maglietta a maniche corte, oppure tenere il riscaldamento acceso con la finestra aperta – , ma devi pensare a tutto ciò come a un investimento per la tua casa. Isolarla termicamente non fa bene solo all’ambiente, ma fa bene soprattutto a te e alla tua famiglia, visto che aiuta ad avere uno spazio più confortevole.

Esistono diverse tecniche e soluzioni applicative per l’isolamento termico di un'abitazione. Ovviamente, prima di procedere, occorre fare delle valutazioni sulla struttura da isolare, sulla presenza di eventuali vincoli tecnici e, non ultimo, su quanti soldi sei disposto a spendere per gli interventi di riqualificazione. Già, perché si va da una (relativamente) semplice sostituzione degli infissi vecchi a interventi strutturali sulla facciata dell'edificio. Se sei preoccupato dalla questione economica, considera però anche che è possibile in taluni casi usufruire di incentivi e detrazioni fiscali: vedi per esempio il recente superbonus del 110% inserito nel cosiddetto Decreto Rilancio.

Innanzitutto, devi sapere che ci sono due modalità principali, ovvero l’isolamento termico può essere realizzato esternamente oppure internamente alla struttura (o anche entrambe le cose). L’isolamento termico esterno ha alcuni vantaggi: garantisce maggiore uniformità di temperatura all’interno dell’ambiente, permette di ridurre i ponti termici e di evitare fenomeni di condensa sia superficiale sia interstiziale e quindi la formazione di muffe.

Uno dei metodi più diffusi e conosciuti, oltre che tra i più efficaci, consiste nella realizzazione di un isolamento a cappotto, che prevede la stesura di una sorta di rivestimento protettivo isolante attorno all'edificio. Indicato soprattutto per gli immobili con le classi energetiche più basse (come la G e la F), l'isolamento a cappotto consente notevoli risparmi energetici e di conseguenza una drastica riduzione delle emissioni di gas serra. Una possibile alternativa è la posa di uno strato di isolamento termico interno, scelta che viene generalmente fatta quando non è possibile intervenire sulla facciata. Anche la coibentazione interna della casa porta chiaramente a un miglioramento sul piano dell'efficienza energetica, ma non sempre consente di eliminare i ponti termici.

Ma quali materiali si utilizzano? Possiamo suddividere gli isolanti in base alla loro composizione in sintetici, minerali e vegetali. Gli isolanti sintetici sono tendenzialmente quelli che hanno un impatto ambientale maggiore; offrono però buone prestazioni, sono leggeri, resistenti e soprattutto economici. I più diffusi sono il polistirene e il poliuretano, impiegabili sotto forma di schiume o pannelli. I materiali isolanti minerali, come la lana di roccia, hanno ottime proprietà di resistenza all’acqua e al fuoco e vengono utilizzati sia nelle intercapedini sia sulle pareti esterni. Ci sono infine i materiali che vengono impiegati nei progetti di bioedilizia, ossia gli isolanti organici vegetali. Tra questi ricordiamo la fibra di legno, la fibra di cellulosa, la canapa e il sughero. Hanno un costo più elevato rispetto ad altri materiali, ma sono i più sostenibili dal punto di vista ambientale, oltre ad essere altrettanto validi.

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Laureato in lettere e giornalista professionista, sono nato e cresciuto a Milano. Fin da bambino ad accompagnarmi c’è (quasi) sempre stato un altro…