Kyrie Irving costruisce un pozzo a energia solare per fornire acqua potabile a più di 1000 persone in Pakistan

Il giocatore NBA, non nuovo ad azioni in aiuto del prossimo, ha realizzato tramite la propria fondazione e in collaborazione con Paani un progetto per rifornire almeno mille persone di acqua potabile.
Sara Del Dot 3 Agosto 2021

Un pozzo a energia solare rifornirà di acqua potabile una parte del distretto di Tharparkar, nella provincia del Sindh, in Pakistan, che ha sofferto di siccità per 17 anni consecutivi. In questo modo circa mille persone avranno la possibilità di bere acqua pulita, coltivare la terra e quindi mantenere la propria famiglia, utilizzare energia elettrica troppo spesso assente.

A rendere realtà quello che per molti potrebbe sembrare soltanto un bel sogno è stato Kyrie Irving, campione dei Brooklyn Nets conosciuto anche per il proprio impegno nel sociale, che tramite la sua Kai Family Foundation ha finanziato la costruzione in collaborazione con Paani Project di questo ambizioso progetto destinato a cambiare la vita a migliaia di persone. Il pozzo infatti rappresenta una struttura fondamentale per i luoghi sottoposti per lungo tempo a condizioni climatiche estremamente calde e secche, che impediscono alle persone di idratarsi ma anche di coltivare e quindi nutrirsi e mantenersi. Ma non solo. Il centro renderà disponibile alle famiglie anche energia elettrica e quindi illuminazione.

Spesso circondato da un’aura di mistero, Kyrie Irving non è tuttavia nuovo ad azioni fuori dal comune in aiuto del prossimo. Durante la pandemia ha finanziato banchi alimentari, ha donato un milione di dispositivi di protezione individuale alla riserva tribale di sua madre, nativa americana morta quando lui aveva appena 4 anni, ha donato un milione e mezzo di dollari alle giocatrici della WNBA rimaste senza stipendio a causa della pandemia e ha comprato una casa per la famiglia di George Floyd.

In passato ha anche protestato contro la costruzione di un oleodotto in territorio indiano nello stato di New York, presa di posizione che gli ha valso l’appartenenza alla tribù Lakota Sioux.