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2 Febbraio 2021
11:30

La balene continuano a morire di fame e la colpa, ancora una volta, è del climate change

Tra il 2019 e il 2020 un gruppo di ricercatori ha osservato quello che hanno definito come un "evento di mortalità insolito" nella popolazione della balene grigie: lungo le coste del Pacifico del Messico, degli Stati Uniti e del Canada ne sono state ritrovate morte ben 378. La causa sembrerebbe essere un'alimentazione scarsa che le priva delle riserve energetiche di cui necessità. La colpa? Il cambiamento climatico, ancora.

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La balene continuano a morire di fame e la colpa, ancora una volta, è del climate change
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Sono ancora tantissime le balene che continuano a morire di fame a causa, molto probabilmente, del riscaldamento globale. Tra il 2019 e il 2020 ne sono state trovate 378 morte lungo le coste del Pacifico del Messico, degli Stati Uniti e del Canada. Tante, troppe. Un team di ricercatori dell’Università di Aarhus e delle Hawaii l’ha definito un “evento di mortalità insolito”.

A subire le conseguenze del climate change è la balena grigia (la cosiddetta Eschrichtius robustus). Unica specie ancora in vita della famiglia Eschrichtiidae, si tratta di enormi cetacei che intraprendono migrazioni annuali tra le zone di alimentazione nei mari di Bering, Chukchi e Artico e le zone di riproduzione “tipiche”, dalla baia della California meridionale alle lagune lungo la costa del Pacifico della Bassa California, in Messico.

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La vita delle balene grigie funziona così. Durante la stagione dell'alimentazione estiva, quindi tra maggio e ottobre, accumulano importanti concentrazioni di grasso, le riserve energetiche necessarie alla migrazione, alla riproduzione e alla loro stessa sopravvivenza.

I ricercatori hanno messo in campo uno studio coordinato tra le due Università con l'utilizzato di droni e varie tecniche di fotogrammetria e tra il 2017 e il 2019 hanno misurato la condizione corporea delle balene grigie nella laguna di San Ignacio, in Messico attraverso i rilevamenti della lunghezza e della larghezza del corpo ottenuti dalle fotografie verticali aeree.

Già nel secondo anno di osservazioni, i ricercatori avevano notato una riduzione delle condizioni corporee delle balene grigie giovani e adulte: un calo riscontrato, purtroppo, anche nel 2019 e che è coinciso pure con la riduzione degli avvistamenti di coppie madre e balenotteri e, quindi, con la riduzione del tasso di riproduzione delle balene.

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A questo punto ti starai chiedendo perché le balene starebbero morendo di fame. La risposta più accreditata, secondo gli scienziati, sta nel cambiamento climatico. Dalla fine degli anni '80 si è registrata la riduzione della biomassa degli anfipodi, che sono la principale fonte di alimentazione delle balene grigie: l’aumento delle temperature delle acque toglie sempre più cibo a questi grandi cetacei che finiscono così con l'esaurire le proprie riserve di grasso prima di poterle rimpinguare.

È chiaro, una volta di più, quanto sia importante agire per fermare il cambiamento climatico. Più le condizioni dovessero continuare a cambiare, più questi cetacei resterebbero senza cibo, più gli “eventi di mortalità insoliti” diventerebbero “soliti” e meno balene resterebbero sul tuo Pianeta.

Giornalista fin dalla prima volta che ho dovuto rispondere alla domanda “Cosa vuoi fare da grande”. Sulla carta, sono pubblicista dal 2014, prima ho studiato Lettere a Milano e Comunicazione della Scienza alla Sissa di Trieste, in mezzo ho imparato a correre maratone.  Ho una sola regola, credere nel rispetto di me stesso, degli altri e dell'ambiente in cui ci ritroviamo. E cerco di farlo con il sorriso, sempre. Durante le mie giornate cerco di star dietro alla curiosità galoppante che mi porta a spulciare tra le pagine di scienza e a curiosare tra le novità al cinema, a scartabellare dati e a leggere pigne di libri. È un lavoro difficile ma divertente e soprattutto lungo. Perché si sa, in ognuno di noi c’è sempre una nuova frontiera da scoprire.