La rosa dei venti: sai cos’è e come funziona la prima “bussola” che ha guidato l’uomo?

Si tratta di un disegno a forma di stella con 8 punte e serve per individuare la direzione e la provenienza dei venti in base ai quattro punti cardinali. La rosa dei venti è stata per secoli lo strumento con cui marinai e navigatori si sono orientati in mare aperto e oggi è uno dei più utilizzati nel campo della meteorologia.
Kevin Ben Alì Zinati 3 Marzo 2021

Può avere da quattro fino a sedici punte, anche se la forma più nota e diffusa della rosa dei venti ne contempla “solo” otto. Probabilmente è un disegno che conosci e che avrai già visto da qualche parte, ma sai a che cosa serve?

La Rosa dei venti è un un diagramma che identifica la direzione e la provenienza dei venti in base ai quattro punti cardinali: Nord, Sud, Est e Ovest.

È nata come strumento per orientare la navigazione dei marinai anche se con l’invenzione della bussola, la rosa dei venti è diventata uno strumento più utile nel campo della meteorologia.

Oggi però potrebbe tornare in auge e diventare un grande alleato della sostenibilità e della lotta al cambiamento climatico.

Secondo uno studio congiunto tra l'Università Complutense di Madrid, in Spagna, e l'Istituto Potsdam di Ricerca, le variazioni nella velocità dei venti, dovute alle mutamenti climatici, provocherebbero cambiamenti sproporzionatamente grandi nella velocità delle correnti marine. Mentre uno studio dell’Università di Princeton ha dimostrato che il cambiamento del clima ha determinato un aumento della velocità del vento dopo quasi tre decenni di continui rallentamenti.

Se ci pensi, dunque, conoscere la direzione e la provenienza dei venti attraverso la rosa potrebbe davvero tornare utile non solo come strumento per contrastare il climate change. Sfruttando la potenza del vento potremmo mettere in azione una turbina eolica e produrre ancora più energia elettricapulita”.

Significato e storia

La rosa dei venti è un disegno in particolare un diagramma, e ha lo scopo di indicare, in modo schematico, la direzione da cui provengono i venti di una determinata regione.

Come ti accennavo all’inizio, il modello più diffuso di rosa dei venti presenta otto punte che rappresentano i quattro punti cardinali più i quattro intermedi, a cui vengono associati i nomi dei venti che soffiano e le relative direzioni.

Prima dell’invenzione della bussola, la rosa dei venti era l’unico strumento con cui marinai e navigatori potevano orientare la propria navigazione in mare aperto: conoscere la provenienza degli otto venti della rosa equivaleva, dunque, a seguire una direzione e una particolare rotta.

Le prime rose dei venti apparvero sulle mappe nautiche di marinai italiani e spagnoli fin dal XIII secolo e la più antica rappresentazione che possediamo è conservata alla Biblioteca Nazionale di Francia e risale al 1375.

Più che sulle mappe, oggi potresti aver visto una rappresentazione della rosa impressi su qualche braccio o gamba. Sì, perché la stella dei venti, grazie alla sua simbologia e all’immaginario di marinai che cercano una direzione nella tempesta, è diventata uno dei disegni più quotati tra gli amanti dei tattoo.

Nomi dei venti in Italia

La diffusione della rosa dei venti in Italia coincise con il periodo delle Repubbliche Marinare, quando il diagramma era posizionato sull’isola di Zante, nel Mediterraneo orientale. Questa era l’indicazione lasciata dalla tradizione degli antichi greci: secondo i romani, invece, la rosa dei venti doveva posizionarsi al centro del Mediterraneo, sull’isola di Malta.

La tradizione greca ha determinato i nomi dei venti e, di fatto, il modo in cui si legge la rosa.

  • Tramontana: è un vento freddo che proviene da Nord e può soffiare sia con il cielo sereno sia nuvoloso. Non farti confondere, il suo nome non deriva dal “tramonto” ma molto più probabilmente dalla locuzione latina “trans montes” che indica un vento che spira dalle montagne: dalle Alpi per i romani o dai monti dell’Albania per i greci.
  • Grecale: è quel vento che dall’isola di Zante soffia da Nord-Est in corrispondenza della Grecia. Si tratta di un vento freddo e secco che, in estate, spira come una brezza di mare lungo il litorale adriatico.
  • Maestrale: è uno più famosi ed è un vento che soffia da Nord-Ovest, quando le correnti di aria polare arrivano al Mediterraneo. Si chiama così molto probabilmente perché è il vento “maestro”, il principale di tutti i venti e quando arriva in Italia, di solito, coincide con l’arrivo della neve.
  • Levante: è un vento vento fresco e umido, che di solito porta pioggia e che soffia da Est verso Ovest. In Italia puoi sentirlo soprattutto lungo la costa del mar Tirreno e sulla parte centro-meridionale dell’Adriatico.
  • Ponente: potresti conoscerlo anche come “Zefiro” o “Espero” ed è un vento del Mediterraneo che fa il viaggio posto al Levante, soffia cioè da Ovest verso Est. Tendenzialmente spira durante l’estate.
  • Scirocco: è un vento caldo proveniente da Sud-Est e il suo nome sarebbe legato alla Siria, direzione da cui spira. Soffia tendenzialmente in autunno e in primavera, di solito dura almeno tre giorni e porta verso l’Europa un clima caldo e umido. È il vento, insomma, responsabile dell’aumento della temperatura nel nostro Paese, soprattutto al sud.
  • Mezzogiorno: è noto anche come “Ostro”, termine che si rifà al latino “Auster”, cioè “australe”. È un vento, caldo che soffia da Sud verso il mar Mediterraneo.
  • Libeccio: è un vento che soffia da Sud-Ovest ed è anche conosciuto come “garbino” o “africo”. È. Il nome “Libeccio” sembra provenire dal greco “libykos”, dunque vento libico, oppure dal termine arabo “lebég” per alludere alle piogge che spesso porta con sé.