Le lampade ecologiche che si accendono con una carezza e si alimentano con la fotosintesi

Sfruttando il ciclo vitale delle piante, queste lampade riescono a produrre energia e luce in modo circolare ed ecosostenibile.
Video Storie 26 Aprile 2022

La ricerca di energie rinnovabili e sostenibili è rivolta in tutte le direzioni e questa volta sembra aver trovato fortuna nel terreno. Le Living Light, infatti, sono lampade capaci di produrre energia grazie al ciclo vitale delle piante. Più precisamente, la materia organica rilasciata dalle radici dopo la fotosintesi viene metabolizzata dai microorganismi. Questo processo rilascia elettroni, che possono essere accumulati e utilizzati per produrre elettricità. Si tratta di una fonte energetica che, invece di produrre anidride carbonica, la smaltisce grazie alle proprietà delle piante.

La tecnologia della lampada è stata messa a punto dalle aziende olandesi Nova Innova e Plant-e e segue il principio di una normale pila. Potrebbe fare spazio a un nuovo modo di concepire l'illuminazione e diventare una nuova fonte di energia rinnovabile. Il progetto aspira a essere il più ecosostenibile possibile. Infatti, i LED che forniscono l'illuminazione, sono collocati in un anello di legno di bambù, una pianta resistente, che cresce in fretta e che non ha bisogno di molto spazio e acqua per crescere. L campana di vetro e il vaso che ospita la piana, invece, sono prodotti localmente, riducendo al minimo l'impatto ambientale per la produzione delle Living Light. Inoltre, utilizzarle è molto semplice. È sufficiente annaffiarle di tanto in tanto come qualsiasi pianta e poi aspettare che l'energia si accumuli nella foglia elettronica. Come si accende? Basta accarezzare le foglie, innescando così il rilascio dell'energia e quindi l'accensione dei LED.

Le applicazioni non si limitano all'illuminazione domestica, ma sono realizzabili anche in spazi aperti. Dal 2019, infatti, ha aperto a Rotterdam il "Park van Morgen" (Parco del domani), dove le piante illuminano il paesaggio mentre le persone passeggiano al suo interno. "Le potenzialità sono enormi. I lampioni potrebbero essere collegati agli alberi, le foreste potrebbero diventare centrali energetiche, le risaie potrebbero produrre cibo ed elettricità per la popolazione" spiega Ermi van Oers, fondatrice di Living Light.

Le Living Light sono ancora dei prototipi e nel 2020 sono state distribuite a un numero ristretto di utenti per valutarne le prestazioni sul campo. Al momento il team di sviluppatori è al lavoro per perfezionare il rendimento di questa tecnologia, che per ora ha un'autonomia molto limitata. Infatti, dopo un'intera giornata, le lampade si accendono per un tempo variabile che va da alcuni minuti a un massimo di un'ora. Inoltre, installazioni all'aperto seguirebbero l'andamento del tempo atmosferico, facendo i conti con le difficoltà condivise da molte energie rinnovabili.