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Milano e l’ambizione di diventare una Regione: tutti i progetti per allargare la città

Stiamo parlando del futuro della città di Milano, dei suoi progetti, della mobilità e della funzione sociale e culturale con i nuovi piani del verde e dei quartieri. Manca un aspetto fondamentale. La città di Milano ha l’ambizione di trasformarsi, di espandersi, di andare oltre i confini. Come e con quali progetti? Importante sarà l’estensione del trasporto pubblico, la riqualificazione di aree dell’Hinterland e alla fine anche la riprogettazione del sistema acqua, con la riapertura dei navigli.
Rubrica a cura di Mattia Giangaspero
5 Aprile 2023

Potremmo definirla una città che va fuori dalla città con l'ambizione di diventare una città regione dentro una regione. Lo specchio urbano della Milano del futuro potrebbe essere un po' questo, anche perchè nei prossimi anni verranno sviluppati molti progetti che riguarderanno aree già fuori dal centro città. A questi verranno aggiunti anche gli sviluppi sul sistema di trasporto. Nuove metro, nuove fermate, ma anche nuovi tram. Insomma una Milano, che se in centro ormai è accessibile per pochi, punta a rendere parte della città anche molti Comuni fuori, quasi inglobandoli.

Vediamo insieme allora la rivoluzione di questa città regione. 

Il trasporto pubblico fuori città

L'idea del Comune di Milano è quella di passare dagli attuali 127km di rete di trasporti coperti ai 195km. Un'estensione di 68km. E pensa entro il 2050 l'idea è arrivare ai 260km di rete trasporti. Ecco tutti i prossimi interventi del sistema trasporti milanese.

Nel suo complesso il sistema metropolitano di Milano conta 113 stazioni e 96,8 chilometri di binari. Si tratta già del sistema più esteso d’Italia. Nel 2023 la lunghezza della rete sarà di 114 km, superando quella della Svezia ora al decimo posto in Europa, mentre con 136 stazioni consoliderà il settimo posto della graduatoria per le metropolitane con più fermate. Nel 2030 con 130,5 km di estensione salirà all’ottavo posto davanti a San Pietroburgo e le stazioni saranno 151.

Qui fissiamo due orizzonti: 2030 e 2050, questo perchè in serbo il Comune ha delle novità.

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Fonte: Urbanlife
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La Rossa – M1

Verranno realizzate due estensioni alle due estremità opposte della linea rossa. Si arriverà fino a Monza Bettola dal lato di Sesto San Giovanni.I lavori prevederanno un'estensione di altri 2km. Dall'altro lato che porta a Bisceglie invece si punterà ad arrivare al quartiere degli Olmi con altre 3 fermate (prevista anche la fermata Baggio). In questo caso l'estensione sarà di 3,5km.

Si tratta di un progetto dal valore di 350 milioni di euro che avrà un potenziale bacino d’utenza che comprenderà i comuni di Cesano Boscone, Settimo Milanese, Cusago e la connessione della statale 114 con la tangenziale per l’ingresso in città delle auto provenienti da Cisliano, Albairate, Abbiategrasso. In totale la M1 raggiungerà circa 32 km di estensione, superando la M2, e con 43 fermate si confermerà anche come linea con più stazioni della città.

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La Verde – M2

In questo caso il progetto finanziato prevede il prolungamento della fermata di Cologno Nord. Si punta a raggiungere Vimercate con una nuova stazione, passando da Carugate e Agrate Brianza. Dall'altro capolinea, che invece porta ad Assago, l'unica ipotesi che è fattibile vede un prolungamento verso Rozzano.

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La Gialla – M3

In questo caso sono previsti i fondi per il prolungamento da San Donato Milanese a Asta Paullese. L'idea sarebbe quella di estendere anche il lato di Comasina per arrivare a Cormano, con la fermata in mezzo di Paderno Dugnano.

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 La Blu – M4

Passiamo a parlare della più recente tra le metro di Milano, la M4. Non è ancora stata completamente aperta a tutti e nella sua interezza dovrebbe essere agibile entro fine 2023. Collega l'aeroporto di Linate con la stazione di San Cristoforo, passando per il centro storico e San Babila. In totale la linea blu avrà 21 stazioni per 15 km di estensione. La metro però non finisce qui. Da Linate l'idea sarebbe di creare due nuove fermate che portano all'Idroscalo e a Segrate. Ci sono 6 ipotesi che il Comune deve vagliare per un suo prolungamento dal lato Ovest, quindi di San Cristoforo.

La Lilla – M5

Quasi un raddoppio. La metro M5 lilla verrà stravolta e saranno previste altre 12 fermate  dopo la stazione di Bignami. La linea attraverserà i comuni di Milano, Cinisello Balsamo, Sesto San Giovanni e Monza. Le fermate saranno: Testi Gorky, Bassini, Rondinella Crocetta, Matteotti, Monza Bettola, Campania, Marsala, Monza Fs, Monza Centro Trento Trieste, Villa Reale, Ospedale San Gerardo, Polo Istituzionale. Dall'altro lato, ovvero quello che porta a San Siro ci sono studi per prolungare di altre 4 fermate la stessa metro. Si tratta di: Sant’Elena, Quarto Cagnino, Quinto Romano e il capolinea con deposito di Settimo Milanese.  Potrebbe esserci anche lo sbinamento, come già esistente per la M1 e la M2, in quanto già finanziato con 15 milioni di euro. Si arriverebbe fino a Cinisello passando per Bresso.

I Tram

Non solo metropolitane ma anche metrotranvie nel futuro prossimo di Milano. Tre interesseranno il quadrante nord e una quello a est.

  1.  Metrotranvia Ospedale Niguarda-Cascina Gobba M2: lunga 4,5 km intersecherà le stazioni della metro M5 Bicocca, M1 Precotto, M2 Cascina Gobba.
  2. Metrotranvia Milano-Desio-Seregno: estesa 14,2 km attraverserà 6 comuni dopo Milano La prima parte fino a Paderno Dugnano. Sarà a doppio binario e la seconda (da Calderara a Seregno) a binario singolo con raddoppi per gli incroci. Le altre tre fermate saranno: Cusano, Desio e Nova Milanese.
  3. Tramvia Milano-Limbiate: 11,7 km per 18 fermate.
  4. Metrotranvia Rogoredo M3-Repetti M4: 4,5 km per 15 fermate. I tram partendo da viale Forlanini proseguiranno sullo stesso percorso del tram 27, poi verso le vie Monlué e Bonfaldini.
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La Circle Line

Adesso parliamo invece di una nuova grande opera a livello di trasporto pubblico: "La Circle Line". Una specie di metropolitana di superficie a cerchio che intersecherà tutti gli scali ferroviari della città dismessi. Una linea rotonda che potrebbe avere 8 stazioni (San Cristoforo, Romolo- Porta Genova, Forlanini, Lambrate, Certosa, Rho Fiera, Tibaldi e Porta Romana) Molto probabilmente il Comune estenderà questa nuova linea metropolitana con altre 4 fermate. Istria che interscambierà con la M5, Dergano con la M3, Stephenson M4 e la novità MIND-Cascina Merlata M2. Dovrebbero essere acquistati 20 treni dedicati e l'idea del progetto è quello di ripercorrere quanto attualmente viene svolto dalla S9. L’obiettivo è rendere operativo il servizio entro il 2030.

Inoltre, nel Piano Urbano della Mobilità Sostenibile sono state previste nel medio-lungo periodo anche le fermate Canottieri, Toscana, Puglie, Zama, Ortica, Padova e Bovisasca, anche se ad oggi non c’è nulla di concreto. Uno dei limiti dell'opera però è il suo utilizzo come metropolitana. Infatti i treni sono previsti con cadenza di 15 minuti o al massimo 10. Se si riuscisse ad alzare la frequenza, il suo utilizzo potrebbe essere considerato come una nuova metropolitana, la M7.

La nuova metropolitana, la Rosa -M6

Si hai capito bene, prima ho parlato di M7 perchè il Comune di Milano ha già in mente la M6. La Linea rosa è stata già pianificata durante l’amministrazione Moratti e prevista dall’Assessore ai Trasporti Carlo Masseroli nel PGT del 2010 con orizzonte 2030.

Dopo anni di stallo, nel 2022 è stato fatto un primo passo concreto per la possibile costruzione della a linea M6. Il Comune di Milano ha infatti richiesto e ottenuto le risorse per studiare un percorso che colleghi la zona di sud-est della città con quella di sud-ovest. Si tratta di 4,5 milioni di euro, su un totale di 732 milioni di euro di finanziamenti ottenuti da Milano per lo sviluppo e la progettazione di nuove linee o prolungamenti delle metropolitane, necessari a un primo studio di fattibilità.

Il percorso ipotizzato della metropolitana rosa andrebbe da Ponte Lambro all’Ospedale San Paolo, con circa 12 stazioni comprese quelle nei pressi del Pala Italia a Santa Giulia, nel quartiere di Morsenchio, a Zama intersecando il passante e la futura Circle Line, a Piazzale Cuoco, una fermata lungo viale Ortles e interscambi con M2 a piazza Abbiatergrasso, M3 in piazzale Lodi.

La scelta finale sul tracciato, come ricordato più volte dall’Assessore ai Trasporti Arianna Censi, vedrà coinvolti anche i cittadini e i rappresentanti istituzionali del Municipio 5, che sarà il territorio che beneficerà maggiormente di questa nuova infrastruttura.

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Fonte: Fili

La passerella verde del Progetto Fili 

Si chiama Fili il progetto di riqualificazione e connessione delle principali stazioni di Ferrovie Nord tra Milano e Malpensa. Verrà realizzato un vero e proprio corridoio completamente verde con la piantumazione di 41 mila ettari di alberi, i quali costeggeranno i binari. Verranno toccati da questa riqualificazione 24 Comuni e a sua volta verrà realizzata anche una strada interamente ciclabile di 54 chilometri che collegherà la stazione di Cadorna con l'Aeroporto di Malpensa. In conclusione il progetto Fili prevede anche la realizzazione di una Foresta Sintetica Pensile presso la stazione Milano Cadorna che produrrà ossigeno per la città. La conclusione dei lavori è prevista per il 2028.

I progetti urbani oltre il centro

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Fonte: Mario Cucinella Architects
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Fonte: Mario Cucinella Architects

MIND – RHO FIERA

Ti sto parlando di un parco a tema scientifico e tecnologico di 650mila metri quadri. Il suo nome è MIND e verrà realizzato nell'area che fu sede dell'Expo nel 2015. Avrà tre importanti funzioni pubbliche: il nuovo polo ospedaliero IRCCS Galeazzi già inaugurato, il polo di ricerca per le Scienze della vita Human Technopole per il quale è prevista la costruzione di un secondo grande edificio accanto a Palazzo Italia nei prossimi anni e il Campus dell’Università Statale con i primi studenti previsti nell’anno accademico 2024/2025. Sono iniziati i lavori anche nell’area di West Gate di 300.000 mq che prevede uffici, residenze e un Mobility Hub.

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Fonte Comune

LA GOCCIA

Il Masterplan Bovisa-Goccia firmato Renzo Piano prevede che la Goccia diventi un grande parco scientifico-tecnologico, con un polmone di 40.000 mq con 1.000 alberi che ruoterà attorno ai due gasometri che verranno recuperati. Uno verrà riconvertito a “Smart city innovation hub“, mentre l’altro a “Fabbrica dello sport“, ampliando l’attuale campus della Bovisa. Ci saranno, anche in questo caso, residenze universitarie, un edificio sperimentale a zero emissioni per il dipartimento di Energia e 3 edifici per aule. Entro il 2026 la conclusione di tutti i lavori.

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Fonte Comune

MOLECOLA – BOVISA

Non ci spostiamo dalla zona di Bovisa, perchè verrà realizzato un nuovo progetto: "MoLeCoLa, Mobility, Learning, Community Lab” che prevede la realizzazione di un distretto tecnologico innovativo e sostenibile fondato su tre elementi: abitare, produrre e interagire. Anche qui non mancheranno residenze per studenti, attività commerciali, coworking.

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Fonte SeiMilano
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Fonte SeiMilano

SEIMILANO – BISCEGLIE

Sei Milano è un progetto di rigenerazione urbana su un’area di oltre 300.000 mq che sorgerà vicino alla metro Bisceglie, disegnato dall’archistar Cucinella. Un nuovo quartiere multifunzionale con uffici, spazi commerciali e residenze, immerse in un parco di oltre 16 ettari. La fine del primo lotto residenziale è prevista entro la fine di quest'anno. Il progetto nella sua interezza verrà concluso invece entro il 2025.

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Fonte: Rionda, Cardinale, Danesi, Gringinis – progettisti
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Fonte: Rionda, Cardinale, Danesi, Gringinis – progettisti
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Fonte: Rionda, Cardinale, Danesi, Gringinis – progettisti

IL BOSCO DELA MUSICA – ROGOREDO

Adesso ci spostiamo nella zona di Rogoredo, ricordata da molti come l'area dove è presente il  “boschetto della droga”. Finalmente il Comune ha pensato a una riqualifica totale dell'area. Sorgerà quello che il Presidente del Conservatorio Giuseppe Verdi ha definito “bosco della musica” o meglio “Campus della Musica”.  L'investimento è di circa 47 milioni di euro e verrà realizzato un campus che ospiterà circa 600-800 studenti,il dipartimento dei nuovi linguaggi, dall’elettronica alla musica applicata, al jazz, al rock, al pop, un auditorium da 350 sedute per i concerti, un bar e un ristorante, decine di aule e laboratori all’avanguardia, sale prova, fab lab, co-working e una mini residenza sempre per studenti da 200 posti letto. L’inaugurazione è prevista nel 2026.

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Fonte: Politecnico Milano
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Fonte: Politecnico Milano
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Fonte: Politecnico Milano
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Fonte: Politecnico Milano

Arriviamo qui, al tema più discusso da parte dei cittadini milanesi, da decenni e decenni. Se ancora non lo sai, la tratta del naviglio a Milano non è solo quella situata vicino a Porta Genova. Sotto tutta la città c'è acqua e un tempo attraversava più zone, come la Martesana, che oggi, volendoti fare un esempio, arriva a Gioia, dietro il Bosco Verticale e a piazza Gae Aulenti. Infatti da poco più di dieci anni è presente sul territorio un'associazione, Riaprire i navigli, che lotta con le varie amministrazioni, comunali e regionali, per procedere nel progetto di riapertura. Ancora tutto è da decidere, ma ci sono vari studi di fattibilità, uno degli ultimi è questo del Politecnico di Milano.

Il tema adesso, con le elezioni regionali, è tornato forte sui tavoli della politica meneghina. Infatti il 18 gennaio 2023  nella Sala D’ARS dell’Umanitaria in via Daverio 7, si è svolta la conferenza indetta dai promotori dell’iniziativa tra i quali appunto l’Associazione Riaprire i Navigli, alcuni tecnici del Comitato scientifico e alcune figure di spicco a livello politico, che insieme hanno rivolto un appello alla regione. Qual è l'obiettivo? Si tratta, infatti, di un’iniziativa importante: viene prospettato che i canali tutti riaperti, non solo a Milano, ma in Lombardia, diventino navigabili. Questo per collegare i grandi laghi e i fiumi fino Milano e realizzare la più estesa rete di vie navigabili interne d’Europa. 140 chilometri di canali per unire il Lago Maggiore da Locarno a Venezia e il Lago di Como da Colico a Venezia.

L’obiettivo di rendere navigabili i navigli lombardi è la somma di tanti sforzi volti a migliorare l’ambiente e il paesaggio delle città. Creare mobilità alternativa e integrata ai trasporti esistenti, generare nuova energia, alimentare attività fluviali sportive e ricreative e generare nuovo turismo di prossimità. Lo studio per la riapertura dei navigli a Milano e per la riqualificazione dei navigli esistenti in Lombardia è già ad uno stadio molto avanzato.

Progetto di fattibilità Riaprire i Navigli

Questo articolo fa parte della rubrica
Il mio percorso di studi è iniziato a Milano nel 2016 dove, all’Università Cattolica, ho frequentato la triennale in Linguaggi dei altro…