“Nonna Lego” costruisce rampe per disabili con i mattoncini colorati più famosi al mondo

Rita Ebel costruisce rampe coloratissime per fare luce sul problema delle barriere architettoniche che limitano l’indipendenza di molti disabili.
Video Storie 6 Luglio 2022

L’idea alternativa nasce dall'esperienza di Rita Ebel, una signora tedesca che, a causa di un incidente in auto, da più di 25 anni si muove e guarda il mondo dalla sua sedia a rotelle. Ostacolata in prima persona delle barriere architettoniche della sua città natale, Hanau, e stanca della totale indifferenza riguardo al problema, ha deciso di armarsi di centinaia di mattoncini Lego e molta colla per creare delle rampe colorate da sistemare davanti a tutti quei negozi della città inaccessibili per la gente in sedia a rotelle come lei.

Complice il loro aspetto, in poco tempo, le rampe di “Nonna Lego” sono diventate virali sui social e anche se non sono le più adatte per garantire la sicurezza di chi le utilizza hanno lo scopo di puntare i riflettori su un problema a cui spesso non diamo importanza. Le barriere architettoniche, infatti, sono barriere fisiche come gradini, dislivelli e piccoli dossi che limitano l’accesso a parchi, negozi e mezzi di trasporto ai disabili, agli anziani e anche a chi spinge un passeggino. Rendere una città accessibile significa quindi costruire una città più inclusiva, che non lascia indietro i più deboli e che garantisce a tutti la possibilità di essere indipendenti.

Rita dedica molte ore delle sue giornate alla realizzazione delle rampe colorate per sensibilizzare soprattutto coloro che pensano non siano poi così necessarie. Per fare ogni rampa servono almeno un centinaio di mattoncini Lego e 8 tubetti di colla. Così, per permettere a “Nonna Lego” di continuare a costruire queste rampe per disabili molti sostenitori desiderosi di dare una mano hanno iniziato a donarle i mattoncini colorati. Visto il successo mediatico che le rampe hanno ottenuto in tutto il mondo, Rita ha stilato un dettagliato libretto d’istruzioni e lo ha tradotto in quattro lingue per poter permettere a tutti coloro che lo vogliono di poterle costruire in autonomia. “Nessuno oltrepassa una delle mie rampe di Lego senza incuriosirsi – afferma Rita nelle sue interviste – che si tratti di bambini che cercano di tirare via i mattoncini o di adulti che tirano fuori i cellulari per fare delle foto da pubblicare sui social. Ed è esattamente questo il mio scopo: provare solo ad aumentare un po’ la consapevolezza delle persone e rendere le città più accessibili per tutti. Voglio che le persone pensino: se fossi io su una sedia a rotelle o avessi bisogno delle stampelle allora comincerei ad avere dei problemi per raggiungere alcuni posti.”