Puntura della zecca: cosa fare per prevenire e come rimuoverla

Una macchia rossa sulla cute, che tende ad ampliarsi, potrebbe essere ilprimo segno che ti ha morso una zecca. La prima cosa che devi fare è individuarla e rimuoverla con una pinzetta, con un movimento rotatorio, rivolgerti al tuo medico di fiducia e controllare eventuali altri sintomi nei successivi 40 giorni.
Gaia Cortese 14 giugno 2019
* ultima modifica il 14/06/2019

Sono approssimativamente grandi come una lenticchia. Hanno un colore bruno-grigiastro e vivono preferibilmente in campagna, nei boschi e nei prati, ma possono facilmente essere trasportate da animali che frequentano luoghi non proprio puliti, come i topi, i piccioni e i colombi: le zecche possono essere trasportate un po’ dappertutto e per questo motivo è importante saperle riconoscere e prevenirne il morso.

Cosa sono le zecche

Al mondo esistono addirittura 900 specie di zecche, ma comunemente se ne distinguono due principali: le zecche dure (Ixodidae) e le zecche molli (Argasidae). Le zecche sono dei parassiti che vengono in contatto con un potenziale ospite; nel momento in cui l’ospite passa loro accanto, vi si trasferiscono per nutrirsi del suo sangue. Quindi si arrampicano o si lasciano cadere su di esso e introducono la testa (rostro) nella pelle, succhiandone il sangue. La premessa non è delle migliori, ma vediamo come si riconosce il morso di una zecca e soprattutto come si può evitarlo.

Come si riconosce il morso di una zecca

Nell’80% dei casi il morso di una zecca porta ad un eritema migrante, ossia una macchia rossa che si estende nel mese successivo alla puntura. Altri sintomi che possono verificarsi sono: dolori muscolari, affaticamento e fastidio generale. Purtroppo generalmente bisogna ricorrere alla somministrazione di antibiotici per curare il morso di una zecca e la terapia è anche piuttosto lunga, ma naturalmente dipende sempre dalle prescrizioni del medico curante. Non intervenire tempestivamente può significare incorrere in conseguenze più gravi come: disturbi neurologici (paralisi del viso, emicrania), effetti sulla pelle o sulle articolazioni (artrite), palpitazioni cardiache.

Come prevenire il morso di una zecca

La buona notizia è che alcuni semplici accorgimenti, prima di un'escursione all’aria aperta per esempio, possono evitarti di venire a contatto con le zecche, o perlomeno di mantenere sotto controllo la situazione. In genere è meglio non addentrarsi nelle zone in cui l’erba è alta ed evitare di toccare l’erba lungo il margine dei sentieri; meglio indossare pantaloni lunghi e abiti chiari (per individuare più facilmente eventuali zecche) e coprire il più possibile le estremità del corpo, quindi indossare un cappello e calzature alte come degli scarponcini da trekking.

Una volta terminata l’escursione, un rapido controllo degli indumenti e sul corpo per individuare eventuali zecche non fa mai male: ricordati che le zecche prediligono la testa e la zona sul collo (proprio come i pidocchi) e le zone dietro le ginocchia e sui fianchi. In commercio esistono poi specifici repellenti per insetti (DEET, N-dietiltoluamide, icaridina, permetrina) e prodotti piretroidi da spruzzare sugli indumenti a scopo preventivo.

Come rimuovere la zecca

Se dovessi individuare una zecca, occorre rimuoverla subito: considera che la probabilità di contrarre un’infezione è direttamente proporzionale alla durata della permanenza del parassita sull'ospite. Questo perché la zecca ha bisogno di alcune ore per “mettersi comoda” sul proprio ospite; solo a quel punto passa al suo pasto che successivamente rigurgita, inoculando nel sangue dell’ospite eventuali agenti patogeni. Converrai con me che è meglio sbarazzarsene quanto prima.

Quello che devi fare è procurarti una pinzetta a punte sottili, e rimuovere la zecca tirando dolcemente e cercando di imprimere un leggero movimento di rotazione. Nel momento in cui cerchi di rimuoverla, fai molta attenzione a non schiacciare il corpo della zecca, per evitare proprio quel rigurgito che aumenterebbe la possibilità di trasmissione di agenti patogeni. Disinfetta la pelle prima e dopo la rimozione della zecca con un disinfettante non colorato ed evita di toccare a mani nude la zecca nel tentativo di rimuoverla (meglio usare un paio di guanti e poi lavarsi le mani).

Se il rostro della zecca dovesse rimanere all’interno della cute, devi estrarlo con un ago sterile. Terminate tutte le operazioni di rimozione, la zecca deve essere bruciata. Ma non è finita qui. È altamente raccomandato fare la profilassi antitetanica e segnarsi la data di rimozione della zecca per osservare la comparsa di eventuali sintomi di infezione nei successivi 40 giorni. In caso di febbre, mal di testa, debolezza, dolori alle articolazioni o ingrossamento dei linfonodi è meglio farsi vedere dal proprio medico curante.

Cosa non fare per rimuovere una zecca

Nel rimuovere la zecca, pare un po’ assurdo, ma bisogna evitare ogni tipo di sofferenza al “povero” parassita, per evitare che possa rigurgitare il pasto. Ecco perché non devi mai utilizzare, in fase di rimozione della stessa, queste sostanze: alcol, benzina, acetone, trielina, ammoniaca, olio o grassi.

Zecche e animali di compagnia

La principale zecca parassita del cane è la Rhipicephalus sanguineus. Questo parassita non si trova solo in campagna o in zone boschive, ma anche  nell'ambiente urbano. Il rischio è che questa zecca, così come altre appartenenti ai generi Ixodes e Dermacentor, possa determinare nei nostri amici a quattro zampe problemi legati all'anemizzazione a seguito di un'alta infestazione o addirittura trasmettere patologie gravi come la malattia di Lyme. A scopo preventivo si consiglia quindi di usare sostanze repellenti e/o acaricide, rivolgendosi al proprio veterinario di fiducia.

La malattia di Lyme

Secondo il Gruppo Italiano di Studio sulla Malattia di Lyme ogni anno in Italia si verificano circa 500 nuovi casi di persone colpite da questa malattia. Tuttavia i dati ufficiali sulla diffusione della malattia di Lyme sono piuttosto limitati e non recenti, per cui la pericolosità di questa malattia considerata rara, potrebbe essere addirittura sottostimata.

La malattia di Lyme è causata da un gruppo di batteri (spirochete) appartenenti al complesso Borrelia burgdorferi, che vengono trasmessi all’uomo con il morso di una zecca infetta. La malattia può provocare non solo il tipico eritema migrante di cui abbiamo detto poc'anzi, ma anche la compromissione di alcuni organi, tra cui artriti, problemi neurologici e cardiologici.

Fonti| Istituto Superiore di SanitàOsservatorio Malattie Rare

Le informazioni fornite su www.ohga.it sono progettate per integrare, non sostituire, la relazione tra un paziente e il proprio medico.