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4 Dicembre 2020
11:30

Scrivere a mano non è solo un gesto estetico: aiuta l’apprendimento e allontana lo stress

Tablet e computer sono una risorsa importante, ma non dovrebbero mai sostituirsi alla scrittura a mano. Sono infatti molteplici i benefici dello scrivere di proprio pugno: migliora la concentrazione, l'apprendimento e allontana stress e ansia.

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Scrivere a mano non è solo un gesto estetico: aiuta l’apprendimento e allontana lo stress
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L’Accademia della Crusca lancia l’allarme: “Le nuove generazioni stanno perdendo la capacità di scrivere a mano”. Un esagerazione? Non proprio. A richiamare l’attenzione del mondo della scuole e delle istituzioni sull’importanza dell’educazione alla calligrafia è Rosario Coluccia, professore emerito di linguistica italiana presso l'Università di Salerno e Accademico della Crusca; e lo fa in seguito ad una recente petizione circolata in Rete, indirizzata alla ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina, dal titolo “Promuoviamo la bellezza della scrittura a mano”.

Se fino agli Anni Sessanta tra le materie di studio c’era anche la calligrafia, oggi l’arte dello scrivere è stata abbandonata. Molti bambini escono dalle elementari in grado di scrivere solo in stampatello, e più si va avanti negli anni scolastici, più si perde l’abitudine di scrivere a mano, preferendo computer e tablet.

"Non vale solo per i bambini delle elementari o al massimo delle medie. La difficoltà di scrivere a mano è presente in adolescenti delle scuole secondarie superiori e coinvolge in maniera preoccupante i giovani universitari – ha sottolineato Coluccia -. Spesso gli scritti manuali degli studenti medi e universitari rasentano l’indecifrabilità, con pensieri sconclusionati, in una forma che non rispetta gli standard minimi di coerenza e coesione".

Eppure scrivere a mano non è puramente una pratica a scopo estetico, bensì comporta una serie di benefici rilevanti.

Innanzitutto, in età scolare, la scrittura a mano aumenta la capacità di linguaggio nei bambini, e permette loro di esprimere su carta pensieri, emozioni e ragionamenti. Non solo. Anche il semplice gesto di impugnare una matita o una penna, può aiutarli a sviluppare la propria manualità e ad usare in modo appropriato un nuovo strumento attraverso la pratica quotidiana.

Che dire di tutte le volte che la scrittura di un diario personale viene considerato uno strumento fondamentale per alleviare lo stress, allontanare l’ansia e trovare soluzione a un problema? Certo conta quello che scrivi, ma anche come lo fai. Con ogni probabilità non sarebbe la stessa cosa farlo, utilizzando la tastiera di un computer.

L’atto stesso di impugnare una penna, di farla scorrere lungo il foglio dando vita a parole e pensieri, è un calmante naturale. E non c’è modo di riprodurre questi benefici affidandosi totalmente ai nuovi strumenti tecnologici, che per carità, non vanno demonizzati, ma nemmeno devono sostituire una cultura più che millenaria.

Scrivere a mano aumenta la capacità di memoria, rende più semplice la realizzazione di liste ed elenchi e soprattutto ti permette di rispettarli più facilmente. Ecco perché una to do list è più efficace se scritta a mano.

Infine, la scrittura a mano aiuta l’apprendimento. Secondo uno studio sulla rivista Psychological Science con il titolo di “The Pen Is Mightier Than the Keyboard. Advantages of Longhand Over Laptop Note Taking” prendere appunti a mano, quindi in modo più lento, accelera l’apprendimento. Se infatti scrivi al pc, e se sei pure veloce, riuscirai a riportare quasi tutto, non mettendo il cervello nella condizione di dover rielaborare i tuoi appunti in un momento successivo. Nel prendere invece appunti a mano il cervello si vede obbligato a ragionare per trascrivere i concetti più importanti e per fare in modo che quanto scritto sia poi chiaro (e leggibile).

Con il segno zodiacale dei Gemelli, non potevo avere come unica passione quella della scrittura. Al piacere di spingere freneticamente tasti sul computer ho così aggiunto nel tempo l'interesse per il rispetto dell'ambiente e la salvaguardia degli animali, la passione per l'eco-design e tutto ciò che è bioarchitettura. Lo slancio di stupore che provo ogni volta che un progetto di verde urbano rende più bella la mia città, mi spinge a coltivare ancora più piante e fiori sul terrazzo di casa (ma mi definisco ancora un pollice verde in erba). Giornalista e mamma di due adorabili pesti, quando non lavoro o quando il piccolo di casa fa il suo sonnellino pomeridiano, cerco di ritagliarmi del tempo libero scegliendo tra le seguenti opzioni: un'ora sul campo da tennis, una camminata nel verde, venti minuti di Reiki o una pila di riviste di arredamento da sfogliare in solitudine.