Stanotte torna l’ora legale, ma in tempo di quarantena potresti perfino non accorgertene

Questa notte le lancette dell’orologio si spostano un’ora avanti: dormiremo un’ora di meno, ma a partire da domani la sera potremo godere di un’ora di luce in più. Sempre però rimanendo rigorosamente a casa, almeno fin quando l’emergenza sanitaria non sarà passata.
Federico Turrisi 28 marzo 2020

Il cambio dell'ora è sempre uno di quegli eventi che in qualche modo alterano i nostri ritmi, seppure per un periodo relativamente breve. Puntuale, arriva anche in questo inizio di primavera il ritorno all'ora legale. Ricordati dunque di spostare le lancette dell'orologio un'ora in avanti (tranquillo lo smartphone e gli altri dispositivi elettronici lo faranno automaticamente). Preparati a dormire un'ora in meno questa notte; il fatto positivo, però, è che a partire dalla giornata di domani farà buio un'ora dopo la sera. L'altro vantaggio riguarderà il risparmio di energia elettrica, dal momento che si sfrutteranno le giornate più lunghe per ridurre l'illuminazione artificiale nelle città.

L'ora legale fu introdotta in Italia nel 1916, quando il nostro paese era impegnato nella Prima guerra mondiale. Oggi stiamo combattendo un'altra guerra – anche se non è nemmeno lontanamente paragonabile a quella vera, visto che l'unico sforzo a cui siamo chiamati è rimanere a casa -, questa volta contro un nemico invisibile che sta provocando migliaia di vittime. Ovviamente parliamo del coronavirus SARS-CoV-2. Per contrastare la sua diffusione ci è stato chiesto un sacrificio: limitare i nostri spostamenti, stare a casa. Una misura stringente, ma necessaria, se non vogliamo vedere collassare il sistema sanitario nazionale e contare ancora più morti.

Certo, le ripercussioni sulla nostra salute sono sempre le stesse: l'alterazione dell'orologio circadiano determina infatti stress e senso di affaticamento, dovuti soprattutto a una riduzione del numero delle ore di sonno. Tendenzialmente comunque ci vogliono pochi giorni per "allinearsi" al nuovo ritmo.

La fase di adattamento potrebbe però essere meno traumatica e fastidiosa rispetto al solito, dal momento che per la maggior parte di noi (tenendo conto delle dovute eccezioni, come medici e infermieri) i ritmi quotidiani si sono rallentati a seguito della quarantena. Per i bambini e i ragazzi, per esempio, venendo meno l'impegno di alzarsi ogni mattina alla stessa ora per andare a scuola, il passaggio all'ora legale potrebbe essere più "soft".

E le giornate che finalmente si allungano? Niente passeggiate, bisogna resistere alla tentazione dei piaceri che porta la bella stagione e rimanere dentro le quattro mura domestiche. Lo dobbiamo agli operatori sanitari che ogni giorno si prendono cura dei pazienti affetti da Covid-19 e che in alcuni casi hanno perfino sacrificato la propria vita; lo dobbiamo a chi deve andare a lavorare per consentire il funzionamento dei servizi essenziali nel nostro paese.