Tennis per bambini: quando è meglio iniziare e quali sono i benefici

Per anni è stato guardato con diffidenza, perché considerato uno sport asimmetrico. Ora sappiamo che il tennis giocato anche in età prescolare e scolare non è dannoso per la schiena. Le attrezzature sono cambiate, così come i metodi di allenamento. Se tuo figlio vuole impugnare la racchetta, iscrivilo a un corso senza pensieri.
Gaia Cortese 24 settembre 2020

Sconsigliato, guardato con diffidenza, ritenuto addirittura pericoloso. Per anni il tennis per bambini è stato proprio snobbato, preferendogli altre discipline sportive tra cui lo "stravenerato" nuoto. Il problema era che il tennis veniva considerato uno sport asimmetrico (molti lo credono ancora) e pertanto se ne sconsigliava la pratica preferendo proprio il nuoto, considerato lo sport più completo tra i papabili e quindi indicatissimo per l’età della crescita.

Fortunatamente le cose sono cambiate. Il tennis ha iniziato ad essere considerato uno sport completo, in grado di stimolare la coordinazione, l’agilità e la concentrazione. Ma quali sono i motivi di un tale riscatto?

I tempi sono cambiati

C’erano una volta le racchette di legno. Sì, dei veri macigni, delle clave in mano ai bambini (e anche agli adulti). Oggi l’attrezzatura del tennis però si è evoluta tantissimo. Le racchette per bambini non sono solo più piccole, ma sono anche più leggere e maneggevoli, realizzate con materiali che prima non erano neppure conosciuti.

Anche le palline da tennis utilizzate dai bambini sono cambiate; sono infatti depressurizzate, in modo che i rimbalzi rimangano molto bassi e quindi più gestibili dai tennisti più piccini. Anche il campo da gioco ormai si adatta alla giovane età dei giocatori e viene utilizzato in dimensioni ridotte e diviso da un’apposita rete.

Benefici del tennis per bambini

Il tennis è estremamente divertente e coinvolgente e porta a diversi benefici. Innanzitutto migliora la coordinazione, non solo quella prettamente fisica, ma anche quella oculo-manuale, tant’è che in alcune scuole il tennis viene addirittura praticato per curare i deficit di attenzione di alcuni ragazzi.

Si impara anche a utilizzare la racchetta, a colpire la palla al centro delle corde e controllare i movimenti del corpo maneggiando sia la racchetta sia la pallina.

Il tennis poi favorisce la lateralizzazione ossia l’uso di entrambe le mani (cosi viene insegnato nei primi anni di gioco tennis); anche per questo motivo non si può più pensare che il tennis sia uno sport asimmetrico, oltretutto molto spesso viene accompagnato da esercizi che coinvolgono il corpo in modo assolutamente simmetrico.

Lezione dopo lezione migliorano anche la capacità di reazione e l’agilità del giocatore, trattandosi di uno sport molto veloce, in cui non solo è necessaria la concentrazione, ma anche una certa prontezza di riflessi. Infine, il tennis insegna il rispetto delle regole: prova a fare caso al fair-play dei giocatori durante un match. Magari ogni tanto vola qualche racchetta, ma succede solo quando il livello di gioco è davvero molto alto.

A che età iniziare a giocare

Si parla di asilo tennis quando un bambino inizia ad impugnare la racchetta già a tre anni. L’asilo tennis, infatti, avvia i bambini dai 3 ai 5 anni d’età a un primo approccio a questa attività sportiva, volto a favorire lo sviluppo della coordinazione oculo manuale, fondamentale per chi vuole intraprendere questo sport. Si tratta solo di un modo per imparare a conoscere il tennis, per apprendere i movimenti base come il diritto, il rovescio, la volée… e soprattutto per divertirsi con i compagni di corso.

Sport di gruppo o individuale?

Altra idea consolidata è che il tennis sia uno sport individuale. Lo è, ma è anche vero che quando si parla di corsi propedeutici allo sport, i bambini fanno le lezioni in gruppo. In questo modo viene favorito l’aspetto sociale attraverso il gioco, e l’ora di lezione passa senza neppure accorgersene.