Tre macachi usati come cavie all’università di Verona sono stati liberati: ora si trovano in un centro di recupero

Avevano trascorso anni negli stabulari dell’Università per essere usati come cavie nei laboratori. Ora potranno vivere liberi, in compagnia dei loro simili ed essere riabilitati per poter recuperare il contatto con la natura e con i propri istinti naturali.
Sara Del Dot 7 Giugno 2021

Erano stati per anni utilizzati come cavie da laboratorio. Finalmente, per i tre macachi rinchiusi nell’Università di Verona le gabbie si sono aperte è arrivata la tanto agognata libertà. Quella che avrebbero meritato sin dall’inizio.

E non è stata una liberazione casuale. L’ateneo di Verona, infatti, tramite un accordo firmato 4 mesi fa con il Comune ha scelto di non utilizzare più le scimmie come cavie per le sperimentazioni, sulla scia delle università di Modena e Padova dalle cui gabbie sono usciti quasi 50 macchi, in aggiunta ai 9 provenienti dall’Istituto superiore di Sanità.

I macachi sono stati recuperati qualche giorno fa dagli operatori della Lav, che li hanno portati nel Centro di recupero di Semproniano a Grosseto dove saranno avviati a un percorso di riabilitazione assieme alle decine di altri primati salvati.

All’interno di questi spazi aperti, dove i macachi hanno potuto conoscere per la prima volta la pioggia, il sole, i rami degli alberi, nuove abitudini iniziano a farsi strada. La luce sostituisce il buio delle gabbie degli stabulari dei dipartimenti, le foglie soppiantano gli elettrodi che alcuni di loro hanno tenuto impiantati nel cervello per anni.

Nonostante tutto questo, nonostante la sofferenza e la vita che è stata loro sottratta, con il tempo e le giuste cure anche questi animali potranno ricostruire la loro vita, i loro istinti, la loro libertà, grazie anche all’intervento di alcune primatologhe che seguiranno il loro percorso.

Un percorso riabilitativo che è stato recentemente validato da uno studio condotto da Lav con il dipartimento di veterinaria dell’Università di Bologna e pubblicato sulla rivista Primates in cui viene dimostrata la possibilità concreta di riabilitare i macachi sottoposti anche per anni a sperimentazione. I ricercatori hanno studiato e seguito la riabilitazione condotta sui macachi salvati dai laboratori dell’Università di Padova nel 2017 e portati nel centro di Semproniano, dove sono stati seguiti dal punto di vista fisico, psicologico, alimentare. Qui, hanno cambiato l’alimentazione con un regime più ricco e sano, è stata favorita l’interazione, il gioco, il movimento fisico, il contatto con gli elementi naturali di cui prima questi animali erano all’oscuro.

Insomma, salvarli e recuperarli si può. Perché non proseguire sulla strada della libertà?