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7 Maggio 2019
12:00

Una specie su 8 potrebbe sparire entro pochi anni: l’allarmante rapporto Onu sulla biodiversità

130 pagine redatte da scienziati e analisti che lanciano un segnale allarmante. Un milione di specie tra animali e vegetali potrebbe definitivamente scomparire dal Pianeta in brevissimo tempo. E la colpa è dell’attività di sfruttamento dell’uomo. Ma non tutto è ancora perduto.

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Una specie su 8 potrebbe sparire entro pochi anni: l’allarmante rapporto Onu sulla biodiversità
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I libri scientifici e le enciclopedie naturali sono pieni zeppi di immagini meravigliose. Animali selvatici, piante coloratissime, strane creature tropicali che sembrano inventate, eppure sai che, da qualche parte nel mondo, esistono. Li studi sui libri di scienze, li ammiri nelle immagini dei documentari, nei film, nelle ricerche scientifiche. Si chiama biodiversità ed è la condizione che rende la Terra un luogo speciale, grazie all’infinita varietà dei suoi abitanti. Abitanti che, a causa dell’essere umano, potrebbero essere presto decimati.

Entro pochi anni, infatti, una specie su 8 presente sul nostro Pianeta potrebbe scomparire per sempre. Sto parlando di circa un milione tra animali, piante e organismi marini che i nostri figli potrebbero dover vedere solo in fotografia. La sconfortante notizia è stata lanciata dalla Piattaforma intergovernativa per la biodiversità e i servizi ecosistemici (IPBES), che durante la scorsa settimana si è riunita a Parigi, con i rappresentanti di 130 Paesi. Nel corso di questi incontri, l’organismo Onu per la biodiversità ha presentato i risultati di anni di analisi, censimenti e ricerche effettuate da centinaia di scienziati ed esperti. Il tutto condensato in un documento di 130 pagine definito il più vasto consesso scientifico e politico sullo stato della biodiversità mondiale.

Quali animali sono a rischio?

Nel documento si parla di circa un milione di specie vegetali e animali che entro pochi anni potremmo non vedere mai più camminare su questo Pianeta. Un insetto su 10, un mammifero su 4, il 7% dei pesci e il 13% degli uccelli. In Europa, le specie più a rischio sono le allodole, il cui numero è diminuito del 50% negli ultimi quarant’anni e la piccola farfalla blu, scomparsa del 38% dagli anni ’70, ma anche scoiattoli rossi, pipistrelli, ricci e, naturalmente, gli insetti, del cui universo almeno un terzo delle specie è a rischio estinzione.

La causa principale è l’uomo

Le cause principali di questa perdita di biodiversità sono, com’era prevedibile, le attività dell’uomo finalizzate a creare profitto. Iper sfruttamento di suoli e risorse idriche, allevamenti intensivi, deforestazione, l’itticoltura sfrenata che sta spopolando mari e oceani, l’agricoltura intensiva. Insomma, tutti i comportamenti antropici che fino ad ora sono stati portati avanti senza la minima preoccupazione per l’ecosistema, ora rischiano di distruggere definitivamente il nostro Pianeta decimandone le risorse.

Che fare?

Secondo gli scienziati, supportati dalle varie associazioni e Ong ambientaliste, è fondamentale che i leader mondiali si attivino al più presto per fermare lo sfruttamento indiscriminato degli ecosistemi per le attività umane. È necessario rallentare la produzione e lo sfruttamento di suolo e risorse naturali per riuscire a salvaguardare almeno parte della biodiversità che abbiamo destinato all’estinzione.

Sono nata e cresciuta a Trento, a due passi dalle montagne. Tra mille altre cose, ho fatto lunghe passeggiate nel bosco e imparato a riconoscere alcune piante velenose. Ho imparato la musica perché fa bene all’anima. Ho vissuto in due grandi città a cui mi sono abituata a volte più in fretta, altre volte meno, ma dove i miei posti preferiti erano sempre i parchi. Ho studiato giornalismo perché volevo che aiutare le persone a capire alcuni aspetti del mondo diventasse la mia professione. Credo che il rispetto della natura, dell’ambiente in cui ci muoviamo ogni giorno e delle persone che con noi lo abitano sia fondamentale per vivere bene, per noi stessi e per gli altri.