Cosa devi sapere sull’anestesia dal dentista

Paura del dolore. Quante persone non si curano i denti per questo motivo? Ecco perché è giusto approfondire il tema dell’anestesia del dentista, una soluzione importante per consentire ai pazienti di affrontare interventi e cure senza alcun dolore.
Dott. Fabio Cozzolino Specialista in Implantologia e Parodontologia
7 novembre 2019 * ultima modifica il 07/11/2019

La caratteristica base dell’anestesia? Consente di eliminare il dolore derivato dagli interventi più impegnativi. Già dalla carie, infatti, è possibile praticare questo passaggio che permette al paziente di affrontare le cure senza terrore e ansia rispetto al dolore provocato dal trapano o da altri strumenti usati durante la terapia.

Cos’è e a cosa serve l’anestesia

Come suggerisce il nome stesso, l’anestesia del dentista ha l’obiettivo di bloccare il dolore grazie a farmaci specifici. Di solito in uno studio dentistico viene praticata l’anestesia locale, un trattamento che consente al paziente di mantenere uno stato cosciente pur eliminando qualsiasi sensazione di dolore dovuto all’azione chirurgica dei vari strumenti.

Quanto dura l’anestesia dal dentista

Difficile definire questo punto a priori perché dipende da diversi fattori: tipo di prodotto utilizzato per anestetizzare l’area, capacità dell’organismo di metabolizzare il farmaco, quantità iniettata. In ogni caso, mediamente, la durata è di qualche ora.

Spesso il paziente esce dallo studio con ancora una condizione di formicolio e difficoltà nel muovere la bocca: è una sensazione destinata a scomparire in poco tempo.

Tipi di anestesie

Anche se la differenza principale riguarda l’anestesia generale e locale, quest’ultima può essere divisa in diverse tipologie all’interno di uno studio dentistico. Ad esempio per piccoli interventi sui tessuti molli è possibile usare la perfrigerazione, vale a dire un passaggio di sostanza refrigerante che anestetizza rapidamente la superficie.

Nel caso di interventi più impegnativi, come la carie, si punta all’anestesia plessica che ha una durata media e prevede la necessità di iniettare con siringa il farmaco vicino all’apice del dente. L’anestesia tronculare, invece, si effettua sul tronco nervoso mandibolare e blocca qualsiasi fonte di dolore causata sugli elementi che si trovano sul lato inferiore anestetizzato.

Questi sono i metodi principali, esistono anche altre anestesie particolari. Quando altre soluzioni non hanno effetto sul paziente si può optare per anestesie intraossee o intraligamentose. Di solito la scelta del tipo di anestesia segue queste regole:

  • Plessica per intervenire su 1 o 2 denti.
  • Intralegamentosa per anestetizzare 1 dente quando la plessica non prende.
  • Tronculare per i lavori che riguardano più denti o per anestetizzare i molari inferiori.

L’anestesia dal dentista fa male?

Uno dei dubbi storici dei pazienti che hanno paura del dentista e dei vari strumenti: l’anestesia mi permette di affrontare cure importanti senza dolore. Ma la puntura farà male? In effetti fare una siringa in bocca può impressionare e intimorire chi ha paura del dentista, ma se il dentista è preparato la puntura provoca solo un lieve fastidio. Quasi impercettibile.

Ci possono essere rigetti e allergie?

Spesso il timore per l’anestesia riguarda esperienze passate o casi di allergia. Di solito i farmaci usati per l’anestesia locale dal dentista hanno margini di rischio molto bassi ma, ovviamente, prima di un qualsiasi intervento è necessario avere un colloquio con il dentista che, appunto, deve informarsi su eventuali intolleranze e condizioni fisiche.

I rischi relativi ad allergie ai farmaci dell’anestesia dal dentista possono essere correlati a effetti cutanei, nausea, problemi legati alla respirazione. Per questo è importante avere conferme dai test allergici e comunicare al dentista eventuali condizioni.

Anestesia per la pulizia dei denti

Di solito il trattamento dell’ablazione del tartaro non prevede l’uso di anestesia perché dovrebbe essere un’attività semplice e veloce soprattutto se la pulizia dei denti è eseguita con regolarità 2 o 3 volte all'anno. Oggi esistono apparecchi detti anche Airflow che spruzzano un getto di micro-particelle ad alta pressione. Questo permette di togliere il tartaro di recente formazione e quindi non sufficientemente calcificato, senza dolore per il paziente. Purtroppo questa metodica è inefficace per il tartaro più calcificato, quindi più duro.

Non sempre perciò il fastidio provocato dagli strumenti della pulizia viene sopportato dal paziente, senza dimenticare i casi in cui la detartrasi prevede un impegno maggiore per risolvere casi particolari di placca e tartaro.

Di conseguenza, in alcuni casi è prevista l’anestesia plessica.

L'anestesia topica, vale a dire un gel o uno spray che si applica sulla mucosa per lenire il fastidio dell’igiene orale non ha alcuna efficacia a ridurre il fastidio degli ultrasuoni sul dente poiché l'innervazione dei denti proviene dall'interno dell'osso. Comunque è una scelta a discrezione del dentista, quindi sarà il medico a suggerire o meno quest’anestesia.

Effetti collaterali dell’anestesia

Gli effetti collaterali dell’anestesia locale dal dentista sono ormai ridotti anche se c’è la possibilità di riscontrare nausea, sensazione di freddo, dolori articolari e alla gola. In ogni caso tutto può essere previsto con un colloquio preventivo con il dentista.

Ovviamente gli effetti diventano più importanti con l’anestesia totale che deve essere seguita e guidata da un anestesista professionale e specializzato, perché può avere anche conseguenze gravi per il paziente.

Anestesia totale dal dentista?

Spesso si parla della necessità di fare un’anestesia totale per interventi specifici dal dentista. Di solito viene proposta per interventi molto impegnativi con attività chirurgica invasiva.

In ogni caso per praticare anestesia totale dal dentista c’è bisogno di una preparazione una struttura e uno staff differente. Ad esempio è necessaria la presenza di un medico anestesista, di apparecchiature necessarie per il monitoraggio del paziente, una sala di rianimazione, etc. Questo tipo di anestesia è per questo possibile appoggiandosi a delle cliniche specializzate, ma difficilmente realizzabile all'interno di uno studio dentistico.

È invece possibile eseguire in uno studio odontoiatrico attrezzato e sempre con la presenza di un anestesista, una sedazione cosciente. In pratica vengono somministrati dei farmaci che quasi addormentano il paziente, il quale pur rimanendo cosciente alla fine non ricorderà nulla dell'intervento subito.

Odontoiatra parodontologo e implantologo, iscritto all’ordine il 23/06/1997 con N° TO 1968. Fondatore di Zerodonto, blog di odontoiatria con cui ha altro…
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