Disturbo d’ansia sociale: come riconoscerlo e da dove può avere origine

La paura di parlare in pubblico o anche, semplicemente, di conversare con gli altri, quella sensazione di essere perennemente osservati anche mentre siamo al telefono o stiamo mangiando. Si chiama disturbo d’ansia sociale e può avere a che fare anche con la tua storia famigliare.
Dott.ssa Samanta Travini Psicologa Psicoterapeuta
21 Gennaio 2022 * ultima modifica il 21/01/2022

La fobia sociale, detta anche disturbo d’ansia sociale, è un disturbo caratterizzato da paura molto intensa che riguarda una o più situazioni sociali ben definite, ad esempio parlare in pubblico o mangiare in pubblico.

Cos'è

La caratteristica principale della fobia sociale è l’intensa paura o ansia di situazioni sociali in cui un soggetto può essere osservato da altre persone. Chi soffre di fobia sociale infatti vive reazioni emotive intense collegate ad alcuni contesti sociali, nei quali il soggetto ha paura di essere giudicato in modo negativo. In genere la paura collegata alla fobia sociale è quella di essere visti come persone deboli, ansiose, non equilibrate, stupide, noiose o comunque giudicate negativamente. La paura porta a evitare luoghi e situazioni che potrebbero attivare i sintomi ansiosi.

I sintomi

La caratteristica principale del disturbo d'ansia sociale è data dalla paura di trovarsi in situazioni sociali o di essere osservati mentre si sta facendo qualcosa, come ad esempio parlare in pubblico o, più semplicemente, parlare con una persona, scrivere, mangiare o telefonare.

Nelle situazioni sociali temute, gli individui con ansia sociale sono preoccupati di apparire imbarazzati e, soprattutto, sono timorosi che gli altri li giudichino ansiosi, deboli, “pazzi”, o stupidi.

Sono sintomi del disturbo d'ansia sociale, quindi, temere di parlare in pubblico per la preoccupazione di dimenticare improvvisamente quello che si deve dire o per la paura che gli altri notino il tremore delle mani o della voce, oppure l’ansia estrema quando si conversa con gli altri per la paura di apparire poco chiari.

I sintomi della fobia sociale (legati all’ansia) maggiormente percepiti sono: palpitazioni, tremori, sudori, tensione muscolare, nausea, secchezza delle fauci, vampate di calore, arrossamenti e mal di testa.

Le cause

Le cause che portano all’insorgenza di un disturbo d’ansia sociale possono definirsi multifattoriali. Secondo la letteratura scientifica, alla base dell’eziopatogenesi della fobia sociale vi è una combinazione di fattori genetico-biologico e esperienziali-psicologici, che possono costituire fattori di rischio e protettivi riguardo l’insorgenza e il mantenimento della patologia. Per quanto riguarda i fattori di rischio biologici, vi sarebbe una tendenza ad avere più facilmente reazioni ansiose, collegata ad una maggiore reattività del sistema limbico, un insieme di strutture nervose deputate alla regolazione emotiva.

In generale, in letteratura si è osservato che i disturbi d’ ansia tendono ad avere una trasmissione transgenerazionale, anche se ancora non è chiara la quota di tale trasmissibilità legata a fattori prettamente genetici e a fattori ambientali di appendimento sociale che si giocano nell’interazione del bambino con il genitore ansioso.

In tal senso, tra gli altri fattori che possono influenzare lo sviluppo della fobia sociale (o disturbo d’ansia sociale) vi sono quelli ambientali-psicologici, che chiamano in causa il vissuto soggettivo di ciascuno e specifiche modalità di regolazione emotiva e di relazione con il mondo e con gli altri che apprendiamo fin dall’infanzia nel nostro contesto di vita.

Tra i fattori di rischio che possono facilitare l’insorgere del disturbo d’ansia sociale vi sono: storia familiare (se un genitore o un fratello ha disturbo d’ansia sociale); tratto di personalità di marcata timidezza; esperienze negative di bullismo, derisione, umiliazione e rifiuto sociale e criticismo (anche abuso sessuale).

La diagnosi

La fobia sociale compare nel DSM-5 nel capitolo dei disturbi d’ansia. Viene definita da un’intensa paura e ansia collegata ad una o più situazioni sociali.

Secondo il DSM-5 per fare diagnosi di disturbo d'ansia sociale è necessario che la reazione fobica sia presente da diverso tempo (almeno sei mesi), sia intensa e sproporzionata. Inoltre il disturbo deve provocare un significativo peggioramento del funzionamento del soggetto (ad es. attraverso comportamenti di evitamento) e della sua qualità di vita.

Il DSM-5 definisce due tipologie di disturbo d’ansia sociale. Se i sintomi si presentano solamente quando il soggetto deve effettuare una performance pubblica (come parlare in pubblico) allora si parla di "disturbo d’ansia sociale correlato alle performance". In casi in cui invece il disturbo si presenti anche in altri contesti sociali allora si utilizza la denominazione semplice "disturbo d’ansia sociale".

Cura della fobia sociale

La cura del disturbo d'ansia sociale può prevedere un trattamento farmacologico, psicoterapico o una combinazione di questi. La psicoterapia è finalizzata a ridurre la sintomatologia ansiosa, il timore del giudizio degli altri e il bisogno di riconoscimento, a controllare il rimuginio anticipatorio sulle proprie prestazioni, a ridurre il timore di mostrare ansia e i comportamenti di controllo dell’ansia e a ridurre gli evitamenti delle situazioni sociali ansiogene.

Laureata in psicologia clinica dello sviluppo e neuropsicologia, si occupa di sostegno psicologico per individui, coppie e famiglie con particolare attenzione altro…