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21 Giugno 2019
10:00

Giraffe in estinzione: quei mammiferi ormai pochi ma buoni (da mangiare)

Se pensi alle specie animali a rischio estinzione, potrebbe non venirti in mente subito. Eppure la giraffa sta silenziosamente sparendo dal nostro Pianeta. Oggi, nella Giornata mondiale della Giraffa, ti racconto perché.

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Giraffe in estinzione: quei mammiferi ormai pochi ma buoni (da mangiare)
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Nel film d’animazione Madagascar, la giraffa Melman soffre di ipocondria e ha continuamente paura di morire a causa di qualche malattia. Sebbene si tratti di un personaggio di fantasia, il timore di Melman potrebbe essere più che giustificato. Infatti, magari non è il primo animale a cui pensi quando si parla di specie in estinzione, eppure la giraffa sta progressivamente scomparendo dal Pianeta. Non a caso, nel 2016 due sottospecie sono state inserite nella Lista Rossa delle specie vulnerabili della IUCN (International Union for Conservation of Nature), mentre una è stata classificata come a rischio estinzione, quindi ancora più in pericolo. Oggi, nella Giornata mondiale della Giraffa, ti racconterò dei rischi che corre questo affascinante mammifero con il collo lungo.

Le sue caratteristiche le conosciamo tutti. La notevole altezza, il manto maculato, le gambe lunghe e quei due simpatici cornetti ne fanno uno dei mammiferi più buffi e allo stesso tempo affascinanti. A contribuire alla sua bellezza, può esserci anche il fatto che, la giraffa, non la vedi tutti i giorni. Per lo meno fuori da uno zoo. Perché questo mammifero dal collo lungo, perfetto per raggiungere le foglie degli alberi su rami irraggiungibili da altri ruminanti, vive soltanto in alcune zone dell’Africa.

Non presentando caratteristiche o parti del corpo particolarmente “preziose”, potrebbe non venirti spontaneo riconoscere in lei uno degli animali in via di estinzione per eccellenza (come magari può accadere per l’elefante o il rinoceronte), le cui zanne e corna rappresentano un ghiotto bottino per bracconieri e trafficanti. Eppure, seppur silenziosamente, la presenza della giraffa è diminuita del 40% in appena 30 anni. In pratica, rispetto all’elefante, la giraffa è quattro volte più rara.

Secondo i dati del Wwf, tra il 50% e il 70% degli esemplari muoiono entro il primo mese di vita. Causa primaria, i predatori. Ma anche, naturalmente, le attività dell’uomo. Infatti, oltre ai naturali carnivori di cui questi ruminanti sono vittime (ma da cui, ci tengo a sottolineare, sanno difendersi molto bene a suon di calci), a decimarne il numero sono il cambio del loro habitat dovuto alla deforestazione, le guerre civili che obbligano le comunità umane a spostarsi, i cambiamenti climatici che causano siccità e fanno sparire le loro risorse di cibo e anche il bracconaggio, soprattutto a fini alimentari. Infatti, sembra che la carne di giraffa sia particolarmente apprezzata in alcune zone dell’Africa.

Sono nata e cresciuta a Trento, a due passi dalle montagne. Tra mille altre cose, ho fatto lunghe passeggiate nel bosco e imparato a riconoscere alcune piante velenose. Ho imparato la musica perché fa bene all’anima. Ho vissuto in due grandi città a cui mi sono abituata a volte più in fretta, altre volte meno, ma dove i miei posti preferiti erano sempre i parchi. Ho studiato giornalismo perché volevo che aiutare le persone a capire alcuni aspetti del mondo diventasse la mia professione. Credo che il rispetto della natura, dell’ambiente in cui ci muoviamo ogni giorno e delle persone che con noi lo abitano sia fondamentale per vivere bene, per noi stessi e per gli altri.