I farmaci immunoterapici: come funziona questa nuova strategia contro i tumori?

I farmaci immunoterapici sono la nuova strategia terapeutica per la lotta ai tumori. Sono farmaci nati con l’intento di “potenziare” il nostro sistema immunitario per combattere il tumore. Ad oggi, abbiamo già qualche anticorpo monoclonale utilizzato in terapia. Questi farmaci si affiancano alle classiche terapie che già conosciamo: chirurgia, radioterpia e chemioterapia.
Dott.ssa Chiara Speroni Dottoressa in Farmacia
5 Maggio 2021 * ultima modifica il 05/05/2021

I farmaci immunoterapici sono la nuova strategia terapeutica nella lotta ai tumori. Questa è una terapia che si associa alle terapie che già conosciamo come la chirurgia, la radioterpia, la chemioterpia e i farmaci biologici. Ma qual è la differenza con queste terapie? Già dal nome "immuno" ti rendi conto della correlazione con il nostro sistema immunitario. Eh già, l’obiettivo di questi farmaci è quello di combattere il tumore andando a stimolare il nostro sistema immunitario.

Come funzionano

Il nostro sistema immunitario alza le antenne ogni qualvolta si trovi a combatter ogni tipologia di infezione sia essa batterica, virale, fungina, ecc e così anche per il tumore. Questo viene visto come un agente estraneo (non-self) da eliminare. Questo nostro complesso sistema, in condizioni fisiologiche, è in grado di riconoscere elementi che appartengono al nostro corpo (self) ed elementi estranei (non-self) e solo in questo caso si attivano tutte le cascate necessarie affinché venga eliminato l’agente estraneo. Ma sappiamo quanto la patologia tumorale sia complicata e difficile.

Cosa succede al nostro corpo quando si sviluppa un tumore? Abbiamo detto che il nostro sistema immunitario attacca ciò che non riconosce come proprio, come mai allora queste cellule cancerose non vengono distrutte? È proprio qui il problema, le cellule tumorali innescano dei meccanismi tali per cui non siano riconoscibili dal sistema immunitario. In questo modo sono in grado di aumentare di numero, accrescendo così la loro dimensione, ed acquisire capacità invasive in altri tessuti a distanza rispetto all’organo di origine del tumore. Quello che è l’obiettivo dell’immunoterapia è proprio il far cadere questi meccanismi di “difesa tumorali” rendendoli così visibili al sistema immunitario il quale sarà in grado di combatterlo.

Quali sono

Ad oggi abbiamo qualche farmaco immunologico già entrato nelle terapie oncologiche. Sono anticorpi monoclonali di tipo inibitorio in grado di agire direttamente sulle molecole coinvolte nel meccanismo di mascheramento tumorale al sistema immunitario (si chiamano checkpoint). Te ne elenco qualcuno:

  • Ipilimumab utilizzato per il melanoma
  • Nivolumab impiegato per melanoma, carcinoma polmonare non a piccole cellule, carcinoma a cellule renali, carcinoma squamoso della testa e del collo, carcinoma uroteliale, linfoma di Hodgkin classico
  • Pembrolizumab impiegato per il melanoma, carcinoma polmonare non a piccole cellule, carcinoma uroteliale, linfoma di Hodgkin classico
  • Atezolizumab utilizzato per il trattamento del carcinoma uroteliale e carcinoma polmonare non a piccole cellule
  • Avelumab utilizzato per il carcinoma a cellule di Merkel

Sai, questi farmaci sono proprio diversi dagli altri farmaci in cui abbiamo l’azione mirata sul bersaglio. In questo caso l’effetto si può notare solamente a lungo termine; inoltre l'azione degli immunoterapici è più duratura perché sfrutta la memoria immunologica del nostro sistema difensivo.

I possibili effetti indesiderati

Un’eccessiva stimolazione del sistema immunitario può portare reazioni infiammatorie in grado di colpire tutti gli organi e gli apparati. Cosa succede in questi casi? Sarà il tuo oncologo a stabilire il giusto schema posologico e come poter intervenire in base alla reazione prodotta.

Sai, gli effetti collaterali prodotti da questi farmaci dipendono da diversi fattori, tra cui la persona a cui è somministrato il farmaco, dalla tipologia di farmaco utilizzato e se co-somministrato. Alcune persone non manifestano alcun sintomo, altre possono sviluppare reazioni importanti. Detto questo capisci come ogni minima avvisaglia va riferita senza alcuno scrupolo all'oncologo, il quale valuterà attentamente la situazione. Ricordati che per quanto come essere umani siamo tutti uguali è l’individualità del soggetto la variabile che ne determina il decorso sia della patologia che la risposta al farmaco. Ma quali possono essere dunque gli effetti di questi farmaci?

Gli organi maggiormente coinvolti sono:

  • Cute:
    • Dermatite
    • Eritema
    • Vitiligine
    • Alopecia
    • Necrolisi epidermica tossica
  • Tratto gastrointestinale:
    • ColiteEnterocolite
    • Colite necrotizzante
    • Perforazione gastrointestinale
  • Fegato:Epatite autoimmune
  • Ghiandole Endocrine:
    • Ipotiroidismo
    • Ipertiroidismo
    • Insufficienza surrenalica
    • Ipofisite
  • Polmoni:
    • Polmonite
    • Malattia polmonare interstiziale
    • Polmonite interstiziale
  • Reni:
    • Nefrite autoimmune
    • Insufficienza renale
  • Occhi:
    • Uveite
    • Irite
  • Sistema nervoso:
    • Neuropatia autoimmune
    • Polineuropatia demielinizzante
    • Sindrome miasteniforme
  • Cuore

Questi effetti possono essere di grado lieve/moderato e reversibili. Come faccio a capire cosa comunicare all’oncologo? Normalmente si ha un peggioramento dei sintomi già presenti come:

  • Estesa eruzione cutanea, prurito
  • Diarrea, sangue nelle feci o muco, forte dolore addominale
  • Affaticamento, perdita di peso, nausea, vomito, sete o appetito eccessivi, minzione frequente
  • Mancanza di respiro, tosse
  • Mal di testa, confusione, insonnia
  • Debolezza muscolare, intorpidimento, articolazioni dolenti o gonfie
  • Febbre
  • Emorragie, formazione di lividi
  • Perdita della vista

In base a quanto riferito e valutate le condizioni sarà compito dell’oncologo valutare e/o rivedere la terapia fino eventualmente alla sua sospensione.

Fonti| Katzung – Farmacologia Generale e Clinica; Aifa

Laureata in Farmacia presso la facoltà di Scienze del Farmaco dell’Università degli Studi di Milano. Tesi svolta presso il laboratorio di altro…
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