I Fiori di Bach consigliati in gravidanza e nel post-partum

Gravidanza e post-partum sono momenti della vita in cui si fanno i conti con grandi cambiamenti. In aiuto alle donne che vivono questa esperienza i più comuni fiori di Bach, consigliati da Ohga, che aiutano a combattere ansia e depressione.
Gaia Cortese 10 gennaio 2019

Nove mesi per abituarsi all'idea, ma non sempre è facile. La gravidanza è un momento di grande cambiamento per una donna, non solo da un punto di vista fisico, ma anche emotivo. Se tutto sommato il corpo cambia lentamente e da un lato può anche far piacere vedere il pancione crescere, l'instabilità emotiva è sempre dietro l'angolo. Eccome se lo è. La gioia dei preparativi si alterna molto spesso all'ansia che tutto vada bene e poi, con un bebè in arrivo, c'è tutta una vita da riorganizzare e non è proprio una passeggiata di salute.

I fiori di Bach possono venire in aiuto alla donne in dolce attesa, sia per risolvere malesseri e disturbi fisici come la la stanchezza, la nausea e il vomito, ma anche per risolvere problemi di origine emotiva come la depressione, la scarsa fiducia in se stessi, la paura del cambiamento, e la preoccupazione per la salute del bambino.

Vediamo quali sono i fiori di Bach più utilizzati in gravidanza e dopo il parto proprio per risolvere questa altalena di emozioni.

Fiori di Bach in gravidanza

Walnut

Walnut, aiuta la mamma ad accettare i cambiamenti in gravidanza

Walnut è il fiore del cambiamento e della protezione, il rimedio omeopatico adatto per tutte le fasi di transizione e di crescita di una persona, indicato quando manca la giusta determinazione nelle scelte e nei cambiamenti di vita che tutti prima o poi ci troviamo ad affrontare. Questo fiore di Bach, che trasmette sicurezza e coraggio, aiuta la mamma ad accettare sia il cambiamento fisico dovuto alla gravidanza sia il cambiamento emotivo: aspettare un bambino porta tanta gioia, ma anche dubbi e domande e, se pur lievi, anche paura e preoccupazione. Questo rimedio omeopatico porta con sé una capacità di adeguamento non sempre semplice da trovare e può essere assunto durante tutti i nove mesi della gravidanza.

Red Chestnut

Anche Red Chestnut è un rimedio per chi è in ansia per altre persone, e in questo caso, per il bebè in arrivo. Questo rimedio omeopatico aiuta a occuparsi degli altri senza provare ansia e paura, senza essere eccessivamente protettivi, permettendo quindi di dare sfogo a energie positive tralasciando quelle negative. Assumere il Red Chestnut può aiutare una mamma ad essere più ottimista, ad avere fiducia in sé stessa e negli altri, e soprattutto a raggiungere una calma interiore maggiore. E' indicato soprattutto nel secondo e nel terzo trimestre di gravidanza.

Mimulus

Mimulus, per non rischiare di perdere il controllo della realtà quotidiana

Mimulus è il fiore delle paure che si conoscono, e per una futura mamma, il parto è la prima preoccupazione, soprattutto nell'ultimo trimestre di gravidanza. E poi ci sono tutti i timori legati alla gravidanza, alle visite specialistiche, la paura che qualcosa non vada per il verso giusto. Questo rimedio omeopatico scioglie l'ansia e la paura, stimolando la sicurezza in sé stessi e una maggior consapevolezza. Mimulus sembra essere il toccasana per chi, rimuginando di continuo su quello che potrebbe andare male, finisce per perdere il controllo della realtà.

Sweet Chestnut

Se tutto tornasse normale con la nascita del bebè sarebbe troppo facile. La neo mamma si trova a fronteggiare un'altra tempesta ormonale, con estrogeni e progesterone che crollano vertiginosamente con l'espulsione della placenta, e si ritrova a combattere con una forma di depressione del tutto fisiologica nel periodo post-partum.

In questo caso il miglior rimedio omeopatico è quello con il fiore della depressione post partum, Sweet Chestnut, perché agisce proprio sullo stato d’angoscia della donna che all'improvviso prova un senso di solitudine e di abbandono inspiegabile, tristezza e disperazione. L'azione di Sweet Chestnut è particolarmente forte e stimola la persona a liberarsi dallo stato di depressione, che se dovesse tuttavia prolungarsi o peggiorare, rende indispensabile l’intervento medico.