Il fiume Sarno è pieno zeppo di rifiuti: la video-denuncia di Greenpeace

Nel corso della quinta tappa del tour MayDaySOSPlastica condotto da Greenpeace in collaborazione con The Blue Dream project, sono state raccolte preoccupanti immagini dello stato in cui versa la foce del fiume Sarno, in prossimità del Golfo di Napoli.

29 Maggio 2019
17:00
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Il fiume Sarno è pieno zeppo di rifiuti: la video-denuncia di Greenpeace
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Che i fiumi rappresentino i canali preferenziali di trasporto di plastica e rifiuti verso i mari e gli oceani è ormai cosa nota. Praticamente l’80% degli scarti che galleggiano sopra e sotto la superficie acquatica provengono proprio dai corsi d’acqua di tutto il mondo, che raccolgono gli oggetti dalla terraferma e li trasportano indisturbati per chilometri e chilometri.

Le immagini di questi fiumi di plastica hanno ormai fatto il giro del mondo indignando ambientalisti (e non solo) di ogni nazione e sensibilità. Tuttavia, siamo abituati a localizzare questi fenomeni in luoghi molto lontani da noi, quasi sempre dall’altra parte del mondo.

E se ti dicessi che, invece, anche i fiumi italiani nascondono sotto la superficie un’enorme quantità di plastica? Lo avevamo già visto alla foce del Po, nel corso di un lungo periodo di secca. Guarda queste immagini, che Greenpeace Italia ha girato alla foce del fiume Sarno, nel Golfo di Napoli.

Migliaia e migliaia di pezzi di plastica, per non parlare delle microplastiche, invisibili eppure presenti. Le drammatiche immagini sono state raccolte nel corso della quinta tappa del tour MaydaySOSPlastica condotto dall’associazione ambientalista in collaborazione con The Blue Dream Project e i ricercatori dell’Università Politecnica delle Marche e CNR-IAS. Si tratta di un progetto con l’obiettivo di analizzare lo stato della zona italiana del Tirreno Centrale dal punto di vista dell’inquinamento.

Quella del Sarno, che come ti ho già detto, rappresenta soltanto la quinta tappa del tour, è una situazione a dir poco allarmante, in cui risulta più che evidente la necessità di intervenire tempestivamente per bloccare l’onda di rifiuti che sta soffocando i corsi d’acqua del Paese e del mondo.

Sono nata e cresciuta a Trento, a due passi dalle montagne. Tra mille altre cose, ho fatto lunghe passeggiate nel bosco e imparato a riconoscere alcune piante velenose. Ho imparato la musica perché fa bene all’anima. Ho vissuto in due grandi città a cui mi sono abituata a volte più in fretta, altre volte meno, ma dove i miei posti preferiti erano sempre i parchi. Ho studiato giornalismo perché volevo che aiutare le persone a capire alcuni aspetti del mondo diventasse la mia professione. Credo che il rispetto della natura, dell’ambiente in cui ci muoviamo ogni giorno e delle persone che con noi lo abitano sia fondamentale per vivere bene, per noi stessi e per gli altri.