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31 Luglio 2019
18:20

Il riscaldamento globale è troppo veloce: gli animali non riescono ad adattarsi

Un team internazionale di 64 ricercatori ha riscontrato che generalmente la risposta di tipo adattivo di alcune specie animali di fronte all'aumento delle temperature non è sufficiente ed è troppo lenta. In pericolo ci sono anche specie comuni di uccelli, come il passero, la cinciallegra e la gazza.

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Il riscaldamento globale è troppo veloce: gli animali non riescono ad adattarsi
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La Terra ha alle spalle circa quattro miliardi e mezzo di anni di vita e durante tutto questo tempo la natura ha sempre saputo come autoregolarsi. Ma adesso siamo entrati in una nuova era, l'Antropocene, per usare l'espressione coniata dallo scienziato Paul Crutzen, in cui l'uomo e le sue attività stanno stravolgendo tutti gli equilibri naturali e modificando il volto stesso del pianeta.

In particolare, i cambiamenti climatici rappresentano una minaccia per alcune specie animali. La loro estinzione significa perdita di biodiversità e perdita di biodiversità significa ecosistemi non più in buona salute. Ma in che misura gli animali rispondono al mutamento delle condizioni ambientali? Per vederci un po' più chiaro un team internazionale di 64 ricercatori, guidati da Viktoriia Radchuk, Alexandre Courtiol e Stephanie Kramer-Schadt del Leibniz Institute for Zoo and Wildlife Research di Berlino, ha analizzato circa una decina di migliaia di dati estratti da 71 studi scientifici già pubblicati.

Ebbene, i risultati sono preoccupanti: generalmente la risposta è insufficiente e non riesce a far fronte al ritmo veloce con cui le temperature stanno aumentando a livello globale. Cambiano soprattutto i tempi di eventi biologici come la riproduzione, la deposizione delle uova e le migrazioni. Ma il cambiamento adattivo avviene in maniera lenta a tal punto da non garantire la sopravvivenza nel lungo periodo.

Nessuna specie è a rischio zero, fanno notare gli autori dello studio. Nemmeno quelle comuni, come il passero, la cinciallegra e la gazza. I dati analizzati riguardavano soprattutto gli uccelli, ma gli esperti non escludono che la situazione sia ancora peggiore per gli animali già considerati a rischio estinzione.

Fonte | "Adaptive responses of animals to climate change are most likely insufficient" pubblicato su Nature Communications il 23 luglio 2019

Laureato in lettere e giornalista professionista, sono nato e cresciuto a Milano. Fin da bambino ad accompagnarmi c’è (quasi) sempre stato un pianoforte. E da musicista la parola d’ordine non può che essere una: armonia. Con se stessi, con gli altri, con la natura. Sarà la giovane età, sarà che sono nato in una delle città più inquinate d’Italia, il rispetto per l’ambiente che ci circonda è diventata la stella polare che orienta le mie scelte, dalla spesa che privilegia il più possibile prodotti a filiera corta all’attenzione maniacale quando si fa la raccolta differenziata. Considero un’autentica vocazione poter condividere e trasmettere una filosofia di vita che abbia al centro la sostenibilità e la ricerca del benessere. Nel giornalismo ho trovato il mezzo ideale.