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6 Dicembre 2020
14:30

La desertificazione non si ferma, e allora la Namibia mette all’asta 170 elefanti

Per far fronte ai problemi legati alla siccità e per cercare di ridurre il numero dei pachidermi sul suo territorio, lo stato africano ha deciso di vendere all'asta 170 dei suoi circa 28 mila elefanti, con tanto di annuncio sul quotidiano governativo "New Era". Il ricavato verrà speso per sostenere le politiche di conservazione della specie.

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La desertificazione non si ferma, e allora la Namibia mette all’asta 170 elefanti
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Il cambiamento climatico, lo sappiamo, è la più grande minaccia per gli esseri viventi su questo pianeta. E proprio a causa di periodi di siccità sempre più lunghi e frequenti, la Namibia si ritrova in difficoltà nella gestione della sua popolazione di elefanti (le stime parlano di 28 mila esemplari). L'avanzata inarrestabile della desertificazione rende sempre più problematico il sostentamento dei grandi erbivori, che in questo stato dell'Africa sud-occidentale continuano a crescere di numero, creando talvolta anche conflitti con gli agricoltori locali.

E così la Namibia ha scelto di mettere all'asta 170 dei suoi elefanti. Sì, hai capito bene. L'annuncio è stato pubblicato lo scorso 2 dicembre sul quotidiano controllato dal governo "New Era". Il ministero dell'Ambiente, Pohamba Shifeta, ha spiegato all'agenzia di stampa Afp che la vendita si è resa necessaria dopo che sull'esecutivo erano piovute critiche a non finire per la scelta di abbattere un certo numero di pachidermi.

Attenzione, si tratta di un'offerta per animali vivi (rivolta quindi a enti governativi, parchi naturali, associazioni che si occupano di tutela della fauna selvatica e via dicendo) e non per trofei di caccia. Gli acquirenti infatti dovranno garantire il pieno rispetto della CITES, ovvero della Convenzione sul commercio internazionale delle specie minacciate. Gli elefanti, spiega l'annuncio, saranno venduti all'asta in branchi già costituiti per preservarne la struttura esistente, visto che per questi animali i vincoli sociali sono molto importanti. I fondi raccolti dovrebbero servire poi a rinforzare le politiche di conservazione della specie.

Nel 1990, anno in cui la Namibia ha ottenuto l'indipendenza dopo una lunga guerra, il numero degli elefanti era sceso a circa 5 mila, e si è ripreso soltanto dopo il lancio di un programma di protezione che ha avuto il plauso della comunità internazionale. Tuttavia, nella maggior parte degli Stati Africani – fanno eccezione quelli meridionali, come il Botswana e la Namibia per l'appunto – la popolazione è in forte calo, soprattutto a causa della perdita di habitat e dei bracconieri che vanno a caccia dei pachidermi per il loro prezioso avorio. Secondo quanto riporta l'Unep, il Programma delle Nazioni Unite per l'ambiente, all'inizio del Novecento vivevano nel continente africano oltre dieci milioni di elefanti. Oggi sono circa 415 mila.

Laureato in lettere e giornalista professionista, sono nato e cresciuto a Milano. Fin da bambino ad accompagnarmi c’è (quasi) sempre stato un pianoforte. E da musicista la parola d’ordine non può che essere una: armonia. Con se stessi, con gli altri, con la natura. Sarà la giovane età, sarà che sono nato in una delle città più inquinate d’Italia, il rispetto per l’ambiente che ci circonda è diventata la stella polare che orienta le mie scelte, dalla spesa che privilegia il più possibile prodotti a filiera corta all’attenzione maniacale quando si fa la raccolta differenziata. Considero un’autentica vocazione poter condividere e trasmettere una filosofia di vita che abbia al centro la sostenibilità e la ricerca del benessere. Nel giornalismo ho trovato il mezzo ideale.