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7 Febbraio 2021
18:00

Le foche del Saimaa, già rarissime, rischiano l’estinzione: l’appello degli ambientalisti per salvarle

Sono rimaste in poche centinaia e potrebbero presto scomparire. Le foche più rare presenti sul Pianeta sono in serio pericolo a causa delle reti da pesca e del riscaldamento globale.

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Le foche del Saimaa, già rarissime, rischiano l’estinzione: l’appello degli ambientalisti per salvarle
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Sono rimaste in appena poche centinaia e se non verranno protette finiranno per scomparire per sempre. Sono le foche del Saimaa, gli esemplari di foca più rari al mondo, che vivono appunto nel lago Saimaa, in Finlandia.

Attualmente tra le 260 e 410 superstiti, la loro minaccia principale è rappresentata dalle reti da pesca, in cui troppo spesso si impigliano senza riuscire a liberarsi, finendo per annegare. Per salvaguardare la loro sopravvivenza, le associazioni ambientaliste hanno richiesto misure più stringenti per la regolamentazione delle attività di pesca, ampliando l’area loro preclusa per poter consentire a queste foche di vivere senza rischi.

A ciò si aggiunge il fatto che il riscaldamento globale ha provocato lo scioglimento di gran parte dei ghiacci e del manto nevoso presenti attorno al lago Saimaa, dove le foche per natura scavano delle buche per partorire. Senza quella coltre “protettiva”, sono quindi costrette a partorire in luoghi esposti con tutti i rischi che ciò comporta.

Una serie di minacce, quindi, che stanno mettendo a dura prova l’esistenza di questo esemplare poco conosciuto eppure così importante e a rischio. Associazioni come il WWF e altre realtà ambientaliste tra cui anche l’associazione Saimaan Norppaklubi e l’Università della Finlandia orientale, che hanno a cuore questa specie, hanno chiesto che le attività di pesca nel lago siano limitate per proteggere queste creature, o almeno che la pesca con le reti sia vietata fino alla fine di luglio.

Sono nata e cresciuta a Trento, a due passi dalle montagne. Tra mille altre cose, ho fatto lunghe passeggiate nel bosco e imparato a riconoscere alcune piante velenose. Ho imparato la musica perché fa bene all’anima. Ho vissuto in due grandi città a cui mi sono abituata a volte più in fretta, altre volte meno, ma dove i miei posti preferiti erano sempre i parchi. Ho studiato giornalismo perché volevo che aiutare le persone a capire alcuni aspetti del mondo diventasse la mia professione. Credo che il rispetto della natura, dell’ambiente in cui ci muoviamo ogni giorno e delle persone che con noi lo abitano sia fondamentale per vivere bene, per noi stessi e per gli altri.